Sanchioni, Prima Fano: “Insediamento sanitario nell’ex Zuccherificio per mettere fine ai nomadi dei servizi sanitari”

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23 dicembre 2013

FANO – Daniele Sanchioni, candidato Sindaco della lista civica Prima Fano risponde al segretario del Pd Stefano Marchegiani e spiega perchè ha parlato di insediamento sanitario nell’ex Zuccherificio.

“Sorprende come una persona pacata ed intelligente come l’architetto Stefano Marchegiani, segretario del PD di Fano, si faccia portavoce degli indirizzi regionali sui temi della sanità. In riferimento alla proposta, presentata dal nostro gruppo ed accolta dal Consiglio Comunale, di realizzazione di una piattaforma di servizi sanitari, tra le osservazioni alla approvazione definitiva del piano di variante sullo ex zucherificio di Fano, mi preme rassicurare l’architetto Marchegiani che quanto proposto risponde a criteri di indirizzo organizzativo e funzionale della rete ospedaliera regionale. Gli atti sono pubblici e fanno parte di quel percorso riorganizzativo in atto verso il quale il dibattito è aperto da mesi. Ad oggi la quasi totalità delle strutture sono in affitto da privati, da ultimo lo spostamento del Dipartimento di Prevenzione nei locali privati adiacenti al CODMA. Tale stato di fatti determina una disarticolazione dei servizi insieme ad un onere finanziario che si somma ai disagi dei cittadini che sono diventati i “nomadi dei servizi sanitari”, senza alcuna domiciliazione, con sedi spesso inappropriate e sparse per tutto il territorio. Le sedi per far capire al segretario del PD che, per una volta, potrebbe essere solidale con gli interessi dei cittadini fanesi vale la pena elencarle: San Lazzaro due sedi : logopedia e centro Umee e, in altra sede Centro Riabilitazione, Ex ospedale pediatrico ( con ufficio economale e parte di magazzino farmaceutico per la distribuzione di farmaci ai cittadini), Via 4 novembre sede del consultorio, sede cure domiciliari, (sede del distretto di proprietà) Locali ex Seminario con ambulatori per le malattie psichiatriche, palestra pre parto, veterinari, Via Ceccarini, Sede degli uffici amministrativi e della medicina legale. Zona CODMA, Dipartimento di Prevenzione. Per meglio focalizzare il tema della piattaforma va detto che con il passaggio alla Azienda Sanitaria Pesarese dell’Ospedale Santa Croce, Fano non ha più un laboratorio analisi di Area Vasta e tutte le prestazioni fatte dai cittadini sono pagate alla Azienda Marche Nord ma con costi a carico della Zona Territoriale, risorse quindi sottratte al territorio. In base alle nuove disposizioni regionali la attività libero professionale degli specialisti medici (cardiologi, ortopedici, medicina sportiva ecc) debbono svolgersi in locali dedicati e, non avendo spazi propri l’Area Vasta, il servizio pubblico si rivolge al privato con convenzioni onerose che incidono sugli onorari del professionista e quindi del cittadino. Noi non siamo abituati al partito preso e quindi a dire sempre no, come fa lei. Perché lei non si pone il problema se questo stato di cose è accettabile o deve essere modificato? Se va modificato quale migliore occasione di farlo all’interno della variante all’ex zuccherificio? Perché non va alla sostanza delle cose e non dice che la piattaforma sanitaria sottrae superfici commerciali, a vantaggio di servizi unitari per i cittadini che possono ritrovare nella loro Città cose che la politica regionale vuole consegnare ad altri? Non le sembra che sia giunto il tempo di dire basta ed in maniera molto laica difendere le proposte, da chiunque avanzate, capaci di difendere gli interessi di Fano e dei suoi cittadini? Per ultimo io credo alla aggregazione dei servizi sanitari pubblici. Se la realizzazione di una piattaforma dei servizi sanitari ha anche la capacità di incentivare la aggregazione, autonomamente e senza risorse pubbliche, di esperienze, professionalità e servizi offerti, in un percorso di libera scelta sia di cura che di diagnosi, anche da soggetti privati o del privato sociale ciò determina innovazione, credo che sia elemento di crescita ed opportunità per la Città. Per meglio spiegarglielo: lei certamente sa che a Fano, come in tutto il Paese, vi sono centri accreditati con finanziamento (budget) regionale sia per i laboratori, sia per le radiologie, sia per la medicina sportiva, sia per la odontoiatria, sia per la cardiologia ecc. Pensa che la realizzazione di una piattaforma sanitaria, in cui anche queste realtà vengono a collocarsi-per loro scelta- in maniera autonoma sul piano finanziario, danno servizi ai cittadini o creano danni al cittadino? Creano sinergie nella loro impresa o perdono competitività? Ha mai pensato che queste strutture dovrebbero operare su indirizzo pubblico ed oggi è sostanzialmente impossibile per la loro disaggregazione? Sa che il loro operare risponde a criteri che debbono favorire la ottimizzazione dei servizi con percorsi di appropriatezza tendenti a completare i processi diagnostici non assorbibili dalle strutture pubbliche (laboratori o radiologie ospedaliere)? Che ne dice se aggregando i servizi farmaceutici ed i magazzini ospedalieri delle farmacie degli ospedali si arrivasse ad una ipotesi di risparmio del venti per cento offrendo anche nuovi posti di lavoro? Che ne dice se questa piattaforma obbliga la realizzazione e la nascita di un percorso di logistica dei servizi capaci di offrire posti di lavoro al privato sociale? Che ne pensa se questo servizio di logistica operasse anche come scambio e fornitura per i negozi del centro liberando il centro storico dai furgoni a tutte le ore del giono? Se farò il Sindaco e le assicuro che non garantiro’ gli equilibrismi portati avanti sulla testa della Città. Le assicuro che convocherò le istituzioni competenti per svolgere il disegno politico di difesa degli interessi di Fano”.

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