Francesca Rosa, un “muro” pergolese sulla strada del Volley Pesaro: “Una squadra di talento che merita il primato, ma noi…”

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10 gennaio 2014

PESARO – Pergola non è solo i Bronzi di Cartoceto o il vino di visciole o i tartufi.

Francesca Rosa, giovane pergolese dell’Azzurra (dalla pagina FB dell'Azzurra Casette d'Ete)

Francesca Rosa, giovane pergolese dell’Azzurra (dalla pagina FB dell’Azzurra Casette d’Ete)

C’è un “muro” pergolese sulla strada del Volley Pesaro. Matteo Bertini, che abita a Marotta e conosce bene la strada 424 della Val Cesano che conduce alla città dei bronzi, ha anticipato su pu24.it il valore di Francesca Rosa, partita da Pergola alla conquista della pallavolo italiana. Una strada che ha percorso anche poco prima di nascere, come ci ha raccontato sua mamma Emanuela.

“Francesca è nata il 30 gennaio 1991. Pensavamo di farla nascere a Urbino, perché nell’ospedale Santa Colomba di Pergola (oggetto di tante battaglie da parte della popolazione cesanense; ndr) non c’era più il reparto maternità, ma temevamo la neve e i possibili ostacoli a raggiungere Urbino; così scegliemmo l’ospedale di Senigallia…”.

Da madre a figlia, per capire come è nata la passione per la pallavolo…
“Ho iniziato a 6 anni, con il minivolley… Giocavano tutte le mie coetanee. Di solito succede che si vada tutte insieme. Per me è andata così, e non ho smesso più: la pallavolo mi piaceva allora, mi piace molto ancora oggi. E non ho alcun dubbio: è lo sport di squadra più bello al femminile…”.

Francesca, ci racconti lo sviluppo della passione…
“Ho fatto tutto il settore giovanile pergolese, poi a 16 anni sono andata a Jesi. Successivamente ho giocato a Falconara, vivendo le prime sfide con la Snoopy. Quindi la serie A2 a Reggio Emilia”, dove ha giocato 26 partite totalizzando 185 punti (7,11 a gara).

Poi l’accordo con l’Azzurra Casette d’Ete. Scusi: come ha vissuto questo momento della sua carriera? Non ha temuto potesse essere un passo indietro?
“Me l’hanno detto tutti… A Cadelbosco ero titolare, giocavo sempre. Nella nuova stagione, probabilmente sarei partita dalla panchina. Ma io ho in mente solo il campo, giocare, sempre, poco importa se in serie A2 o in B1. Ancora a luglio, molte ragazze erano senza squadra perché mancavano certezze sulle società che si sarebbero iscritte al campionato. Invece, già a giugno, avevo la mia squadra ed ero tranquilla. Ero vicina a Pergola, alla mia famiglia, e a Macerata, nella cui università frequento la facoltà di lingue. Allora ero tranquilla, oggi sono contentissima della scelta, anche perché se fossi rimasta alla Crovegli sarei ultima in classifica…”.

Foto di gruppo per l’Azzurra Casette d’Ete_ Francesca ha la maglia numero 3 (dalla pagina FB dell'Azzurra Casette d'Ete)

Foto di gruppo per l’Azzurra Casette d’Ete_ Francesca ha la maglia numero 3 (dalla pagina FB dell’Azzurra Casette d’Ete)

L’Azzurra Casette d’Ete è avversaria sabato del Volley Pesaro. Per Francesca sarà la prima volta al PalaCampanara.
“Sì, perché quando affrontavo la Scavolini a livello giovanile si giocava al PalaSnoopy”.

