“Sel si riserverà di valutare il programma del candidato vincente del Pd: vogliamo risposte e proposte”

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7 gennaio 2014

Andrea Zucchi*

Per fare chiarezza in tema di alleanze e soprattutto di primarie, a seguito degli articoli uscitisulla stampa, ci tengo a ribadire la posizione di SEL, ben chiara e definita da tempo: SEL non ravvede i presupposti per partecipare a queste primarie, e per eventuali alleanze, che ad oggi non sono scritte da nessuna parte, si riserverà di valutare cosa proporrà il programma del candidato vincente del PD, se e come si dimostrerà in discontinuità con i precedenti governi della città, se e come risponderà agli interrogativi che abbiamo posto più volte alla presente amministrazione su diversi temi caldi di questa città. Una eventuale alleanza potrebbe essere solo il frutto di un positivo percorso di confronto, e di una condivisione di intenti, tra tutti gli eventuali alleati; parlare oggi di alleanze, quindi, risulta pura fantapolitica! Sulle primarie, la questione è molto semplice: è stato da subito chiaro, e poi si è via via confermato, che queste primarie si configurassero a tutti gli effetti come primarie di partito, e non di coalizione. Ed a conferma di ciò, è sotto gli occhi di tutti come siano state sottomesse ai bisogni interni al PD, alle loro questioni organizzative e politiche, ed infine alle loro tempistiche. Non per niente hanno dovuto aspettare prima i loro congressi e le primarie nazionali, poi adesso altri input dalla regione. Il candidato che sulla carta pare il più forte ancora non si è mai espresso pubblicamente, la data viene continuamente spostata in base ad esigenze interne, ed ai problemi sulla stesura del regolamento. Ed infatti anche gli stessi candidati del PD brancolano nel buio, e raccolgono firme che non sanno neanche se saranno valide o sufficienti ad ammetterli alla contesa. Se avessero voluto davvero allargare queste primarie, avrebbero dovuto scrivere prima il loro regolamento, consultando le forze che potevano ritenere interessate. Sembrava che dovessero fare una conferenza programmatica proprio per raccogliere idee e contributi dai principali soggetti attivi sul territorio, non solo politici ma anche del mondo civile, ma se ne è presto persa traccia. E’ forse il problema principale del PD, che rinuncia alla chiarezza e trasparenza per tentare di risolvere le sue tensioni interne. E’ proprio da qui, a nostro parere, che dovrebbe partire il suo rinnovamento. Che il PD faccia pure allora le sue primarie, e sarebbe auspicabile per semplici principi di democrazia e rappresentanza che desse la possibilità a tutti i suoi candidati di presentarsi e dire la propria. Primarie siffatte non ci interessano e vorremmo che, una volta passate queste, si cominci a ragionare di politica e di programmi, di soluzioni e nuove idee per i tanti problemi di questa città. E di come verranno sciolti i principali interrogativi ancora sul tavolo, dall’ospedale al cosiddetto PRG Light, dalle questioni ambientali come l’ex-Amga a quelle della democrazia diretta, solo per citarne alcuni. C’è bisogno di risposte, oltre che di proposte, e solo da queste capiremo se ci siano i presupposti per stare in quella che dovrebbe essere una naturale coalizione di sinistra. Che dovrà dimostrare di essere tale, ma anche di segnare una svolta concreta rispetto al passato, in una discontinuità di gestione che sia evidente, e non solo apparente.

*NOTA ufficiale di Sel

 

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