Mascarin risponde alle 10 domande di Amare Fano: ecco come

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13 gennaio 2014

Samuele Mascarin, candidato sindaco di Fano

Samuele Mascarin, candidato sindaco di Fano

Samuele Mascarin

FANO – Prima di rispondere alle belle domande che ho molto apprezzato, ritengo opportuno e corretto premettere quanto segue: innanzitutto ringrazio “Amare Fano” per aver posto delle domande che, nell’ambito della campagna elettorale, spostano l’attenzione sul tema fondamentale della Cultura. È un tema che, come ben sa chi mi conosce, mi sta più che a cuore poiché la cultura, oltre ad essere per personale biografia (per dirne una, Fabio Tombari era lo zio materno) e per personali percorsi di studio, è parte integrante della mia visione del mondo e in questa ottica la considero anche un volano per uscire dalla profonda crisi economica, sociale e morale che stiamo attraversando. Mi scuso per il ritardo con cui sto formulando le mie risposte. So che è bene dare subito riscontro alle richieste ed alle domande dei cittadini che sono ogni giorno tante, pressanti, talvolta drammatiche e che ognuna di esse e è sempre espressione di un’esigenza degna della massima attenzione. Ma, per l’appunto, anche in questi giorni di festa stiamo intensamente lavorando per promuovere il nostro progetto per Fano e per articolare con il massimo ingegno la nostra globale visione della città. Peraltro, la qualità e la sostanza delle domande che avete posto mi hanno subito favorevolmente impressionato per la sintonia tra molti aspetti del nostro progetto e le vostre aspettative per il futuro prossimo della città. Chiamarmi ad esprimermi su arte e storia, è offrirmi l’opportunità di una conversazione entusiasmante su quanto, insieme ad una profonda e onesta passione politica, dà un senso al mio agire.

Proverò a dare risposte sintetiche ma esaurienti. Qualora non dovessi riuscire nell’intento, vi invito ad approfondire alcuni aspetti leggendo il mio programma che è online da molte settimane nel sito www.samuelemascarin.it.

Sono stato il primo infatti a candidarmi a Sindaco per Fano e a presentare un programma. In questi impegnativi e travagliati mesi del 2013 non sono mai venuto meno alle posizioni ideali e programmatiche iniziali, anche quando il quadro politico locale e nazionale ha visto inediti cambiamenti, momenti di grande spaesamento e generali incertezze. Mi auguro che questa prova di serietà ed equilibrio sia letto quale segno di coerenza e onestà di intenti nella realizzazione del mio programma. Proverò quindi a proporre risposte concrete, svincolate da calcoli opportunistici o a ricerca di facili consensi: la mia storia, sotto questo aspetto, parla da sola per me. La mia idea di Fano è quella di una città autentica, intellettualmente e culturalmente viva e moderna pur nel profondo rispetto delle proprie radici e delle proprie tradizioni. Capace di coniugare passato e presente quali fonti di ricchezza economica e crescita umana per il futuro.

