Sofia Spadoni, pesarese di Pantano, centrale del Volley Pesaro, cresciuta con i cartoni animati di Mila e Shiro, sogna la serie A

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23 dicembre 2013

PESARO – Diciassette anni festeggiati lo scorso 27 settembre fanno di Sofia Spadoni, pesarese di Pantano, alta 1,81, maglia numero 1, ruolo centrale, la più giovane giocatrice del Volley Pesaro.

 

Sofia ha esordito in serie B1 nella trasferta a Cagliari, quando – con un muro – ha chiuso la partita.

 

Sofia Spadoni, Volley Pesaro

Sofia Spadoni, Volley Pesaro

“Era la prima volta che entravo e le compagne di squadra mi hanno detto che, come da tradizione, dovevo offrire le paste. Ho portato un po’ di dolci e di pezzi salati”.

A Trevi ha segnato tre punti: come?

“Un primo tempo che è caduto sulla riga, una fast con mani fuori e un muro”.

Ha contributo a una vittoria che doveva essere più consistente.

“Sì, sì, dai…”.

 

Avete fatto arrabbiare la presidente… Barbara mi ha detto che non vuole più seguirvi in trasferta, la fate soffrire troppo.

“Barbara è troppo ansiosa”.

Rientrata a notte fonda dalla trasferta a Trevi,, qualche ora di sonno e poi di nuovo in campo, con l’Under 18: un altro tie-break, un’altra vittoria.

 

“Era una partita tesa, sentita, da anni c’è grande rivalità con Lucrezia. Abbiamo vinto 3-2, con il 5° set finito 15-11. Anche l’andata si era conclusa al tie-break, avevamo perso l’ultimo set 25-23. Ora siamo prime, penso e spero che ci rivedremo nella finale provinciale”.

 

Quanto l’impegna il volley?

 

“Tutti i giorni, perché l’Under 18 gioca la domenica, ma in questo caso Matteo mi concede il lunedì libero”.

 

E non manca lo studio.

 

“Sono iscritta al quarto anno del Liceo Scientifico Marconi…”. Che tra Spadoni e Trinci può allestire una discreta rappresentativa di pallavolo.

 

Come e quando ha iniziato a giocare a pallavolo?

 

“Avevo 9 anni e ho fatto tutte le giovanili, fino all’Under 16 e all’Under 18, partecipando al Torneo delle Province e al Torneo delle Regioni, quindi ho disputato due campionati di serie C e adesso sono in B1”.

 

Perché ha iniziato a praticare il volley?

 

“Mi piaceva un cartone animato i cui personaggi erano Mila e Shiro. Dopo avere visto il cartone, andavo in cortile, prendevo la palla e provavo a palleggiare, a fare il bagher: Le mie amiche giocavano a pallavolo e mi hanno portato in palestra…”.

 

Al PalaSnoopy?

 

“No, ho iniziato nella Robur, nella Scavolini. Poi c’è stata la selezione per l’Under 16 e sono passata alla Snoopy”.

 

Pesarese di Pantano, regno della Lupo. Non è che in famiglia preferiscono la pallacanestro?

 

“A mio padre e a mio fratello piace la pallavolo, mia madre è meno interessata”.

 

Che cosa ha provato quando le hanno detto che avrebbe fatto parte della squadra di serie B1, anzi della squadra che rappresenta Pesaro nella pallavolo?

 

“Era una voce che girava già dalla C, ma quando Barbara me lo ha comunicato Barbara sono rimasta molto contenta, anche se, essendo la più piccola, avevo qualche timore. La disponibilità delle compagne mi ha fatto sciogliere”.

 

Tutte le ragazze mi hanno detto che fra voi c’è un bel rapporto, che non si sente la differenza d’esperienza.

 

“Si sta molto bene insieme, davvero”.

 

Lei è una centrale, un ruolo coperto da Salvia e Boriassi, ma lo spazio, talvolta poco, altre volte, come a Trevi, più grande, riesce a ritagliarselo.

 

“Sabato è stata la prima volta che ho giocato un set intero in serie B1… Ero emozionata e contenta”.

 

E brava…

 

“Devo migliorare tanto, perché la differenza tra la serie C e la B1 è notevole, e si vede…”.

 

Per esempio?

 

“Intanto la velocità d’esecuzione, le battute più forti, ma anche i muri e le scelte… E’ tutto abbastanza diverso”.

 

In quali situazioni deve migliorare?

 

“Nel primo tempo: coach Bertini mi dice sempre che devo anticiparlo, perché il nostro primo tempo, sia con Giulia Carraro sia con Elena Sacchi, è molto anticipato”.

 

Le piace attaccare più col primo tempo o con la fast?

 

“Con la fast, è la mia palla preferita”.

 

E al muro come va?

 

“All’inizio facevo confusione, mi fregavano, ma piano piano inizio a capire come muovermi, grazie anche ai consigli che mi dà Valentina Salvia”.

 

Ormai sono quattro mesi che lavora con Matteo Bertini…

 

“Il nostro coach è bravo, ma io l’avevo conosciuto dall’Under 18 della scorsa stagione. In questo periodo insieme ho avuto conferma delle sue qualità: è molto serio, bravo e mi piace tantissimo”.

 

Visto da fuori, Bertini sembra tranquillo, sereno, calmo. Riuscite a farlo arrabbiare?

 

“Ogni tanto s’arrabbia, qualche schizzo… però ci sta”.

 

Sofia gioca per divertirsi, ma ha un sogno nel cassetto…

 

“Il mio idolo è Martina Guiggi, che è centrale e ha giocato a Pesaro. Da piccola dicevo che mi piacerebbe arrivare in serie A…”.

 

Datevi da fare…

 

“Eh, magari!”.

 

A proposito: nello spogliatoio parlate mai di promozione?

 

“No, seguiamo i consigli del nostro allenatore, che ci dice sempre di pensare a partita per partita, perché è una campionato molto equilibrato”.

 

Avete avuto un periodo molto positivo, ma da qualche settimana non mancano le difficoltà: due vittorie al tie-break, anche se in trasferta, una sconfitta in casa. Magari siete state anche poco fortunate con gli arbitri, come a Trevi, ma avete sbagliato tanto…

 

“Potevamo partire meglio, però anche gli arbitri hanno contributo, anche se non è il motivo principale del punto lasciato a Trevi”.

 

Sofia, da pesarese, sente di più l’impegno di giocare nella squadra della sua città?

 

“E’ un grande onore, ma anche un piacere fare parte della prima squadra di Pesaro”.

 

E’ rimasta male quando ha saputo che Pesaro rinunciava alla serie A1?

 

“Sì, perché mi piaceva andare a vedere la serie A, osservare le grandi giocatrici di Pesaro e delle altre squadre, ma adesso ci siamo noi!”.

 

Anche Sofia, come tutte le ragazze intervistate da pu24.it, sottolinea l’importanza di essere in una società come Volley Pesaro.

 

“Sentiamo molto la presenza della società, dalla presidente Barbara Rossi che è sempre al nostro fianco, a Giancarlo Sorbini, per tutte noi semplicemente Sorbo, a tutto lo staff. Ci sentiamo di fare parte di una grande famiglia”.

 

Con i tifosi sempre vicini. Anche a Trevi erano presenti, in quattro, ma sempre con voi.

 

“Adesso stanno dedicando cori a tutte. A Caterina Gioia hanno dedicato quello che era di Francesca Ferretti…”.

 

Magari lo faranno anche per… Sofia Spadoni.

 

“Eh, lo spero!”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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