Il giuramento di Vitruvio

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13 gennaio 2014

Salvatore Settis al liceo scientifico di Fano durante la Lectio Magistralis tenuta in occasione di Classicamente il 7 dicembre 2013

Salvatore Settis al liceo scientifico di Fano durante la Lectio Magistralis tenuta in occasione di Classicamente il 7 dicembre 2013

FANO – Vitruvio continua a parlare ai moderni di contenuti e linguaggi che possono promuovere nuove sensibilità e nuove politiche per la tutela e la conservazione del nostro patrimonio. Non un retaggio del passato, ma straordinaria opportunità per il futuro. E’ quanto il Centro Studi Vitruviani di Fano primariamente promuove nell’ambito della valorizzazione dell’insegnamento di Vitruvio. Ed è ciò che trova una straordinaria eco anche sulla prima pagina dell’inserto domenicale di oggi del Sole 24 Ore, dove proprio il presidente del Comitato Scientifico del CSV, Salvatore Settis, sottolinea, in un intenso e profondo articolo, la modernità del messaggio etico di Vitruvio rispetto alle politiche di tutela del paesaggio.

Una preziosa anticipazione della Lectio Magistralis “L’etica dell’architetto e il restauro del paesaggio” che Settis terrà martedì 14 gennaio all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, in occasione del ricevimento della laurea honoris causa in architettura che gli sarà conferita dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza. Un riconoscimento reso ancora più significativo in quanto il relatore è di origine calabrese ed ha compiuto gli studi nel Liceo Classico di Reggio Calabria, la città alla ribalta delle cronache per i Bronzi di Riace, ma famosa anche per lo spettacolare Lungomare sullo Stretto.

Da anni Salvatore Settis è portavoce, insieme al Centro Studi di Fano, della estrema contemporaneità del testo di Vitruvio in un bisogno, che si fa sempre più esigenza, della mancanza di controllo sulle devastazioni ambientali del nostro paese: nella Lectio Magistralis sottolinea la straordinaria attualità del trattato di architettura di Vitruvio che potrebbe essere assunto, dagli esperti e studiosi del settore, al pari del giuramento di Ippocrate per i medici.

“Il giuramento di Vitruvio” renderebbe infatti necessaria una formazione di ampio respiro culturale, come si legge nel primo libro del trattato: “L’architetto deve dunque avere ingegno naturale, ma anche sapersi sottoporre alle regole dell’arte (…) Deve avere cultura letteraria, essere esperto nel disegno, preparato in geometria e ricco di cognizioni storiche; deve avere nozioni di filosofia e di musica, saper qualcosa di medicina e di diritto, ma anche di astronomia e astrologia.”

“Sappiamo bene – scrive Settis – quanto stia arretrando nelle scuole di architettura, in tutto il mondo, lo studio della storia in generale, in particolare della storia dell’arte e dell’architettura: quasi fosse un peso gravoso di cui liberarsi per vivere gioiosamente uno smemorato presente. (…) Le urgenze del presente ci spingono a rileggere le vicende del passato non come mero accumulo di dati eruditi, ma come memoria vivente delle comunità umane”.

Per Salvatore Settis un altro grande e meritato riconoscimento, ma per il Centro Studi Vitruviani e, per la città che lo ospita, un’ulteriore conferma dell’attualità e della straordinaria ricchezza del testo vitruviano e di quanto questo può ancora raccontare al nostro presente e al nostro futuro.

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