Federico Domizioli, allenatore di Casette: “Avevamo la partita in pugno, non l’abbiamo chiusa. Caterina Gioia decisiva per il successo di Pesaro”

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14 gennaio 2014

Un time-out di Domizioli (dalla pagina Facebook dell’Azzurra Casette d’Ete)

Un time-out di Domizioli (dalla pagina Facebook dell’Azzurra Casette d’Ete)

PESARO – La bellezza della pallavolo, soprattutto femminile, è nell’articolo con cui l’ufficio stampa dell’Azzurra Casette d’Ete ha raccontato la sconfitta di Pesaro.

Il primo è dedicato alla cronaca…

Vogliamo iniziare a parlare della partita di Pesaro con la sintesi del commento di Luciano Murgia su PU24.it che fotografa perfettamente la gara: …”. “Per una sera ci dispiace tantissimo che la pallavolo non conosca pareggio. E ci dispiace raccontare la sconfitta delle ragazze di Domizioli…”.

Grazie, perché quando scriviamo non ci piace essere partigiani. Sarebbe stato ingiusto nei confronti dell’Azzurra se ci fossimo limitati a esaltare la rimonta del Volley Pesaro. Ingiusto e soprattutto scorretto dimenticare i meriti delle ragazze di coach Domizioli, riconosciuti subito dalla co-presidente pesarese Barbara Rossi e dal suo coach Matteo Bertini.

A noi è piaciuta molto l’ultima parte dell’articolo…

Generalmente non si parla mai dei direttori di gara o se lo si fa spesso è per rimarcarne gli errori. Invece in una gara infinita, palpitante e assolutamente non facile per le tantissime palle giocate segnaliamo l’ottima direzione della coppia arbitrale”.

Complimenti all’estensore, a tutto lo staff dell’Azzurra che aumentano il grande piacere che proviamo a seguire la pallavolo femminile, fosse quella di ieri, in A1 o in Champions League, o quella di oggi, in serie B1. Sono l’ambiente, l’atmosfera, la sportività che si respirano attorno al campo di pallavolo a riconciliarci con lo sport.

Ancor più dopo una sfida vibrante, infinita, con tanti colpi di scena, condita di errori ma anche di grandi colpi sia in attacco sia in difesa. Ed è stato conseguente che a fine gara si sia avvicinato coach Domizioli facendogli i complimenti e anticipandogli che l’articolo avrebbe raccontato di sconfitta immeritata, patita alla fine per un colpo di fortuna (l’ace di Salvia che tocca rete e cade a terra) e un errore (la battuta sbagliata di Mauriello).

Sì, è vero, l’abbiamo persa lì… ne stavo parlando con il Mencarini, dirigente pesarese… E’ il nostro limite e lo è anche per le nostre avversarie: giocare male nei momenti decisivi, commettere errori, leggerezze. Uscire sconfitti da questa partita significa crescere con lentezza. Con una vittoria si sarebbe tornati a casa ragionando su cosa è andato male, ma a cuor leggero… Si vede che sia noi sia Pesaro siamo squadre infarcite di giovani che quando è il momento di fare l’errore, lo fanno…”.

Il rammarico del coach di Casette è evidente.
“Per un nastro si vede un’altra partita. Se la palla fosse rimasta nel campo pesarese, l’Azzurra commenterebbe con un’altra prospettiva e con un altro approccio al lavoro settimanale in palestra. Così, ci lecchiamo le ferite sperando non ci siano contraccolpi”.

Dopo avere condotto la partita, avevate recuperato il 7-14 e soprattutto l’11-16 con un parziale di 10-1 che vi aveva messo la partita in pugno. Invece, dal possibile 3-0 che vi avrebbe lanciato nella zona playoff, vi trovate sconfitti e delusi.
“E’ tutto il campionato che facciamo così. Abbiamo dominato anche il quarto set. Poteva essere una vittoria da tre punti per due volte, ma ci è mancato l’istinto dell’assassino che uccide le partite. Non l’abbiamo, per limiti nostri e per pregi di Pesaro. E’ doverosa la menzione per Gioia. Anche se non si è comportata benissimo sotto rete, devo riconoscere che le sorti di Pesaro si sono sollevate quando lei ha iniziato a schiacciare in campo. Prima era in difficoltà, ma quando ne è uscita non siamo riusciti ad arginarla. E’ lì che è cambiata la sfida, anche se il match è stato deciso da un colpo di fortuna. Di sicuro, chi ha visto la partita si è divertito”.

Presentando la partita con Francesca Rosa, la vostra centrale pergolese, si è parlato della serie A1 persa da Pesaro e le ho detto: ragazze, pensateci voi. Pesaro e Casette ci sono riuscite e va a merito di entrambe le squadre. Voi stavate variando il gioco, con le attaccanti ispirate da Elisa Morolli che rispondevano bene dal centro e dalle bande. Insomma, avevate la partita in pugno.
“E’ vero, ma ce la siamo fatta sfuggire. Questa sconfitta fa il paio con quella di Olbia, dove abbiamo fatto lo stesso risultato, dominando i primi due set, ma perdendo al tie-break, dopo esserci sciolte come neve al sole…”.

Però ad Olbia avevate perso Di Marino, infortunata.
“Ovviamente pagammo anche quello, come pure l’ossigeno venuto a mancare perché siamo in meno a lavorare in palestra e gli allenamenti hanno meno ritmo”.

In ogni caso, meritate i complimenti.
“Le devo dire che mi sono stufato di prendere i complimenti e non i punti…”.

Noi non possiamo darle i punti persi, ma ribadire che la sua squadra è piaciuta.
“Va bene… In altre trasferte difficili, a Perugia e Filottrano, non avevamo giocato. Qui abbiamo dominato, ma non vinto. Ora ci attende il prossimo passo: giocare e vincere…”.

L’Azzurra ha un vantaggio: nel girone di ritorno ospiterà Perugia, Filottrano, Olbia, Bastia, Pesaro e Firenze. Insomma tutte le migliori dovranno giocare a Casette. In un campionato così equilibrato, non è un vantaggio trascurabile.
“Sì, il calendario ci sorride, ma speriamo di non soffrire mentalmente per queste sconfitte e soprattutto di recuperare le giocatrici acciaccate, perché onestamente sono troppe”.

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