1) Come pensa di valorizzare e sfruttare le forze locali in campo culturale?
Il livello della cultura in una città come Fano non sta solo in quanta parte delle risorse finanziarie un’Amministrazione voglia destinare alle attività culturali genericamente intese, ma anche nella tensione costante verso l’eccellenza e verso la qualità che un’amministrazione onesta e competente ritiene indispensabile per tutti i membri della sua comunità. Non si tratta semplicemente di spendere una parte di fondi più o meno ingente per organizzare eventi più o meno altisonanti e fini a se stessi…. ma di creare un’atmosfera culturale cittadina diffusa ed estesa, elevata – frutto, certo, di eventi di pregio – ma anche un humus culturale permanente che di questi eventi serbi traccia nel quotidiano. Fare cultura significa essere capaci di parlare al cuore e alla mente, di soddisfare esigenze ludiche elementari ma anche di sollecitarne di sempre nuove e più alte, di educare al senso estetico ed al buon gusto, all’amore per le cose belle – che non necessariamente sono le più costose – come stile che impronti di sé la vita cittadina in tutti i suoi aspetti. Fare cultura significa bandire volgarità ed ordinarietà anche nella prassi politica e ritrovare modalità di dibattito e confronto degne della bellezza storico-artistica ed ambientale della nostra città e del nostro territorio. Il rispetto della cultura e delle tradizioni del passato non significa nutrirsi solo di sagre paesane e strapaesane ma, al contrario, dare conoscenza di tale cultura e di tali tradizioni a tutti i cittadini, cominciando dai più giovani anche attraverso il bagaglio di esperienze dei più anziani. Tra le forze locali penso allo straordinario patrimonio di risorse umane e professionali delle insegnanti e dei docenti dei nidi, delle scuole per l’infanzia, delle scuole elementari e delle scuole medie inferiori e superiori, che hanno sempre mostrato – nonostante le enormi difficoltà – le competenze e le motivazioni necessarie ad intraprendere iniziative culturali di ampio respiro che hanno lasciato una traccia profonda nei giovani e nelle famiglie, che ne hanno usufruito da protagonisti e spettatori. Penso ai nostri poeti, dialettali e non, agli autori teatrali e ai registi, ai musicisti, agli attori che il nostro territorio ha espresso e che per farsi apprezzare devono quasi sempre andarsene, portando via alla città grandi risorse di creatività e talento. Penso altresì ai tantissimi artisti nel campo delle arti decorative, pittoriche, plastiche e a quanto le loro forze potrebbero essere fondamentali nel riportare la città – dopo anni di scriteriata politica culturale ed ambientale – alla stima di se stessa. Coloro che amano Fano, i suoi vicoli, le sue campagne, i suoi moli, le sue colline, le sue chiese, i suoi dintorni, coloro che in queste cose sanno vedere gli elementi di forza possono ridare slancio e respiro all’economia di una città allo stremo, saranno miei interlocutori privilegiati, facendo sì che le prebende clientelari diventino presto solo un brutto ricordo.

2) Avevamo due premi teatrali, il Ruggeri e il Grimaldi, pensa di poterli far rivivere?
Il Teatro della Fortuna, uno dei più belli della nostra Regione, negli ultimi anni è stato utilizzato più per le cene che per gli eventi culturalmente importanti per i quali è stato pensato e costruito. Il Teatro fa parte del DNA dei fanesi. Per questo motivo penso che i premi teatrali citati nella domanda dovrebbero essere ripristinati. L’operazione si deve collocare nell’ambito di un costante richiamo ai personaggi che hanno fatto Grande la nostra città, come Ruggero Ruggeri e Giulio Grimaldi. Questi, insieme a Federico Seneca (tra i tanti che possono essere citati), devono fare da modello per tutte le persone, e sono tante, che non riescono ad esprimersi con la loro arte, bloccati da una progressiva sterilizzazione del contesto culturale della città a favore del divertimento sterile ed edonistico.

3) Come si può rivitalizzare, comprimendone i costi, il Teatro della Fortuna?
Il grosso problema del Teatro è la Fondazione. Negli anni la Fondazione si è rivelata come un semplice strumento di consenso. Dare soldi alla Fondazione non ha aiutato a creare cultura nel teatro, ma solo a dar poltrone. Si può fare meglio e con meno. Non ha senso puntare così tanto sulla Lirica, considerando la vicinanza con Pesaro e Macerata. Meglio concentrarsi sulla prosa, vista la tradizone del teatro Fanese. Parallelamente va favorita una stagione concertistica che non sia composta da tre concerti solo per darle un nome di “stagione”, quanto piuttosto una stagione “seria” e ben articolata, che utilizzi le orchestre classiche della nostra zona. Infine, anche per il Teatro, vanno nuovamente coinvolte le scuole. Ciò che avviene nella biblioteca Federiciana, nella Mediateca Montanari, nel Museo o nel Teatro deve riguardare anche la formazione e la didattica. Insomma: che quello che s’insegna negli istituti locali non incida poi sul pubblico che in futuro fruirà di queste istituzioni è ormai inaccettabile oltre che un non-senso.

