VL, nessuna sfortuna: questa volta solo errori di squadra. Più il peccato originale: serve un play

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7 gennaio 2014

PESARO – E non venite a parlarci di sfortuna. Perdere una match dopo aver dominato il primo quarto (valutazione trenta a meno tre per Pesaro), dopo essere stati avanti anche di sedici punti sul 60 a 44 al 28’, con i tuoi avversari che avevano appena perso il loro miglior giocatore (Dyson espulso dopo aver commesso due falli antisportivi), con gli unici due lunghi a loro disposizione con quattro falli (e Todic è rimasto in campo fino alla fine), dopo aver riagguantato il supplementare con una magia di Turner (con Brindisi che si dimentica di commettere fallo) e nell’overtime perdi quattro sanguinosi palloni senza il contributo della difesa avversaria, facendoti fischiare anche un’infrazione di cinque secondi sulla rimessa laterale, sono tutti errori imputabili solamente alla tua squadra, senza chiamare in causa la dea bendata.

Poi si potrà discutere sul valore dell’avversario e certamente Brindisi non è capolista per caso, se dopo quattordici partite è in testa al campionato insieme a Siena e Cantù, ma non è che a Pesaro ha fatto una prestazione mostre, anzi per lunghi periodi è sembrata in difficoltà soprattutto nel contenere Anosike, ci rimane netta la sensazione che nelle tante sconfitte stagionali della Vuelle, siano più i demeriti dei ragazzi di Dell’Agnello che i veri meriti degli avversari di turno e la partita di ieri contro Brindisi ne è un chiaro esempio, l’Enel del primo tempo non riusciva a contrastare una Vuelle attenta nel cercare Anosike e con un Alvin Young finalmente in partita, poi i pugliesi sono stati bravi a reagire all’espulsione di Dyson trovando in Ron Lewis il go-to guy della situazione, con la guardia americana che ha stabilito tutti i suoi record personali nel campionato italiano, inserendosi nella lunga tradizione stagionale che vede la Vuelle subire a rotazione un protagonista inaspettato che, contro Pesaro sembra un fenomeno, ma dal match successivo ritorna ad essere un giocatore normale. Il supplementare poi è stato un riassunto dei problemi che coach Dell’Agnello non riesce a risolvere, con i titolari che arrivano stremati dal troppo minutaggio al quale sono costretti per mancanza di alternative valide e contropiedi due contro zero concessi agli avversari da banali palle perse, l’allenatore livornese ha pagato la scelta obbligata di schierare a cavallo tra il terzo e quarto periodo il quintetto composto da Pecile, Musso, Johnson. Amici e Trasolini, quello per intenderci che ha subito il break di 19 a 4 che ha riaperto il match, con Young, Turner ed Anosike in panchina contemporaneamente per averli freschi nel finale, decisione rischiosa che non ha pagato, ma se un tuo giocatore chiede il cambio non sono tante le alternative, un passo in avanti c’è stato rispetto alle brutte prestazioni contro Reggio Emilia e Bologna, ma ormai è chiaro che con questi otto giocatori la Vuelle andrà sempre in sofferenza contro qualsiasi avversario, rimangono sedici partite e se ne dovrebbero vincere almeno sei o sette per salvarsi, i conti rischiano di non tornare continuando così.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA:

 

E adesso? Adesso è arrivato il momento che dalla sede di Largo Ascoli Piceno diano dei segnali chiari se ci credono ancora alla salvezza o se hanno già deciso di guardare alla Legadue dalla prossima estate, le tante sconfitte arrivate al supplementare sono sicuramente imputabili alle rotazioni ridotte e ad una panchina non all’altezza dei titolari, ma se si vuole vedere il bicchiere mezzo pieno sono anche un segnale che un nucleo valido al quale affidarsi è stato costruito in un modo o nell’altro e potrebbe bastare un solo inserimento nel posto giusto per tornare a guardare la classifica con meno apprensione, continuare con Andrea Pecile come unico play è un lusso che non ci possiamo più permettere, specialmente se il triestino continuerà ad andare in crisi contro il minimo accenno di pressing avversario, ormai sono noti pregi e difetti di un gruppo che per una questione endemica non è in grado di mantenere un vantaggio anche cospicuo durante una partita, quando sei avanti nel punteggio servirebbero una difesa solida che ti permetta di sopperire all’inevitabile calo fisico e un play d’ordine in grado di far passare i secondi senza far calare l’intensità del tuo attacco, la Vuelle non può contare su nessuna delle due opzioni e se per la difesa non ci sono tante speranze di un repentino miglioramento, sul playmaker c’è ancora la possibilità di cambiare la situazione, a patto di non procrastinare all’infinito un acquisto indispensabile per eliminare il peccato originale di questa squadra, i tre famigerati scontri diretti da vincere nel girone di ritorno si sono ridotti a due, con Pistoia che dall’alto dei suoi dodici punti è ormai in una botte di ferro e ammesso e non concesso che si riusciranno a portare a casa non basteranno per avvicinare quella quota salvezza che dovrebbe essere sui 16-18 punti.

In settimana si sono accasati tutti i playmaker in uscita dalla serie A (Rochestie, Poeta e Fernandez), adesso non rimane che guardare alla Legadue o rivolgersi al mercato estero cercando magari un giocatore che è già passato per il nostro campionato, domenica finisce il girone d’andata con la proibitiva trasferta di Venezia, il tempo stringe e la classifica piange…… meditate gente, meditate!

