Urbino 2014, c’è anche Vittorio Sgarbi: si candida a sindaco con i Verdi. E Londei?

URBINO – Nel marasma ducale delle probabili e certe candidature a sindaco della città, ne arriva una nuova: quella di Vittorio Sgarbi.

Ci si prepara alle Primarie del PD. Fino ad ora l’assessore Maria Clara Muci è stata l’unica a presentare, pubblicamente, la propria proposta lo scorso venerdì alla città, mentre il Senatore Giorgio Londei lo farà il prossimo venerdì alle 17:30 alla Corte della Miniera di Urbino.

 

La protesta di Agende Rosse

La protesta di Agende Rosse

 

 

La possibile candidatura del Professore, che ha un fortissimo legame con le Marche e con Urbino, aleggiava probabilmente già in piazza e ha iniziato ad essere più concreta nella prima serata di ieri, durante la presentazione del suo nuovo libro il primo volume di: “Il Tesoro d’Italia-La lunga Avventura dell’Arte”.

Una presentazione, a Teatro Sanzio, organizzata dal Distretto 2090 del Rotary club con il patrocinio del Comune di Urbino, al quale sono intervenuti, oltre allo stesso Sgarbi, Andrea Paolinelli, Presidente del Rotary di Urbino, il Vice Sindaco della città di Urbino, Lorenzo Tempesta e hanno partecipato, alla piazza ricostruita virtualmente sul palco del Sanzio: Raimondo Orsetti, dirigente cultura Regione Marche e Gianluca Carrabs di A.U.Assam. L’incontro è stato moderato dal giornalista de Il Resto del Carlino, Giovanni Lani.

 

 

Ad attendere Vittorio Sgarbi all’entrata del teatro un gruppo di attivisti delle “Agende Rosse”, ma Sgarbi si trovava già dietro il sipario con un largo anticipo. Entrati in platea, poco dopo l’inizio dell’intervento del critico d’arte, hanno iniziato una silenziosa protesta, mostrando le loro “agende” e portando una maschera che rappresentava Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, sul volto. Il movimento delle “Agende Rosse” , in riferimento all’agenda di Paolo Borsellino, sparita dopo la strage di via D’Amelio, ha scatenato le ire di Sgarbi accusandoli di vilipendio nei confronti del Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano.

 

Durante l’interessante lezione/presentazione che ha gremito tutto il teatro non sono mancate osservazioni a carattere nazionale e tantomeno locale: “Venti rotonde tra Pesaro e Urbino, perché? Perché quel mostro a Santa Lucia?”. Questa mattina ha espresso alla cittadinanza una proposta non proprio convenzionale: “Quella colata di cemento la farei bombardare subito dal Mullah Omar”. Tanti sono stati i perché, fino a quando non gli è stata proposta dal pubblico la candidatura a Sindaco. Sgarbi, non si è tirato indietro dicendo che però si sarebbe candidato con una lista civica o di centro sinistra.

 

Ha ricordato già le sue esperienze di sindaco e ha detto: “Il primo cittadino di Urbino deve essere sempre a Roma per far sapere che la città esiste, perché è uno scrigno e da sola ha un patrimonio artistico superiore alla Germania. Urbino è il Paradiso Terrestre”. Un pensiero anche ai governatori nazionali: “Il problema di molti amministratori è quello di non conoscere un Piero della Francesca o un Simone Martini, che molti pensano sia un aperitivo, e questi non dovrebbero governare un Paese”.

Sgarbi a Urbino

Sgarbi a Urbino

E’ di questa sera, ufficiale, la candidatura di Sgarbi con i Verdi e a dirlo è proprio i vice sindaco, Lorenzo Tempesta. Ancora non sono stati ben delineati i meccanismi e molto probabilmente, non parteciperà alle Primarie.

La forte presenza di Vittorio Sgarbi, già Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, farà tremare anche gli altri candidati, di sinistra e non (anche se pare che lo stresso Sgarbi abbia consigliato alla Destra di non presentarsi) ? E all’attuale Presidente dell’Accademia, Giorgio Londei?

 

 

 

Le foto della serata (clicca per ingrandire):

Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi sul palco

Vittorio Sgarbi sul palco

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  1. Amarcord Sgarbi.
    Le dichiarazioni di Vittorio Sgarbi sulla sua disponibilità a candidarsi a sindaco di Urbino mi hanno fatto venire in mente quei giorni di fine marzo 1990 quando in vista delle elezioni del 6 maggio ebbi la pensata di candidare Sgarbi nella lista PCI per il Consiglio comunale di Pesaro dove ero Sindaco. La mia pensata nasceva da due considerazioni. Intanto Vittorio Sgarbi era stato più di una volta a Pesaro per presenziare a manifestazioni culturali e per affollatissime conferenze sull’arte ed aveva avuto modo di esternare lusinghieri apprezzamenti per la città e per la sua politica culturale. In secondo luogo immaginavo che, anche in una prevista funzione di Assessore alla Cultura, sarebbe stato capace di dare una spinta ulteriore alla promozione dell’immagine di Pesaro a livello nazionale e internazionale. Così presi contatti con Sgarbi; mi recai anche a casa sua a Ferrara per fargli la proposta che fu presa in seria considerazione. C’erano incertezze e problemi legati al fatto che lui era collocato, a suo modo, a destra; inoltre aveva già detto si alla candidatura nelle liste del PSI(alleato al centrodestra) a San Severino Marche. Continuammo a ragionare su come superare gli ostacoli, ma nel frattempo scattarono le contrarietà all’interno del PCI, fino ad un veto esplicito di Massimo D’Alema, segretario nazionale, che fini sulle pagine di Panorama. Ricordo ancora quel sabato 31 marzo passato fino alle 14 nel mio ufficio per valutare la situazione che si era creata. Alla fine dovetti dirgli che la cosa non si poteva portare avanti. E lui fu molto carino con me e decise di firmare una dichiarazione di spontanea rinuncia alla candidatura avendo constato che non esistevano le condizioni politiche per gli ostacoli frapposti dal PCI, mentre confermava “la massima stima e apprezzamento per gli attuali amministratori del comune di Pesaro”.

    Aldo Amati