“Disagio abitativo, la Regione Marche ha una normativa non più attuale”

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15 gennaio 2014

 

Giacomo Mattioli*

 

FANO . Il disagio abitativo è un fenomeno sociale in crescita, in Italia e anche nel nostro territorio provinciale, che sarà discusso e analizzato nel Consiglio Comunale monotematico di stasera.

Il Comune di Fano, già dal 2008 (quindi in tempi non sospetti), ha istituito l’Ufficio Casa per affrontare con attenzione e concretezza la fase di disagio attraverso la progettazione con politiche di rete, di un intervento integrato proprietario/inquilino con particolare riferimento ai nuclei familiari monoparentali con figli minori a carico. Dalle analisi sul territorio del contesto sociale è emerso che molti proprietari preferiscono tenere alloggi vuoti per la paura di non riuscire a riscuotere regolarmente l’affitto, di subire danneggiamenti o di dover affrontare lunghi iter per liberare l’alloggio stesso in caso di necessità.

Altro intervento molto importante da parte del Comune di Fano è stato quello, di concerto con il Comune di Pesaro, di approvare due successive Delibere di Giunta (dicembre 2010 e giugno 2012) congiunte, volte a contenere il disagio abitativo attraverso la definizione delle linee guida e l’istituzione di uno sportello unico, coinvolgendo una rete di attori pubblici (dal Presidente del Tribunale al Prefetto, a private Associazioni di inquilini e proprietari, istituti di credito, ecc.) che nel territorio si occupano di disagio, politiche della casa, attività di mediazione sociale e credito per limitare o attenuare, laddove possibile, gli sfratti per morosità incolpevole.

Presso la Prefettura è stato quindi già istituito quel tavolo di monitoraggio comprendente i Comuni di Fano e Pesaro, Prefettura, Tribunale, Banca d’Italia, ABI, Fondazioni Cassa di Risparmio di Fano e Pesaro, CCIAA, Associazione degli inquilini, Associazioni dei proprietari, Caritas Diocesane di Fano e Pesaro. È inoltre stata riattivata al AgesCasa provinciale, agenzia sociale per la casa di Pesaro e Urbino, nata con lo scopo di agevolare l’incontro tra domanda e offerta nel libero mercato delle locazioni di abitazioni da affittarsi a canone concordato.

Non da ultimo, il Comune di Fano ha attuato una nuova modalità di gestione della graduatoria aperta per l’assegnazione delle case popolari, ma resta comunque la necessità di procedere alla revisione dell’attuale normativa regionale che stabilisce, tra gli altri, i criteri per le assegnazioni degli alloggi nonché il funzionamento dell’intero sistema regionale delle politiche abitative.

Pertanto il Comune di Fano, che nei limiti delle sue poche competenze sta già facendo il massimo per gestire l’emergenza abitativa, deve chiedere alla Regione (vero Ente competente in materia) di modificare sostanzialmente la L.R. 36/05 (“Riordino del sistema regionale delle politiche abitative”) allo scopo di aggiornare una normativa non più aderente alle attuali esigenze, modernizzando l’intero meccanismo delle assegnazioni con la revisione dei criteri e dei requisiti per l’accesso affinché la casa popolare sia un trampolino di lancio dei nuclei familiari verso una loro definitiva affrancazione dai problemi economici. A questo scopo, riteniamo imprescindibile di dover dar corso alle mobilità all’interno degli alloggi già assegnati per consentire al maggior numero di famiglie possibile l’accesso alla casa popolare.

Inoltre, la Regione Marche dovrà anche promuovere l’istituzione di un Fondo di Garanzia per il disagio abitativo, che consenta alle famiglie di ottenere l’accesso agevolato al credito per stipulare contratti di affitto a canone concordato.

*Capogruppo “La Tua Fano”

 

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