Francesco ci invita ad evangelizzare con dolcezza i non credenti

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6 gennaio 2014

Papa Francesco: foto tratta da www.giornalettismo.com

Papa Francesco: foto tratta da www.giornalettismo.com

Il brano con cui Papa Francesco ha concluso l’Angelus nel giorno dell’Epifania rappresenta la sintesi dei messaggi inviati in questo tempo di Natale e il mandato per l’anno che sta per iniziare. Un auspicio rivolto alla Chiesa universale e ad ogni fedele in modo particolare. Riflettiamo su questi concetti: “La Chiesa sta tutta dentro il movimento di Dio verso il mondo: la sua gioia è il Vangelo, è riflettere la luce di Cristo. La Chiesa è il popolo di coloro che hanno sperimentato questa attrazione e la portano dentro, nel cuore nella vita. Il Signore ci chiama. Il Signore ci cerca. Il Signore ci aspetta. Il Signore non fa proselitismo, dà amore, e questo amore cerca e aspetta te che in questo momento non credi o sei lontano. E questo è l’amore di Dio. Chiediamo a Dio la gioia di evangelizzare, perché da Cristo è stata inviata a rivelare e a comunicare la carità di Dio a tutti i popoli”. Francesco vuole che credenti e non credenti non siano due parti che non dialogano o – peggio – confliggono tra loro, ma che siano un unico popolo in cammino verso il Regno che Dio ci ha promesso e preparato. Quindi è compito dei fedeli prendere coscienza della propria fede facendosi testimoni attivi della Buona Novella, ovvero di un Vangelo inteso come pane spezzato di cui ogni briciola può avere valore vivificante nell’esistenza di ciascuno di noi e dei nostri vicini. Per farsi portatori della Parola, occorre formarsi e fortificarsi nella Fede affinché non rimanga qualcosa di legato alla tradizione, oppure un vezzeggiativo che di questi tempi va di moda visto l’entusiasmo che sta suscitando il nuovo pontefice, ma deve essere oggetto di discussione – dolce e pacifica – con chi non ha avuto la fortuna di incontrare il Signore oppure lo ha incontrato smarrendone poi le tracce. Ogni persona va considerata in quanto tale, con tutta la sua dignità che supera qualsiasi tipo di condizione, anche quelle cosiddette irregolari: sono finiti i tempi in cui in tanti ambienti ecclesiali chi era gay oppure convivente oppure in altra condizione non conforme alla dottrina morale, era trattato come un escluso, una persona per cui pregare ma alla quale non chiedere nulla in termini di contributo alla diffusione della Parola. Ma attenzione: questo non significa che la dottrina morale sia stata bocciata come errata o inadeguata. Deve cambiare l’approccio con le persone, tra le persone, con i credenti e i non credenti, tra fedeli e persone in ricerca: un approccio improntato all’ascolto, al rispetto, al dialogo, al confronto. Questa è la sintesi dei messaggi che Francesco ha inviato soprattutto dopo la pubblicazione dell’esortazione “Evangelii Gaudium”: il Vangelo è gioia, e chi non lo vive con gioia significa che non ha ancora assaporato la fragranza della Parola, e per questo va aiutato dalla comunità cristiana.

www.pu24.it/parla-francesco

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