Caterina Gioia racconta la grande prestazione, ma anche il cartellino giallo con Casette: “Imparata la lezione, starò più tranquilla. La vittoria è di tutta la squadra”

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15 gennaio 2014

PESARO – Protagonista in campo e fuori. Caterina Gioia ha lasciato il segno nel derby con l’Azzurra Casette d’Ete, prima realizzando 25 punti, migliore della serata davanti a Zuccarini (23) e Masotti 21, poi diventando protagonista delle interviste ai due allenatori.

 

Matteo Bertini l’ha applaudita e rimproverata…

 

“Caterina è stata formidabile in attacco, ma deve imparare a stare più tranquilla che quando affronta avversarie esperte, evitando di provocarle. E’ andata in buca (rimediando anche un cartellino giallo; ndr), spero che impari la lezione per le prossime volte, perché nel quinto ha fatto fatica (2 soli punti per il 3 a 0 e per il 12-11; ndr) e noi abbiamo bisogno di lei, sempre”.

 

Un grande attacco dell’opposto romano (foto dalla pagina Facebook di Volley Pesaro)

Un grande attacco dell’opposto romano (foto dalla pagina Facebook di Volley Pesaro)

Caterina, come risponde?

“Dentro di me non ho avuto la sensazione di essere bloccata da un cartellino, però Matteo ha ragione perché a livello psicologico possono esserci conseguenze tanto che la palla successiva ho preso un muro e poco dopo ho sbagliato una battuta. Sono un po’ esagitata, ma – come ha chiesto l’allenatore – ho imparato la lezione e la prossima volta starò più tranquilla”.

 

Non è stato da meno Federico Domizioli, coach dell’Azzurra…

 

“…E’ doverosa la menzione per Gioia. Anche se non si è comportata benissimo sotto rete, devo riconoscere che le sorti di Pesaro si sono sollevate quando lei ha iniziato a schiacciare in campo. Prima era in difficoltà, ma quando ne è uscita non siamo riusciti ad arginarla. E’ lì che è cambiata la sfida…”.

 

Allora, Caterina, per dirla con Bertini, è andata a discutere con una tipa che più esperta non potrebbe essere: Monica Pierantoni festeggerà 38 anni il prossimo martedì e da una vita è protagonista nel mondo della pallavolo femminile italiana. Quando lei nasceva, il 14 marzo 1992, Monica era già in campo. Pensi che nel 1997 giocava nella Figurella Firenze, in serie A2.

“Ho visto…”.

 

Cosa è successo?

“Presa un po’ dall’adrenalina del momento, ho esagerato. Era iniziato da poco il tie-break. Carica dopo la nostra rimonta dallo 0-2, ho fatto un muro importante e, invece di festeggiare girandomi verso le compagne, ho sbagliato, esultando davanti a Pierantoni. Ma non era un gesto contro, potete essere certi. Quando lei è venuta sotto rete a dirmi che la prossima volta avrei dovuto girarmi dall’altra parte, le ho risposto: “Anche tu”. Durante il secondo set, aveva fatto lo stesso nei confronti di Carol Zuccarini. Poi le ho detto che aveva ragione, che avevo sbagliato, però da una ragazza più grande, più esperta, mi aspetto che sia la prima a non sbagliare, anche se Pierantoni ha negato. In ogni caso, ritengo che il cartellino giallo sia esagerato, per me come per lei…”.

 

Ci scusi: è stata ammonita anche Pierantoni?

“In realtà non me ne ero accorta, pensando fosse stato dato solo a me. E lo ritenevo ancora più ingiusto visto che sotto rete avevamo discusso entrambe. Poi le mie compagne hanno detto che era stato mostrato il giallo anche a Pierantoni. Ne ho avuto conferma dal filmato di Volley Tv Italia”.

 

Veniamo ai complimenti…

“Sono contenta per le belle parole di coach Domizioli, ma ricordo che altre volte a cambiare la partita sono state Alessia Fiesoli o Carol Zuccarini. E non dimenticate che per Boriassi e Salvia è meno facile mettersi in evidenza quando sono servite soprattutto le attaccanti di palla alta, perché per le centrali serve la palla perfetta. Ma il contributo di Giada e Valentina, e comunque di Giulia Carraro, perché è lei che ci assiste, è stato fondamentale. Se loro non avessero murato, io non avrei messo tante palle a terra. Sono contenta di avere contribuito, ma la reazione è stata di squadra”.

 

Brava Casette ad andare avanti – meritatamente – due set a zero. Brave anche voi a recuperare. Facile dirlo dalla tribuna stampa o dalla tribuna del pubblico, ma non sarebbe il caso di iniziare meglio?

“Già, da fuori è facile dirlo… ma in campo ci sono pure le avversarie che ci hanno messo in difficoltà. Eppure ci eravamo preparate a un gioco fatto anche di pallette. Ma non è vero che abbiamo iniziato con scarso spirito agonistico, anzi. La carica era quella giusta, solo che non abbiamo messo in pratica ciò che sapevamo. E comunque dal secondo set eravamo pienamente in partita. Solo che abbiamo perso il parziale con un nastro di Carol uscito di un centimetro. Ricordo che con Todi, nella gara di apertura del campionato, abbiamo perso malissimo i due set d’apertura. Quella sera sì che non eravamo in partita, anche se riuscimmo a rimontare. Contro Casette eravamo dentro la gara e guardandoci negli occhi capivamo di poter recuperare…”.

 

D’accordo, ma poi, avanti 14-7 prima e 16-11 poi, avete subito un 1-10 terrificante, rischiando di perdere 3-0.

“E’ vero… prendiamo dei break che dobbiamo assolutamente interrompere prima se vogliamo fare qualcosa d’importante in questo campionato”.

 

Adesso siete attese dalla trasferta di Olbia, contro una squadra che ha gli stessi punti. E’ vero che mancano ancora quindici partite alla fine della stagione regolare, ma la sensazione è che quella di sabato sia una partita molto fondamentale, che non possiate concedervi distrazioni.

“Molto importante per capire se possiamo lottare per uno dei tre posti che daranno diritto a disputare i playoff per la promozione. Ci attende una partita difficile, come tutte le trasferte in Sardegna. Ne parlammo prima di Cagliari, quando arrivammo a poche ore dalla partita. Questa volta saremo a Olbia venerdì sera e scenderemo in campo più riposate, soprattutto cariche per ottenere un risultato positivo”.

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