Volley in altalena: felicità per la nascita di Arthur, figlio di Jacqueline, dolore per la squalifica di Alix Klineman

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21 dicembre 2013

Al centro la splendida Jacqueline (con Garzaro)

Al centro la splendida Jacqueline (con Garzaro)

PESARO – Notizie dal mondo del volley, alcun belle, altre meno. Iniziamo dalla più bella: è nato Arthur, figlio dell’ex colibrì Jacqueline de Carvalho Pereira e di suo marito Murilo, definiti la coppia più bella del volley mondiale. Jacqueline ha vinto lo scudetto 2008/09 con la maglia dell’allora Scavolini. E’ ancora nella memoria degli appassionati il suo ballo sul palco allestito in Piazza del Popolo per festeggiare l’ennesimo tricolore. Noi la ricordiamo, lo scorso anno, a Londra, nella finale olimpica vinta contro gli Stati Uniti: giocò una partita formidabile e a fine gara salì sulla postazione del primo arbitro per mandare baci a tutto il mondo. Dalla nostra postazione dietro la linea di battuta, lungo il percorso che conduceva agli spogliatoi di Earls Court, le urlammo: “Saluti da Pesaro”. Si fermò ancor più sorridente, anche se non abbiamo la certezza che capì in quella bolgia scatenata dalle ragazze di Ze Roberto, dai tifosi brasiliani in tribuna. Il giorno dopo, la schiacciatrice brasiliana guidò il tifo per la nazionale maschile, con protagonista suo marito Murilo, che però s’arrese incredibilmente alla Russia dopo avere guidato 2 set a 0.

Dalla gioia per la nascita di Arthur alla tristezza per la squalifica di Alix Klineman. C’era nell’aria qualcosa di strano attorno all’ex americana della Scavolini. Il comunicato – duro nella forma, ma incompleto nella sostanza – diffuso l’altro ieri dall’Imoco Conegliano e da noi riportato nell’articolo sui sorteggi per le Champions League femminile e maschile – lasciava intendere qualcosa che non andava (“Imoco comunica di avere sciolto ogni rapporto contrattuale con la giocatrice statunitense Alexandra Klineman, che pertanto non farà parte né nella presente stagione né in futuro della squadra di Conegliano”). Onestamente, abbiamo pensato a un ritardo nell’arrivo in Veneto, previsto per l’inizio di gennaio. Oppure a improvvise questioni economiche.

Invece… Alix è stata fermata dall’Usada (US Anti-Doping Agency), l’agenzia statunitense incaricata della lotta al doping, che ieri ha diffuso il seguente comunicato: “USADA announced today that a three-member panel of the American Arbitration Association North American Court of Arbitration for Sport (AAA), rendered its decision in the case of Alexandra Klineman, of Manhattan Beach, Calif., an athlete in the sport of Volleyball. The AAA panel found that Klineman has committed an anti-doping rule violation, and will serve a 13-month suspension”.

Alix, 23 anni, è stata squalificata per 13 mesi perché trovata positiva a un test che ha evidenziato la presenza nelle urine di uno steroide anabolizzante. La squalifica, che decorre dal 22 maggio 2013, giorno del primo test, al 9 giugno 2014. Alix si è difesa spiegando di avere assunto involontariamente la sostanza contenuta in una vitamina della madre.

E’ un grande dolore, per lei e per chi le vuole bene.

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