 

I PIU’ …….

 

O.D. Anosike: Migliora di partita in partita, con movimenti offensivi che a settembre non aveva ancora in repertorio, a rimbalzo tocca tutto quello che gli passa sopra la testa e devono fermarlo spesso con le cattive per non fargli segnare due punti facili, quando riuscirà ad essere un fattore anche in fase difensiva diventerà uno dei centri più dominanti del continente.

 

Elston Turner: Il ventello lo tira fuori anche contro Brindisi, sbaglia un canestro facile per lui ad un minuto dal termine dei regolamentari, ma si rifà con gli interessi segnando la tripla del supplementare, con un play valido al suo fianco non avrebbe tutta quella pressione avversaria intorno e la qualità dei suoi tiri ne trarrebbe un gran giovamento.

 

Alvin Young: I 17 punti segnati fanno notizia solamente perché finora Alvin non era mai riuscito ad incidere come da pedigree, ma la prestazione contro Brindisi non deve far cadere nel dimenticatoio la stagione disputata finora dall’ex veneziano, in un mondo perfetto ci sarebbe il tempo e la voglia di aspettarlo al top, ma nel mondo imperfetto della Vuelle di questa stagione rimane lui la pedina da sacrificare nonostante tutto.

 

 

….. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – BRINDISI:

 

Palle perse: Quanti dei 20 palloni persi dalla Vuelle sono stati causati dalla bravura della difesa ospite? Non più di cinque o sei, mentre tutti gli altri sono arrivati da passaggi affrettati contro il pressing, piedi sulla linea nel tentativo di partire in penetrazione e incomprensioni tra play e compagni e non diamo colpa solamente alla stanchezza perché all’intervallo eravamo già a quota 13.

 

Tiro da tre: Trasolini non ci prova nemmeno più, Amici non segna da quando era juniores, Pecile deve avere un paio di secondi solo per caricare il tiro e Young ha rotto solo ieri un digiuno di oltre due mesi, ci rimangono il santo tiratore Johnson, il solito Musso e il tuttofare Turner, troppo poco per lasciare il penultimo posto nella speciale classifica della percentuale dall’arco, dove la Vuelle è l’unica sotto il 30% insieme a Caserta.

 

Andrea Pecile: Con lui in campo iniziano i guai con una gestione dei giochi offensivi approssimativa e una difesa blanda che consente anche a Bulleri di trovare un paio di canestri facili, non sembra più in grado di risolvere i problemi e anzi contribuisce ad aumentarli.

 

Ma 

 

Rimangono in tre in testa al campionato, oltre a Brindisi a quota 20 ci arrivano Siena dopo la vittoria in casa contro Varese e Cantù vincente nell’anticipo della sabato contro Reggio Emilia, si ferma Roma battuta da Venezia al PalaTiziano e nel big match della giornata si è cominciata a vedere la vera Milano, quella che dovrebbe dominare il campionato, in grado di passare con autorità sul parquet di Sassari, Pistoia si toglie dalla zona salvezza con il buzzer beater di Johnson contro Bologna e Cremona dà un dispiacere ai tifosi pesaresi vincendo la sua terza partita stagionale contro Caserta, mentre Avellino rifila cento punti a Montegranaro che rimane a quota otto.

Un commento to “VL, nessuna sfortuna: questa volta solo errori di squadra. Più il peccato originale: serve un play”

  1. Fabrizio scrive:

    Errori di squadra e carenza del playmaker, tutto vero ed inequivocabile. Ma la pochezza
    del resto dell’organico è disarmante. Un play è sostituibile anche da una buona guardia,
    un lungo può essere supportato anche da un discreto n.4; ma bisogna averli.
    La verità è che la V.L. è un’accozzaglia male assortita di giocatori degni di giocare in
    categorie inferiori, dove il fulcro dovrebbe essere quel Pecile, pescato guarda caso
    proprio da un campionato inferiore. E’ vero che Traini è out per infortunio, ma se non si
    hanno possibilità economiche per sostituirlo, è bene non lamentarsi e fare mea culpa.
    Trattenere Anosike anche in futuro? Impossibile e utopistico, solo per il semplice fatto
    che prenderebbe più soldi anche in B1. Stendiamo un velo sulla struttura societaria,
    incapace di sviluppare un markering efficace per cercare risorse e sponsor. Anche nei
    campionati inferiori esiste una o più figure che si occupano solo di questo, alla V.L. no,
    perchè pensano che il nome ed il blasone da soli portino soldi; errata valutazione e
    soprattutto erratissimo sfruttamento delle risorse umane a disposizione. Ultima
    considerazione: la società non è vero che è già rassegnata alla retrocessione. La squadra
    andrà giù perche è la più scarsa, perchè gioca il basket peggiore è perchè è amministrata
    da personaggi, cestisticamente, non molto capaci. Se sarà retrocessione sarà anche la
    fine della nobiltà della pallacanestro a Pesaro, con la speranza che il basket minore faccia
    di nuovo innamorare l’appassionata gente di Pesaro. Le squadre per fortuna ci sono e,
    societramente parlando, sono molto più organizzate ed efficienti della nostra V.L.

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