Volley, Bertini: “Primo set senza senso, poi ho visto una bella reazione. I break pesanti? Sono la pallavolo femminile del momento”

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6 gennaio 2014

PESARO – Dopo un primo set inguardabile, Matteo Bertini ha cambiato volto con poche decise parole all’amichevole con l’Edilrossi Bastia.

 

“Tra il primo e secondo set – spiega l’allenatore del Volley Pesaro – ho detto alle ragazze che se avessero continuato così, anziché prendere il treno per tornare a casa a festeggiare con le famiglie o a riposarsi, domenica sarebbero tornate in palestra ad allenarsi. E’ vero che stiamo lavorando tanto fisicamente, perché questo è il periodo giusto per mettere benzina per il campionato, però è inaccettabile disputare un primo set senza senso, con poca voglia di giocare, di stare in campo. Si può vincere e si può perdere, ma non in quel modo. Ci si è dimenticati che stavamo preparando una partita importante come quella che ci attende con Casette d’Ete e dovevamo farlo con lo spirito giusto. Per fortuna c’è stata la reazione e nel secondo e terzo set le ragazze hanno interpretato bene il significato dell’amichevole. Così ho concesso i giorni di riposo e cancellato l’allenamento domenicale…”.

 

Bene anche nel quarto, pure perso 31-33, con tante titolari in panchina…

“Sì, ho visto la voglia di giocare pur nella condizione di stress fisico che abbiamo in questo momento”.

 

Avete sempre il problema dei maledetti parziali negativi. Dimentichiamo il primo set, che è il compendio della negatività, ma anche in seguito, avanti 5-1, avete subito un 1-7 preoccupante, perché non è la prima volta.

“E’ la pallavolo femminile del momento, anche ad alto livello. Ho visto poche partite di A1, ma ho seguito Bergamo-Piacenza, quando le lombarde si sono fatte recuperare vantaggi assai consistenti e hanno perso la partita. Se hanno questi cali di concentrazione loro, possono averli anche le nostre. Certo, non è stato bello subire un 16-1 nel primo set: non ci sta, perché non c’è una differenza così tra noi e Bastia, e lo si è visto in seguito. Ma un parziale negativo di qualche punto è fisiologico se viene fuori per merito dell’avversaria, non per errori pacchiani tuoi, come è stato appunto nel primo set. Ci sono break e break: quello del primo set è preoccupante, gli altri fanno parte della pallavolo attuale”.

 

Ancora una volta troppe palle cadute a terra per mancanza di copertura.

“Non avendo preparato la partita non avevamo ben chiari gli obiettivi. Nel quarto set, loro sono state obbligate a giocare pallonetti perché non è facile passare il muro di Eva Trinci. In quel caso, il pallonetto doveva essere coperto e mi sono arrabbiato con Elena Sacchi, che però ha fatto una buona prova. L’avevo rimproverata dopo il torneo di Gradara, ma con Bastia è andata bene”.

 

Il quarto set ha dato indicazioni interessanti per tutte le ragazze utilizzate. Certo che, pensando ai suoi 18 anni, vedere giocare Trinci apre il cuore alla speranza per un suo futuro. C’è stato un momento in cui le ragazze umbre sembravano spaventate dalla sua presenza, dai suoi attacchi, fossero da posto 2 o 4 o in pipe. Se Eva continuerà a lavorare con passione e a migliorare…

“Sono contento per lei: sta facendo bene le cose su cui ci stiamo impegnando. Lavoriamo molto sull’attacco da 2, per farla giocare opposto. Può e deve fare di più: spesso nella rigiocata non ha la rincorsa. L’abbiamo visto in uno degli ultimi punti di fine 4° set , quando lei ha attaccato passando sopra o vicino al muro, però non era soddisfatta perché sa che ci stiamo lavorando e non l’ha fatto. Eva ha mezzi fisici clamorosi: quando impatta bene la palla, tira veramente forte, passando da altezze stratosferiche. Proseguiamo il lavoro perché ci crediamo molto e siamo fiduciosi che possa darci una mano nei momenti di difficoltà, arrivando dalla panchina. Deve imparare a dare subito un contributo importante anche entrando a freddo”.

 

Brave anche le altre, da Spadoni a Natale, da Sacchi a Battistelli. Detto di loro, ci preme una domanda: abbiamo la sensazione che Gioia scarichi troppa energia a terra e arrivi in ritardo sulla palla, colpendo con meno forza di quella – notevolissima – che ha.

“E’ un problema di anticipo del colpo. Caterina lo fa partire tardi, spesso le si abbassa la palla e non tira forte come dovrebbe. Non è un problema di tempo o di dinamica del salto. Il primo set è stato eclatante, tanto che le ho detto di strappare il biglietto del treno… Dal secondo set è ripartita come la conosciamo e ha chiuso il terzo venendo dalla panchina”.

 

Volley Pesaro ritorna in palestra…

“Martedì pomeriggio, con una seduta pesi e lavoro con la palla. In vista della ripresa del campionato, contro Casette, avremo una settimana standard, cercando di ritrovare subito la nostra voglia di stare in palestra, lavorando molto sull’atteggiamento e sull’approccio alla partita”.

 

L’Edilrossi si è confermata una signora squadra, soprattutto in difesa: le ragazze umbre lottano tanto e sono sempre messe bene in campo.

“Come dico spesso alla nostra presidente, la difesa è voglia di prendere la palla. Loro l’interpretano al meglio, noi ancora no. Dobbiamo imparare, perché migliorando in difesa aumentiamo la qualità dei contrattacchi, che è il nostro fondamentale migliore. Bastia ha dimostrato di essere una grande squadra, esperta, non di primo pelo, che se la giocherà fino alla fine con noi e altre”.

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