Il giuramento di Vitruvio

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12 gennaio 2014

FANO – Vitruvio continua a parlare ai moderni di contenuti e linguaggi che possono promuovere nuove sensibilità e nuove politiche per la tutela e la conservazione del nostro patrimonio. Non un retaggio del passato, ma straordinaria opportunità per il futuro. E’ quanto il Centro Studi Vitruviani di Fano primariamente promuove nell’ambito della valorizzazione dell’insegnamento di Vitruvio . Ed è ciò che trova uno straordinario eco anche sulla prima pagina dell’inserto domenicale di oggi del Sole 24 Ore, dove proprio il Presidente del Comitato Scientifico del CSV, Salvatore Settis, sottolinea, in un intenso e profondo articolo, la modernità del messaggio etico di Vitruvio rispetto alle politiche di tutela del paesaggio.

Salvatore Settis nell’Aula Magna del Liceo Scientifico di Fano durante la Lectio Magistralis tenuta in occasione di Classicamente, la giornata dedicata alla riflessione sul concetto di classico e classicità, svoltasi a Fano il 7 dicembre 2013.

Salvatore Settis nell’Aula Magna del Liceo Scientifico di Fano durante la Lectio Magistralis tenuta in occasione di Classicamente, la giornata dedicata alla riflessione sul concetto di classico e classicità, svoltasi a Fano il 7 dicembre 2013.

Una preziosa anticipazione della Lectio Magistralis «L’etica dell’architetto e il restauro del paesaggio» che Settis terrà martedì 14 gennaio all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, in occasione del ricevimento della laurea honoris causa in architettura che gli sarà conferita dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza. Un riconoscimento reso ancora più significativo in quanto il relatore è di origine calabrese ed ha compiuto gli studi nel Liceo Classico di Reggio Calabria, la città alla ribalta delle cronache per i Bronzi di Riace, ma famosa anche per lo spettacolare Lungomare sullo Stretto.

Da anni Salvatore Settis è portavoce, insieme al Centro Studi di Fano, della estrema contemporaneità del testo di Vitruvio in un bisogno, che si fa sempre più esigenza, della mancanza di controllo sulle devastazioni ambientali del nostro paese: nella Lectio Magistralis sottolinea la straordinaria attualità del trattato di architettura di Vitruvio che potrebbe essere assunto, dagli esperti e studiosi del settore, al pari del giuramento di Ippocrate per i medici.

“Il giuramento di Vitruvio” renderebbe infatti necessaria una formazione di ampio respiro culturale, come si legge nel primo libro del trattato: “L’architetto deve dunque avere ingegno naturale, ma anche sapersi sottoporre alle regole dell’arte (…) Deve avere cultura letteraria, essere esperto nel disegno, preparato in geometria e ricco di cognizioni storiche; deve avere nozioni di filosofia e di musica, saper qualcosa di medicina e di diritto, ma anche di astronomia e astrologia.”

“Sappiamo bene -scrive Settis – quanto stia arretrando nelle scuole di architettura, in tutto il mondo, lo studio della storia in generale, in particolare della storia dell’arte e dell’architettura: quasi fosse un peso gravoso di cui liberarsi per vivere gioiosamente uno smemorato presente. (…) Le urgenze del presente ci spingono a rileggere le vicende del passato non come mero accumulo di dati eruditi, ma come memoria vivente delle comunità umane.”

Per Salvatore Settis un altro grande e meritato riconoscimento, ma per il Centro Studi Vitruviani e, per la città che lo ospita, un’ulteriore conferma dell’attualità e della straordinaria ricchezza del testo vitruviano e di quanto questo può ancora raccontare al nostro presente e al nostro futuro.

Un commento to “Il giuramento di Vitruvio”

  1. Visintin Laura, architetto dal 1971 -Venezia scrive:

    sono un architetto e non sono tanto deficiente da non saper scrivere la mia mail che è esattamente con indirizzo senza la n davanti alla t. Sono stufa di sentirmi sempre rimandata a correggere l’indirizzo come se non sapessi accorgermi di questa differenza tra cognome e ciò che scelgo per la mail. qualcuno scrive gatto o cane@ e non gli viene chiesta correzione perché io non devo essere accettata. Tutto ciò non fa che confermarmi quanto siano scemi i meccanismi che dominano ormai i rapporti. Tolto questo di mezzo mi inoltro nel commento. Stimo molto il prof. Settis, il suo richiamo a quanto disse Vitruvio è delizia per le orecchie di chi si è battuta tutta la vita per l’architettura come risposta ai bisogni dell’uomo, e ai bisogni dell’uomo che si vuol elevare (senza per questo vendersi al miglior offerente e chi ha orecchi intenda!) Ciò che viene fatto e sottoscritto anche da architetti illustri soprattutto nelle nostre città è semplicemente vergognoso. Il giudizio di chi poi dovrà vivere o lavorare in certi spazi al non so quale numero di piano e al traffico conseguente che dovrà “subire” per tornarsene a casa non viene tenuto in nessuna considerazione. Parlo per la città di Milano dove il momento in cui tutti i grattacieli costruiti recentemente in modo sconsiderato, verranno abitati o usati come appunto ‘grande centro direzionale’ finiranno per bloccare completamente la circolazione e si dovrà rincasare e circolare in elicottero. Ma proprio questo è ciò che si vuole: dimostrare il totale disprezzo per l’uomo comune e creare un mondo (?) di “eletti” con o senza elicotteri sul tetto. Non è colpa certamente solo degli architetti se ciò si è verificato, ma la loro complicità esiste, lo scempio di territori e città come le nostre è sotto gli occhi di tutti. I grattacieli e le piazze ridicole tra loro per ora vengono visitati come si trattasse di una curiosità da fiera. Io quando tanto tempo fa ho capito tutto (compromissioni con il capitale comprese) ho smesso di fare architettura. Ho fondato un’associazione culturale e preferisco cercare di parlare di ciò che succede a tutti i livelli anche non architettonici per far capire a chi ancora non ce la fa da solo. Laura Visintin (ass. LA CAMERA CHIARA di MILANO)

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