Laboratorio didattico sui fossili: al Museo Paleontologico di Fiorenzuola di Focara

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10 gennaio 2014

FossileFIORENZUOLA DI FOCARA – A grande richiesta e dopo il successo dei 2 laboratori precedenti, torna l’appuntamento con il laboratorio didattico sui fossili presso il Museo Paleontologico a Fiorenzuola di Focara.

I temi trattati saranno:

L’ ESTINZIONE DI MASSA DEI DINOSAURI: eruzione vulcanica o meteorite?Secondo le teorie più accreditate i dinosauri si estinsero alla fine del Mesozoico o a causa di una intensa attività vulcanica o a causa dell’impatto di un enorme meteorite sul nostro pianeta. Con l’utilizzo di semplici materiali sperimenterai direttamente gli effetti sia di una vera e propria eruzione vulcanica in miniatura, sia dell’impatto di un piccolo meteorite su vari ambienti.

COSTRUISCI UN FOSSILE
Come è fatto un fossile? Proviamo a crearne uno insieme attraverso l’elaborazione di modelli e impronte di fossili esistenti, utilizzando la creta.

Posti limitati. Prenotazione obbligatoria al 0721 26 84 26 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00) oppure 348 35 72 203 – eventiparcosanbartolo@provincia.ps.it.

 

Museo palentologicoIl Museo Paleontologico “Lorenzo Sorbini”

Il Museo, inaugurato nel 2008, è situato nell’antico Palazzo Comunale di Fiorenzuola di Focara ed è dedicato alla memoria dello studioso pesarese Lorenzo Sorbini (già direttore del Museo di Storia Naturale di Verona). Il museo rinverdisce la tradizione paleontologica risalente allo scienziato pesarese: Passeri (1775) esponendo una ricca messe di ittioliti, filliti, insetti e resti di uccelli fossili provenienti dal giacimento di Monte Castellaro (detto anche Monte della Croce). I pesci fossili conservati permettono lo studio del “Disseccamento” del Mar Mediterraneo avvenuto 6 milioni di anni fa, circa; in particolare è stato descritto il fenomeno del gigantismo osseo eccezionale di un piccolo pesce fossile: Aphanius crassicaudus (Nono o Bottacchio).

Il patrimonio museale è costituito principalmente da 2 collezioni private donate all’Ente Parco,  tra i cui campioni spicca per bellezza ed importanza l’olotipo di una libellula perfettamente conservata, in cui è possibile ancora osservare la minuziosa nervatura delle ali e la colorazione originale (6 milioni di anni).

I reperti sono stati studiati da varie Università italiane ed estere  per l’eccezionalità della loro conservazione  e per la loro importanza per la ricerca sui cambiamenti climatici.

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