4) A Fano si sono tenute mostre di scultura e pittura importanti nel passato e che facevano confluire in città molti visitatori, pensa di poter riprendere questa tradizione?
Negli ultimi dieci anni a Fano non c’è stato alcun evento culturale di caratura nazionale. Questo è un fatto. Ed è un fatto molto triste che ha origini lontane, anche prima del “regno Aguzzi”. Il festival del Violino e la Selce è stato fatto passare come una iattura per la città, mentre ricordo che proprio grazie a quel festival sono passati a Fano artisti veri, noti in tutto il mondo. Era costoso? Può darsi. Ma la sua cancellazione non ha portato fondi da altre parti e i cittadini hanno continuato a pagare le stesse tasse (se non di più). Mi chiedo dove siano andati a finire i soldi risparmiati per quegli eventi. Poi c’è stato il Carnevale di Dario Fo, di cui ancora si parla a livello nazionale ed europeo.. Ma anche il premio Nobel è stato allontanato – con livore e rabbia – con la scusa economica. E’ vero che i soldi sono un problema per i comuni. Oggi più di ieri. Ma se non si capisce che proprio la cultura può essere una fonte di rinascita del turismo e quindi una risorsa economica non credo che si riuscirà a ripartire.In quest’ottica è auspicabile un cambio di direzione: ben vengano le mostre “importanti”! Ancora una volta, a rischio di ripetermi, inserite in un contesto generale di livello diverso e superiore rispetto a quello a cui, purtroppo, sono abituati i fanesi da tempo.

5) Come pensa di poter resuscitare il turismo? Meglio riqualificare le strutture o creare eventi?
Per resuscitare il turismo quello che bisogna fare è ripensare all’offerta che Fano già offre. Bisogna puntare su due cose: qualità e accoglienza. Dal punto di vista dell’accoglienza le priorità devono essere il parco cittadino in zona campo d’aviazione, il restauro e la valorizzazione delle nostre bellezze, come la Darsena Borghese e la realizzazione di opere ricettive, come già avevamo proposto per la variante dell’Ex-Zuccherificio. Oltre a questo ci sono tante piccole cose da fare. Per esempio Fano è completamente sprovvista di bagni pubblici. Per quel che riguarda la qualità dell’offerta la prima cosa che mi viene in mente è il festival del Brodetto. Assurdo farlo in periodo di fermo pesca. Poi ci sono molti luoghi che sono stati completamente dimenticati negli ultimi anni, come la foce del Metauro, la baia del re e il corso dell’Arzilla. Il turismo “verde”, nonostante la crisi, è in crescita in tutta Italia e Fano ha le potenzialità per diventare un punto di riferimento regionale, il tutto condito valorizzando i nostri prodotti a chilometri zero, come la moretta, il bianchello e lo stesso brodetto.

6) Il Carnevale fa un passo avanti e due indietro: non le pare il caso di qualificarlo, investendo oltre che nella costruzione dei carri, anche in una scuola per carristi? Non sarebbe bello un Museo del Carnevale?
Passare da Dario Fo alle sorelle Lecciso ancora grida vendetta. Il Carnevale deve essere l’evento clou dell’inverno fanese. Dite benissimo, i maestri carristi sono una tradizione e un’eccellenza del nostro territorio e vanno sicuramente aiutati nel loro lavoro. Il carnevale è una festa di tutti, sopratutto dei bambini. Mi piacerebbe coinvolgere le scuole primarie nelle sfilate e nell’organizzazione degli eventi. Il Museo del Carnevale poi è un sogno nel cassetto…mi piacerebbe che qualcuno si facesse avanti per aiutarmi a realizzarlo!

