Basket Giovane, porte aperte al basket. In viale Trieste storie di solidarietà e talenti veri

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10 gennaio 2014

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BASKET GIOVANE, PORTE APERTE AL BASKET

PESARO – Una storia quasi trentennale quella del Basket Giovane, nato nel 1986 con sede in via Cardinal Massaia. La chiusura della Biesse, con la vendita dei diritti a Teramo, rischia di disperdere il patrimonio del settore giovanile che costituiva una costola della società, con quasi 500 ragazzi. Patrimonio conservato da un gruppo di appassionati fra cui il giudice Marini, Alberto Diotalevi, Manlio Giamprini, Franco Furlani, Flavio Letizi, Lucio Facenda e Cristina Belligoni.

Hackett, uno di casa nel campetto di Viale Trieste

Hackett, uno di casa nel campetto di Viale Trieste

 

 

Il sodalizio si sposta in via Manin, nella zona del porto. Nel ’94 il momento di massimo fulgore, con la nascita dello splendido impianto di viale Trieste, che nasce sulla ristrutturazione dell’ex colonia Pompei, in collaborazione con il Comune, e rimane tuttora il fiore all’occhiello dei campi all’aperto pesaresi, con la terrazza che si affaccia sul campo, a ridosso della spiaggia. Il Basket Giovane diventa subito un punto di riferimento: tutti i più grossi tornei estivi passano di lì e la struttura diventa sede organizzativa del torneo “Viva Keita”, manifestazione che coniuga basket e solidarietà. A fine anni Novanta la Scavolini sceglie la location per la presentazione ufficiale della squadra, poi tra il 2001 e il 2003 piombano dal pianeta Nba due “marziani” come Scottie Pippen e Kevin Garnett, portati in città dai loro sponsor tecnici, Nike e And1. Scene di delirio collettivo, con le strade bloccate e gli appassionati impazziti.

 

Nel Basket Giovane hanno mosso i primi passi diversi talenti poi approdati in serie A: i più conosciuti sono certamente Daniel Hackett e i fratelli Cinciarini. Tanti gli allenatori che hanno lasciato una traccia: da Belloni a Baioni, da Marinucci a Pifferi, da Biondi a Ricky Badioli, solo per citarne alcuni. Fra i presidenti ci sono personaggi conosciutissimi in città: Paccapelo, Montagna, Filippetti, Ponzoni. Oggi al vertice della società c’è Marcello Ciamaglia.

Negli ultimi 4 anni il Basket Giovane ha ristrutturato la società, ridimensionando le pretese senza perdere la qualità e sempre seguendo la sua filosofia: “Nessuna selezione, porte aperte a tutti, basket come servizio sociale oltre che sportivo” sottolinea il dirigente Lucio Facenda.

Il vertice è rappresentato dalla squadra di serie D allenata da Roberto Romanelli, allestita per la maggior parte con i giovani auto-prodotti. Due le formazioni Under 19 iscritte al campionato regionale, allenate da Paoletti e Terenzi. “Bob” segue anche gli Under 17, mentre Paolo Calbini cura gli Under 15 (iscritti al campionato d’élite), che annoverano un altro gruppo seguito da Mosca.

 

Il logo del Basket Giovane

Il logo del Basket Giovane

“L’impianto è aperto tutti i giorni, la fruizione è gratuita, palloni compresi” sottolinea con fierezza Facenda, che non dimentica l’aspetto della solidarietà. Da cinque anni il Basket Giovane, con la collaborazione dei Bees e di Ps Sport, veste 250 ragazzi della scuola “Gimnazul” in Moldavia. Ma il cuore resta a Keita, dov’è stato costruito un campo da basket nel deserto grazie ai fondi raccolti durante il torneo. Al quale, in un’edizione indimenticabile, riuscirono a partecipare anche i piccoli africani. Mentre lo racconta, Facenda ha ancora gli occhi lucidi. Lunga vita al Basket Giovane.

 

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