Pescato al setaccio: la Guardia costiera eleva 14 multe e denuncia due persone

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2 gennaio 2014

I controlli della Capitaneria di Porto di Pesaro

I controlli della Capitaneria di Porto di Pesaro

PESARO – I militari del comando provinciale della Guardia costiera di Pesaro, comprendente la Capitaneria di Porto di Pesaro, l’Ufficio Circondariale Marittimo di Fano e gli Uffici Locali Marittimi di Gabicce Mare e Marotta, diretti dal comandante Capitano di Fregata Massimo Di Martino, nel periodo dal 2 al 31 dicembre sono stati impegnati in una complessa operazione di polizia marittima denominata “CLEAR LABEL” di vigilanza e controllo lungo la filiera della pesca che, come disposto dal comando generale del corpo delle Capitanerie di Porto, si è svolta su tutto il territorio nazionale.

Sotto il coordinamento della direzione marittima di Ancona, l’operazione in parola ha avuto come obiettivo proprio la tutela del consumatore, soprattutto nel periodo delle festività natalizie: è stata infatti posta una particolare attenzione nel momento in cui aumentano la richiesta ed il consumo di prodotti ittici sulle tavole degli italiani. Questa tendenza potrebbe incrementare la possibilità di frodi a danno degli acquirenti, che potrebbero vedersi somministrati prodotti scadenti importati dall’estero anziché prodotti pregiati locali, prodotti ittici decongelati venduti per prodotti freschi (e spesso allo stesso prezzo), prodotto non controllato secondo il rispetto delle norme igieniche sanitarie previste, prodotto scaduto e ri-etichettato con una nuova data di scadenza, senza alcun controllo sulla genuinità e, addirittura, prodotto scongelato e successivamente ricongelato, potenzialmente dannoso per la salute dei consumatori.

Guardia costiera - Capitaneria di Porto motovedetta

La motovedetta della Guardia costiera – Capitaneria di Porto

L’attività di controllo ha coinvolto tutta la filiera della pesca: dalla cattura in mare, allo sbarco in banchina, ai mercati ittici, dai ristoranti (nazionali ed etnici) agli esercizi commerciali della piccola e grande distribuzione (pescherie, mercati rionali, supermercati, ipermercati), centri di import-export operanti nella fascia costiera e nell’entroterra. Nel complesso l’attività ha riguardato molteplici esercizi commerciali insistenti nella provincia di Pesaro Urbino ed ha portato alla comminazione di 14 sanzioni amministrative per mancanza di documentazione commerciale attestante la tracciabilità/rintracciabilità del prodotto ittico, mancanza di etichettatura (la corretta informazione al consumatore) sui banchi di vendita o riportata in modo non conforme agli obblighi di legge, commercializzazione di prodotto ittico scaduto, mancata ottemperanza alle normative che disciplinano l’inserimento delle “note di vendita” del pescato sul sito appositamente predisposto dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per gli operatori del settore, in ottemperanza alle procedure di controllo del prodotto ittico come prescritto dai manuali sanitari predisposti, omessa predisposizione delle procedure di controllo per il prodotto ittico posto in commercio che ha superato il tempo minimo di conservazione. L’ammontare delle sanzioni amministrative contestate ha superato i 22.000 euro.

L’attività di controllo ha portato alla denuncia di 2 comandanti di unità da pesca ed 1 trasportatore per aver rispettivamente effettuato la cattura e realizzato il trasporto per la successiva commercializzazione di prodotto ittico sotto misura, quali sogliole (della specie solea vulgaris, molto diffusa nel Mar Adriatico) per un quantitativo pari a 32 chilogrammi e che, su autorizzazione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro ed apposita dichiarazione di idoneità al consumo umano rilasciata dal Servizio Veterinario dell’ASUR A.V. 1, sono stati devoluti in beneficenza alla mensa O.D.A. dell’Arcidiocesi di Pesaro. Sono state attivate anche le procedure di decurtazione dei punti sulla licenza di pesca e sul titolo professionale marittimo del Comandante dell’unità da pesca, come prescritto dalle vigenti normative di settore.

In mare sono stati realizzati sequestri di attrezzi da pesca, tra cui reti (anche di grandi dimensioni) posizionate in zone non consentite alla cattura, con all’interno del pescato devoluto in beneficenza ed una draga idraulica appartenente ad una unità da pesca delle vongole che esercitava attività di pesca “sottocosta”.

Si è inoltre proceduto al sequestro di prodotto ittico scaduto ed altro di cui non si conosceva la provenienza, rinvenuto all’interno di alcuni ristoranti della zona.

La policy di vigilanza e controllo sulla filiera della pesca continuerà nei prossimi giorni su tutto il territorio di competenza, per verificare il rispetto della politica comune della pesca, anche in merito all’osservanza delle norme inerenti la tracciabilità/rintracciabilità e l’etichettatura del prodotto ittico, in tutte le fasi della commercializzazione, disposizioni poste a tutela delle risorse ittiche, dell’ambiente marino ed a garanzia della sicurezza alimentare dei consumatori.

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