Nuovo prelievo di organi al Santa Croce di Fano. Marche Nord: “Grazie alla generosità della famiglia di una paziente affetta da emorragia cerebrale”

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16 dicembre 2013

Sala operatoria

Medici al lavoro in una sala operatoria

FANO – La famiglia di una paziente affetta da emorragia cerebrale (A. A.) ha acconsentito alla donazione degli organi. Il Centro Nazionale di Riferimento ha destinato il fegato al Policlinico di Padova.

L’attività di prelievo, effettuata dall’equipe di Ancona è iniziata durante la notte del 14 dicembre, circa le ore 21 per concludersi a mezzanotte e mezza circa. Si è svolta nel blocco operatorio del presidio Santa Croce di Fano degli Ospedali Riuniti Marche Nord dove era pronta e perfettamente preparata all’evenienza una squadra di professionisti interamente dedicata.

Le procedure medico legali inerenti l’accertamento della morte cerebrale, quelle organizzative relative al prelievo e trasporto degli organi e le verifiche cliniche dell’idoneità degli organi al trapianto, sono state condotte dal collegio medico composto dai professionisti della Rianimazione, della Neurologia e della Direzione Medica di Presidio in collaborazione con il personale medico ed infermieristico della Rianimazione e del Blocco Operatorio. Il Collegio Medico e le equipe esterne intervenute per il prelievo di organi hanno lavorato a stretto contatto con il “Nord Italia Trasplant” (NITp), centro nazionale di riferimento per la regione Marche dell’attività trapiantologica che ha, appunto, deciso la sede a cui destinare l’organo

“La generosità da subito dimostrata in un momento così doloroso dalla famiglia del paziente deceduto – commentano i medici coinvolti nelle procedure di accertamento di morte cerebrale – e l’impegno di tutti i professionisti della salute, hanno reso possibile, ancora una volta, riaccendere la speranza per altre vite”. “Inoltre – precisa il direttore generale di Marche Nord Aldo Ricci – la nostra Azienda, con Fano e Pesaro, è una delle prime realtà delle Marche. Le donazioni di organi e tessuti sono un indice di qualità delle strutture sanitarie e i risultati ottenuti dalla nascente realtà ospedaliera ne qualificano l’attività. Tutto questo è il frutto di un’organizzazione specifica, del lavoro dei Coordinatori Locali, delle due Direzioni Mediche di Presidio e di tutti i professionisti che a vario titolo contribuiscono alle operazioni di donazione”.

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