Drammatico incidente a un ex Angels: gli ex compagni si mobilitano. Trent’anni dopo resta una straordinaria amicizia

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4 gennaio 2014

Gli Angels, una storia di straordinaria amicizia

Gli Angels, una storia di straordinaria amicizia

PESARO – Una premessa: chiedo scusa per l’articolo scritto in prima persona. Lo faccio perché è un articolo che non avrei voluto scrivere mai, eppure sono orgoglioso di scriverlo.

Ho seguito per anni gli Angels, squadra pesarese di football americano inventata da Maurizio Terenzi; li ho seguiti dall’esordio alla Lunetta Gamberini di Bologna, un pareggio imposto ai favoriti Warriors. Ho raccontato – prima dalle frequenze di Stereo Pesaro 103 poi da quelle di Radio Città – le loro imprese, tante vittorie incredibili (soprattutto quelle nei playoff, in casa dei Seamen Milano e dei Frogs Busto Arsizio, entrambe di proprietà di Giorgio Armani, che portarono alla partecipazione al Super Bowl di Padova), ma anche brucianti sconfitte (appunto a Padova, contro i Doves e l’anno successivo a Bologna, ancora al Super Bowl, ancora con una bolognese, i Warriors).

In tanti anni ho condiviso le trasferte con gli Angels, viaggiando in pullman senza un posto libero, mangiando panini freddi nei grill della penisola, ascoltando il lamento dei giocatori infortunati seguiti con affetto dal dottor Luciano Fattori. Ho conosciuto persone vere, ragazzi con il cuore più grande del casco che indossavano. Un gruppo fantastico, forgiato da quel sergente di ferro che risponde al nome di Jerry Douglas, capace di fare degli Angels la squadra più ammirata. Un gruppo composto, prima che da compagni di squadra, da amici. Lo sono ancora, a distanza di trent’anni. Sono orgoglioso di contare sulla loro amicizia. Loro sanno che possono contare sulla mia.

Ho seguito la Scavolini Baseball e la Scavolini Basket, la Robur di volley nei primi anni della sua storia. Oggi seguo il Volley Pesaro e la Victoria Libertas. Nessuno s’offenda se scrivo che mai ho vissuto le stesse atmosfere che mi hanno regalato, e continuano a regalarmi gli storici Angels, i primi Angels. Auguro a tutte le squadre di tutti gli sport di avere nel tempo lo stesso rapporto, la stessa amicizia che unisce, ancora oggi, quella squadra forgiata tecnicamente e umanamente da Jerry.

Dopo la lunga premessa, il fatto che mi ha spinto a scrivere questo articolo che pure non avrei mai voluto scrivere.

Uno degli Angels è stato vittima lo scorso 23 dicembre di un drammatico incidente sul lavoro mentre realizzava una recinzione in un’attività che manda avanti con grande entusiasmo e passione per gli animali.

Non scrivo il suo nome, neppure le iniziali, per rispetto della sua privacy. Magari mi avrebbe detto di sì se gli avessi chiesto di farlo, ma non è la nuda cronaca che mi interessa raccontare, anche se è necessario farlo per aiutare i lettori a comprendere meglio.

Trasportato in ospedale, a Rimini, nei giorni più difficili dell’anno, il nostro amico è stato sottoposto agli accertamenti che hanno evidenziato la gravità della situazione. Un colpo di un oggetto pesante, una trave, tra la testa e la schiena gli ha procurato un trauma cranico e una contusione al midollo osseo tra la quinta e la sesta vertebra. Non ha perso conoscenza, urlava tanto. I medici del reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Infermi di Rimini lo hanno trattato con potenti antidolorifici per attenuare la sofferenza atroce.

Il fatto è accaduto nella vicina Romagna, la notizia non è arrivata a Pesaro fino al giorno di Capodanno. Il 2 gennaio qualcuno è andato a Rimini, ma non è riuscito a vedere l’amico. E’ scattata la mobilitazione. Luigi Tomassini ha contattato tanti amici… “… è ricoverato a Rimini, ha subito gravi traumi, sono riuscito a parlargli, ha gli arti paralizzati!”. Il secondo choc, dopo il primo provato alla notizia dell’incidente. “Che ne dici, vieni con noi a trovarlo? Appuntamento alle ore 15,30 di venerdì al campo sportivo di Villa San Martino, in Via Togliatti”.