7) La Rocca Malatestiana e il Bastione Sangallo sono strutture bellissime ma sottoutilizzate, non le pare che sarebbe ora di creare un programma per utilizzarle al meglio?
Anche i giardini del Pincio sono sottoutilizzati. Già in Consiglio Comunale avevo a suo tempo sollevato dubbi sulla gestione della Rocca Malatestiana e il modo in cui è stata data in gestione. E poi anche quest’anno abbiamo visto che la gestione stessa non è stata in grado valorizzare, come nel caso del “Fuori Salone Libertario”, tutte le risorse e le energie intellettuali, di cui pure Fano è ricca. Nei mesi di novembre e dicembre abbiamo organizzato una serie di incontri con giovani artisti locali, che hanno grosse difficoltà a trovare luoghi che li possano ospitare. Perchè non utilizzare questi spazi anche per loro? LA risposta quindi è: assolutamente sì.

8) Ci sono molti avvenimenti che, durante l’anno vanno a sovrapporsi fra loro, come pensa di poter coordinare meglio gli eventi?
Per rispondere a questa domanda mi limito a riportare un paragrafo del nostro programma, reperibile online sui siti www.sinistraunitafano.it e www.samuelemascarin.it “Come ogni pianificazione strategica, anche quella sul turismo richiede un luogo ove coagulare le idee e le esigenze di tutti i portatori di interessi, siano essi associazioni culturali, di categoria, investitori e operatori economici. Il luogo giusto è la Consulta per il Turismo che dovrà monitorare l’applicazione delle strategie e delle decisioni concordate e apportare idee e necessità nell’interesse comune”.

9) La biblioteca Federiciana è diventata soltanto una sala di lettura, come pensa di poter mettere a disposizione della città tutto il suo patrimonio anche, e sopratutto, quello “nascosto”?
La biblioteca Federiciana nasconde un tesoro al suo interno che non può rimanere nascosto alla cittadinanza. Vanno favorite le visite guidate all’interno della stessa e facilitare l’accesso e l’uso delle sue sali. La Sala dei Globi è un ambiente ideale per ospitare convegni e iniziative con una platea specializzata. Va sfruttata. E’ una delle risorse culturali di cui ho parlato nelle risposte precedenti e che non devono essere lasciate al deperimento naturale del tempo. Al contrario, va capita il ruolo che occupano nel rilancio della città a partire proprio dal suo contesto culturale.

10) Quale pensa possa diventare l’evento clou della stagione culturale fanese? E’ il caso di puntare sulla romanità e sui reperti archeologici sparsi per la città e sul loro recupero e salvaguardia?
Fano potrebbe essere molto vivace dal punto di vista culturale se solo gliene fosse data l’opportunità. L’ Amministrazione Comunale ha il dovere di aiutare questo fermento. Basta veramente poco, ma va fatto. Invece sembra che sia diventato un peso. Fano Jazz ogni anno stoicamente va avanti nell’indifferenza, il Violino e la Selce è stato soppresso, il Teatro è diventato un modo per dare una poltrona a chi ne è rimasto senza, la Fano Romana è stata trasformata in una settimana in cui tutto è permesso e senza nessun “peso storico”, il Carnevale è stato squalificato. E’ poco giustificabile anche l’abbandono del Moonlight Festival, un festival che portava in città migliaia di persone da tutta Europa (peraltro a costo zero per le casse comunali). Ognuna di queste iniziative ha le potenzialità, se aiutata a dovere, per diventare il clou del rispettivo periodo stagionale. Non mi sento di indicare un unico evento perchè tutti questi sono importanti, anche nell’ottica di differenziare l’offerta che la nostra città è in grado di offrire, in modo da coprire tutte le stagioni e tutti i mesi dell’anno.

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