La linguaccia del tifoso: “Meglio non avere un play o indebitarsi?”

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6 gennaio 2014

PESARO – La “non” notizia è che la Vuelle ha perso. Questa volta contro l’Enel di Brindisi. Settima sconfitta in casa senza mai una vittoria. La vera notizia è che tantissimi pesaresi biancorossi, nonostante il parere contrario dei propri medici e delle suocere, hanno perso la voce nello sgolarsi per fare il tifo. Fra questi la linguaccia del tifoso. A nulla è servito che i tifosi si posizionassero intorno al parquet per meglio sostenere la loro squadra. Si racconta che uno di questi si sia avvicinato ad un carabiniere che cercava di convincere i tifosi a tornare sugli spalti. Al carabiniere avrebbe svelato un suo sogno, quello di vedere un militare dell’arma saltare la balaustra del parquet, biasimare, sgridare e riprendere uno degli arbitri dandogli persino uno scappellotto educativo. Il carabiniere sembra sia esploso in una sonora risata! Gli arbitri non centrano niente. Vero è che la partita si è persa, dopo un tempo supplementare, perché in questo sport “scientifico”, alla fine, vince il più forte. Non ha importanza se la superiorità e minima, è necessario che ci sia. Per questo hanno inventato i supplementari. Qualcuno dica a Marco Piccoli, il leader dei supporter biancorossi, che quelli della vecchia guardia, quelli del club Tonucci e tutto il palasport hanno fatto il loro dovere. Non è bastato come non è bastato invitare i giovani giocatori americani a tirare fuori il loro orgoglio. L’inesperienza, la limitatezza dei cambi, la stanchezza di alcuni giocatori, producono questi risultati. Prima si sperava che fosse Babbo Natale, poi si è contato sulla Befana ma il dono per basket city non è arrivato. Il tifoso medio oggi è depresso, frustrato e sembra aver perso anche la speranza della salvezza. Non aiuta il deserto che imprenditori, che si dicono illuminati, hanno creato intorno alla squadra pesarese. Sembra afflitto anche l’allenatore dell’Agnello che, poveretto, sembra non sapere più dove poter mettere le mani. Qualunque cosa fa gli va male. Fra i tifosi comincia qualche frangia che cerca il capro espiatorio. E’ una crisi profonda per la quale, in tanti, suggeriscono una via d’uscita. Indebitarsi per arruolare un “play” che possa servire i giocatori e far vincere la squadra. Amen.

 

4 Commenti to “La linguaccia del tifoso: “Meglio non avere un play o indebitarsi?””

  1. Marcello Nori scrive:

    Quanfo si va all’estero e non si conosce la lingua ” bene ” ci si sforza con quel poco che si sa, quando un play non è in forma, si fa con quel… poco ? che c’è, scaldare solo la panchina non serve. A parte tutto non voglio criticare lo staff tecnico, ammiro Dell’Agnello per la sua serietà, franchezza e tenacia. Forza V.L.

  2. Fabrizio scrive:

    Siamo realisti e basta di cullare illusioni inutili e dannose. La V.L. è la più debole del
    campionato e come tale merita l’ultimo posto. L’agonia è ancora lontana dal finire e
    i tifosi dovrebbero rassegnarsi ad un evento ormai inevitabile e che porterà Pesaro
    alla dolorosa retrocessione. Costruire una squadra senza un soldo, assoldare con
    pochi euro giocatori mediocri e da serie inferiori non può produrre risultati diversi da
    quelli finora raggiunti e continuare a sperare nei miracoli è oltremodo dannoso e poco
    rispeetoso verso tutti coloro che ancora vengono al palazzone e hanno sottoscritto
    l’abbonamento. Il basket ad alto livello sta per abbandonare la città di Pesaro e speriamo
    ci abbandoni anche la orribile mega struttura della Torraccia, foriera solo di grandi
    delusioni e di una vertiginosa picchiata che ci porterà via uno dei più grandi orgogli
    cittadini. Il futuro? tutto da scrivere, con la speranza che sia ancora il vecchio e mitico
    Hangar di viale Partigiani a raccontare le nuove gesta del basket pesarese.

  3. Marco scrive:

    Avessi la bacchetta magica, demolirei quella sfigata megastruttura della Torraccia, e ristrutturerei (ma bene benino) il mitico Hangar di viale dei Partigiani… là si che era una goduria assistere alle partite, e là si che il pubblico era il vero 6° uomo in campo!

    Ma tant’è, trattasi solo di una pia illusione… sic!

  4. LUIGINA scrive:

    Si è mai fatta la scelta di abbassare il costo abbonamenti così da far venire giù’ x riempire la mega struttura Torraccia, tutto l’entroterra pesarese/romagnolo????e magari fare cassa x comperare il famoso play,la guardia,l’ala…….NO……
    continuiamo allora a tenere la mega struttura vuota,(piena solo dei biglietti omaggio x quelli che invece possono pagarsi l’ingresso)le casse vuote,e il basket pesarese che,diventerà un sogno o un ricordo da raccontare ….

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