Molti si sono ritrovati lì, alcuni – residenti in Romagna – direttamente all’entrata del nosocomio riminese. Una ventina di persone. Altri, fuori Pesaro o impegnati in un lavoro che non concede permessi, hanno mandato i saluti, gli auguri, annunciando che andranno al più presto a Rimini.

“Scusate, dove andate?” ha chiesto un’infermiera osservando il gruppo. “A trovare un amico ricoverato” le hanno risposto. “Caspita, nemmeno per Berlusconi!” ha commentato lei.

Non ci si vedeva da tempo, con alcuni da anni, ma è stato come se ci si fosse incontrati la sera prima.

Tiziano Ascani, Enrico Brardinelli, Filippo Clini, Jerry Douglas, Giorgio Dragomanni, Pietro Foglietta, Jack Guerra, Daniele Magi, Daniele Magrini, Renato Morsiani, Fabio Musso, Luigi Palleri, Pier Giorgio Ricci, Loris Tombari, Luigi Tomassini, Fiorenzo Troisi, Claudio Zanutel e chi scrive hanno raggiunto il reparto dove il nostro amico è ricoverato proprio mentre era in corso il suo trasferimento al Post Acuti. L’incontro è stato commovente e ha regalato il sorriso a tutti noi. Intanto perché – vedendoci – ha confermato il suo incredibile spirito con parole non ripetibili. Poi perché – sdraiato nel suo letto di dolore – ha mosso le gambe, mandando un segnale importante, viste le sue condizioni 48 ore prima. Mentre ci alternavamo in visita, seguiti con curiosità dai familiari di altri pazienti, lui ha continuato a muovere le gambe, rimproverato da un’infermiera.

Il lavoro di recupero sarà lungo, ma il nostro amico si è dato scadenze importanti, traguardi difficili che vuole raggiungere, aiutato dalla stessa grinta che metteva in campo quando giocava a football. Il più bello è a fine maggio, quando – ha deciso – sposerà la sua compagna che l’assiste amorevolmente. Fino al 20 gennaio resterà nel reparto Post Acuti dell’Infermi di Rimini, poi sarà trasferito all’istituto di riabilitazione Monte Catone, sulle colline di Imola.

Salutandolo l’abbiamo accarezzato, per esprimergli ancor più tangibilmente i nostri sentimenti. Lui ha risposto con poche parole, commosso: “Non avrei mai creduto che sareste venuti in tanti”.

Altri arriveranno, uno a uno o in compagnia. Stamattina è andato a trovarlo Stefano Stocchi. Noi torneremo a Rimini e andremo a Imola, perché l’amicizia nata dagli Angels, con gli Angels, è più forte di ogni avversità. Anzi, emerge più forte nei momenti meno belli.

4 Commenti to “Drammatico incidente a un ex Angels: gli ex compagni si mobilitano. Trent’anni dopo resta una straordinaria amicizia”

  1. Alberto Ferri scrive:

    Ciao Luciano,complimenti x le belle parole e pensieri che condivido in toto…..
    Il nostro amico Tom mi ha avvisato dell’accaduto ma ero impossibilitato perché ero all’estero ….
    Sono comunque strafelice che il nostro “ragazzone” sta migliorando e ci tenevo a farvi sapere che martedì 7 genn, gli farò visita…..
    Colgo l’occasione x augurare uno strepitoso 2014 a tutti quanti!!!!!!
    Alberto Ferri

  2. gian luca malipiero scrive:

    Grazie della vostra umanità

  3. francesco gaudenzi scrive:

    Da neolaureato in medicina aiutato Luciano con le fasciature ai piedi e alle mani. Voglio dare un abbraccio anch’ io se vi ricordate altrimenti ve lo do lo stesso!!

  4. Luciano Fiorani scrive:

    Non ho il piacere di conoscerVi ma dall’ articolo, letto con apprensione, penso che siate tutti veramente ” una grande squadra” Vi sono vicino e faccio i migliori auguri all’ infortunato, sperando in un prossimo futuro di leggere che si è rimesso in buona salute.

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