Giornata della Trasparenza, confronto direttori di Marche Nord e cittadini: “Ci vuole più comunicazione”

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14 dicembre 2013

PESARO Tre direttori da una parte, i cittadini dall’altra. Ecco la geografia della prima giornata della Trasparenza, un incontro che l’azienda ospedaliera ha realizzato sabato mattina per raccontarsi in modo semplice ed immediato. In platea non c‘erano politici o tecnici ma comuni cittadini; in prima linea le associazioni di volontariato locali che hanno ascoltato i vertici aziendali spiegare le scelte, i programmi strategici e le performance. Lo hanno fatto adeguando il linguaggio, spiegando cosa sta succedendo dentro la sanità provinciale e regionale, affrontando il tema delle liste di attesa, le azioni sull’anticorruzione, i dati sul ricovero, sulle prestazioni ambulatoriali, sulla diagnostica pesante, addirittura sulla mobilità passiva. Tutti dati che a breve, come impone la legge, saranno accessibili tramite il sito internet aziendale.

Un momento dell'intervento del Direttore amministrativo Michele Caporossi

Un momento dell’intervento del Direttore amministrativo Michele Caporossi

Ad aprire la giornata il direttore generale Aldo Ricci, partito proprio da una ammissione di colpa: “Le Marche stanno realizzando una riorganizzazione avanzata, che altre regioni stanno copiando, ma non abbiamo saputo comunicare ai cittadini come lo stiamo facendo. Questa giornata dà una opportunità a tutti”. Ricci ha spiegato le reti cliniche varate dall’esecutivo marchigiano che “rivedono il sistema di emergenza e urgenza, il ruolo degli ospedali di polo, delle aziende ospedaliere e universitarie; che indicano ai cittadini, in sintesi, dove ti devi far curare con appropriatezza e sicurezza. Le reti cliniche non cadono dal cielo – ha precisato il direttore generale – ma da uno studio sull’offerta regionale. E cosa è emerso? Che molti ospedali non erano sicuri, facevano un intervento all’anno al pancreas, 3 interventi di carcinoma al polmone, addirittura in strutture che non avevano la rianimazione. L’emergenza-urgenza, la neurochirurgia, la cardiochirurgia o una emorragia digestiva non sono trattamenti che possono fare tutti. Questo vale anche per la diagnostica; è nostro compito fare esami che altri non possono fare, come la cardio tac, la risonanza cardiologica, la Pet, la Radioterapia o l’endoscopia”. E chiude: “Questa azienda farà il possibile e l’impossibile ma aspettando il nuovo ospedale. Noi dobbiamo lavorare in sicurezza: proprio in questi giorni stiamo ristrutturando i blocchi operatori, e ristrutturare ospedali vecchi mentre è in atto l’attività di ricovero è un disagio enorme”. Non si sono fatti perdere l’occasione di prendere la parola alcuni partecipanti, rappresentanti delle associazioni di volontariato che come Ricci, hanno rilanciato l’importante tema della comunicazione con i cittadini.

 

Ampio spazio è stato dato ai percorsi realizzati per il contenimento delle liste di attesa che riguardano “gli acuti e gli oncologici – ha detto Lorena Mombello, direttore sanitario di Marche Nord – con percorsi strutturati che sostengono il paziente e lo accompagnano nel suo percorso di cura. Poi ci sono i pacchetti ambulatoriali complessi , che includono una serie di prestazioni, visite ed esami direttamente programmati dagli specialisti”.

E’ stato compito del direttore amministrativo affrontare il piano anticorruzione: “Per alti livelli di performance dell’organizzazione si verifica un abbassamento delle possibilità di corruzione. Gli strumenti dell’anticorruzione agiscono su diverse aree”. Poi ha fatto alcuni esempi: “Per quanto riguarda l’accessibilità ai servizi sanitari, ad esempio, il Cup regionale, unico in Italia, parifica l’accesso dei cittadini alle strutture eliminando ogni meccanismo improprio. Si è agito anche sulla libera professione cancellando tutte le attività di intramoenia allargata e aumentando i controlli sulle pratiche amministrative”.

 

Sul piatto della Giornata della Trasparenza anche un po’ di numeri: 43 mila prime visite, 46 mila prestazioni radiologiche di cui 10 mila di Tac e risonanze magnetica e 11 mila di attività senologica, quasi 2 milioni di esami di laboratorio, circa 1300 Pet e 70mila accessi da pronto soccorso. “Dal 2011 al 2012 – ha spiegato il direttore amministrativo Michele Caporossi – c’è stata una riduzione dei ricoveri in Emilia Romagna di 400 unità; dal 2009 al 2012 i casi di persone uscite dalla provincia per rivolgersi in Emilia Romagna, sono -1587 ricoveri. Resta forte l’attrazione verso alcune regioni ma il diritto di libera scelta del cittadino è sacro. Anche il bilancio di Marche Nord è in perfetto equilibrio economico, con un piccolo utile. Ciò significa che nonostante i tagli e i tetti di spesa abbiamo aumentato le attività e, soprattutto, la loro complessità con un grande sforzo per conciliare il budget a disposizione con il mantenimento dei servizi di qualità”..

 

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