Una partita che s’annuncia molto interessante: Pesaro è prima, in compagnia di Olbia e Perugia. Casette è staccata di tre lunghezze. Vincendo a Pesaro, potrebbe agguantare uno dei primi tre posti, quelli che qualificano ai playoff. Vero che la strada è ancora lunga, ma è evidente che giocherete con una carica incredibile.
“Sentiamo molto questa partita. Non solo perché è un derby e queste sfide hanno già un’atmosfera particolare. Pesaro è una bellissima squadra, prestante fisicamente e con un livello tecnico molto alto. E’ un gruppo giovane che può contare sull’esperienza di Zuccarini. Tanto di cappello a Carol, che non conosco personalmente: di lei mi parla tanto e bene Elisa Morolli,  il nostro palleggiatore, che con Zuccarini ha vinto lo scorso campionato di B1; sono molto amiche. Pesaro è squadra da vertice che merita l’attuale posizione in classifica…”.

Voi?
“Vogliamo arrivare a quei livelli e speriamo di fare bene”.

Come ci raccontava coach Bertini, purtroppo avete perso Di Marino che formava con lei una bella coppia di centrali. Una perdita pesante, anche se la state sostituendo al meglio con Mauriello.
“Ci siamo dovute adattare… Si pensava fosse una semplice scavigliata, invece si è trattato della rottura del malleolo: siamo molto dispiaciute… Si è fatta male a Olbia, il 7 dicembre. Speriamo possa rientrare, non dico in campo, almeno in palestra, a metà febbraio. Per noi è una presenza importante. Senza, abbiamo dovuto cambiare il modo di giocare, ma Maria Mauriello sta facendo molto bene”.

Bertini dice che siete una squadra ben messa in campo, che non molla mai, con un grandissimo muro-difesa.
“Ci proviamo, allenandoci molto. Speriamo di raccogliere i frutti del grande lavoro”.

Una buonissima classifica, con qualche rammarico. Ad esempio, la trasferta di Olbia, che è stata sfortunata non solo per l’infortunio a Di Marino. Conducevate 2-0, dopo avere vinto il primo set con grande autorità, ma avete ceduto al tie-break.
“Una trasferta sfigatissima! Claudia si è fatta male a metà del secondo set, che pure siamo riuscite a vincere. Poi abbiamo avuto un calo, mentre loro ci hanno preso le misure ed è andata come è andata”.

Il girone C della serie B1 è molto equilibrato e se è vero che sette squadre puntano ai playoff, è altrettanto vero che le altre sette possono mettere in difficoltà le migliori. Non è un caso che Pesaro abbia rischiato di perdere a Trevi.
“E non dimentichi che quasi tutte si sono rinforzate e da qui alla fine della stagione regolare sarà sempre più difficile fare punti. Prevedo un girone di ritorno ancora più combattuto”.

Lei ha una squadra favorita? Perugia è molto esperta…
“Perugia è una bella squadra, molto temibile soprattutto nel campo amico. Ha giocatrici veramente brave ed esperte, a iniziare dalle centrali, le sorelle Cruciani. Ottime anche le bande, Tosti e Puchaczewski. Sono rognosette”.

Le confesso, però, che  più di tutte mi è piaciuta Bastia, e non solo per il 3-0 con cui ha inflitto l’unica sconfitta a Pesaro. Però, voi l’avete battuta al tie-break, vincendo a 8 e a 12 il 2° e 3° set.
“Vero, ma ha un bel mix tra giocatrici giovani e brave ed altre molto esperte che danno tanto, a iniziare da Valentina Da Col. Quando l’abbiamo incontrata, in casa nostra, Da Col incitava il pubblico”.

Cosa e chi le piace di Pesaro?
“A livello di squadra, ha un gran muro; in settimana ci siamo dette che sono bravissime. A me piace molto Giulia Carraro, il palleggiatore. E di Zuccarini ho detto già: ribadisco che è forte… forte, e nei momenti decisivi lei c’è sempre”.

Verranno i suoi genitori Emanuela e Benito?
“Oh sì, sono sempre al seguito: saltano solo Olbia e Cagliari”.

Le è dispiaciuto che Pesaro abbia perso la serie A1?
“Sicuramente! Succede sempre quando spariscono belle realtà. Ho vissuto quella di Jesi con grande dispiacere. E’ una perdita anche per il territorio perché gli appassionati potevano andare a vedere belle partite”. Ma adesso ci siete voi, con l’augurio che possiate regalare una sfida emozionante.

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