Caso ex Amga, il deputato Cecconi a sindaco e assessore: “Riferiscano in consiglio e alle famiglie”

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19 dicembre 2013

PESARO – “Area “Ex AMGA”, la bonifica deve essere a carico del responsabile: il Comune”. Questo il titolo di una nota a firma Andrea Cecconi, il deputato grillino.

Andrea Cecconi, deputato del Movimento 5 Stelle

Andrea Cecconi, deputato del Movimento 5 Stelle

“Il MoVimento 5Stelle di Pesaro – si legge – ha recentemente acquisito della documentazione sul grave caso di inquinamento ambientale che investe l’area edificabile di via Morosini, denominata comunemente area “Ex AMGA”. Le risultanze che abbiamo acquisito ci portano a dire che fino ad ora ci siamo sbagliati: la responsabilità dell’inquinamento gravissimo che insiste sul suolo e sulla falda sottostante è a nostro parere del Comune, il quale ha indegnamente tentato di riversarla sulle ditte costruttrici. Sulla vicenda la Magistratura farà il suo corso e presto sapremo chi sono i responsabili civili e penali dell’intera vicenda ma, ciò che emerge dagli atti è senz’altro adatto a fondare una marcata e grave responsabilità morale della vigente amministrazione. Questa conclusione deriva da un’analisi più approfondita di documenti pubblici che hanno evidenziato una serie di risultanze emerse nel corso delle indagini ma occultate all’opinione pubblica. In buona sostanza il sindaco esponeva in conferenza stampa una serie di fatti ma si “dimenticava” di raccontarli tutti e, pertanto, la stampa ed i cittadini rimanevano all’oscuro di alcuni dettagli parecchio inquietanti. Sia ARPAM, chiamata ad intervenire per la messa in sicurezza di emergenza a seguito degli eventi dell’aprile 2010, sia lo studio di degradazione (c.d. weathering) effettuato dal Dipartimento di Scienze dell’ambiente e del territorio dell’“Università degli Studi Milano Bicocca”, hanno evidenziato la storicità dell’inquinamento da idrocarburi. Questo significa che l’inquinamento esisteva già da anni, forse decenni, e sulla sua datazione nessuno degli enti interpellati è in grado di esprimersi”.

“Sulla conoscenza della situazione in capo al Comune, però, ci permettiamo di dubitare – continua Cecconi – Nel 2001, quando aveva già ceduto in permuta l’area di via Morosini alle società costruttrici ma senza averla ancora consegnata, il Comune indicava ad ARPAM l’area suddetta come uno dei siti potenzialmente da bonificare, pur astenendosi dall’indicazione di quali fossero gli interventi necessari o l’entità dell’inquinamento. Di ciò non venne mai data alcuna comunicazione alle società proprietarie dell’area, né, tantomeno, alle popolazioni residenti nelle aree circostanti, che di fatto abitavano ed abitano tutt’ora a contatto con una zona contaminata da agenti cancerogeni. Lo stesso Comune, nel ricorso al TAR, afferma che sia errato imputare ad appaltatore e proprietari di aver causato una rottura ed uno sversamento avvenuti già da molti decenni, perché “ad aprile 2010 il sottosuolo era già contaminato”. A ben vedere, però, la documentazione che abbiamo ricevuto e che stiamo divulgando evidenzia come in realtà l’area contaminata sia molto più grande rispetto al cantiere e che investa anche gli edifici già costruiti su cui ora non è possibile emettere certificato di agibilità. Così si è espresso l’Istituto Superiore di Sanità, con proprio parere richiesto da ARPAM, nel quale ha evidenziato una esposizione agli inquinanti (cloruro di vinile) non accettabile per un’area residenziale. Ad oggi l’area Ex AMGA è inserita nell’anagrafe regionale dei siti inquinati da bonificare ed è incomprensibile come sia stato giuridicamente possibile concedere l’agibilità delle palazzine che vi sono state costruite. Da quanto si evince da una lettura più dettagliata dei documenti ufficiali, quindi, il Sindaco Ceriscioli parrebbe colpevole di gravi danni alla salute dei cittadini che si sono perpetrati per anni e che, sembrerebbe, fossero noti ai vertici dell’amministrazione comunale. Il loro occultamento sino ad oggi è senz’altro molto sospetto. Forse è tempo che sindaco e assessore all’ambiente la smettano di rilasciare dichiarazioni minacciose ai giornali, fornendo oltretutto ricostruzioni dei fatti piuttosto distanti da ciò che emerge dai documenti ufficiali. Sarebbe, invece, opportuno che riferiscano nella sede ufficiale: il Consiglio Comunale. Poi, se davvero il PD ha cambiato verso e con lui anche la nostra amministrazione, sarebbe splendido che convocassero in assemblea i cittadini del porto e le loro famiglie. Lì potrebbe riferire direttamente a loro, con la propria voce e la propria persona, che la loro salute non ha corso alcun pericolo e che possono passare un sereno Natale con le loro famiglie ed i loro figli nelle proprie abitazioni a ridosso di un sito fortemente inquinato. Chissà se se la sente?”. Firmato Andrea Cecconi.

Un commento to “Caso ex Amga, il deputato Cecconi a sindaco e assessore: “Riferiscano in consiglio e alle famiglie””

  1. GIORGIO scrive:

    Però se non c’è controllo da parte dei Vigili Urbani è solo demagogia…..

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