Indice Comit, Giovanni Ranocchi e la voglia di… ricominciare da capo

di 

16 gennaio 2014

PESARO – Qualche tempo fa, quando tutto sembrava andare benissimo, nel mondo si spendeva, in Italia si spendeva, nelle Marche si spendeva, a Pesaro si spendeva.

Un giorno andai a rapporto da un mio superiore che disse:  “Guardi, i tempi stanno cambiando e dobbiamo fare diversamente. Lei  è bravo ma rompe gli equilibri; qui non c’è posto per lei, perché non ricomincia da capo?“.

Devo riconoscere che sul momento sprofondai in un buio torpore, completamente smarrito e senza più nessuna certezza, fu un disastro. Poi ricominciai in maniera diversa, sotto un’altra luce, con un altro spirito e mi ripresi, più forte e determinato di prima.

Noi siamo a questo punto.  Perche non ricominciare da capo?

 

Giovanni Ranocchi

Giovanni Ranocchi

GIOVANNI  RANOCCHI è un imprenditore che ha fatto la storia della nostra provincia e che su questo ha fatto nascere anche un libro.

Perché proprio Ranocchi? Perché rappresenta l’imprenditoria pesarese, ha creato dal nulla un’azienda leader (la TeamSystem Spa), una vita dedicata al lavoro, a far crescere le persone accanto a sé (chi ha lavorato nelle sue aziende ha verso di lui una stima incondizionata), fa parte di quella classe dirigente locale che, nel bene e nel male, si è sempre assunta tutte le responsabilità delle scelte, fino in fondo.

Abbiamo bisogno di esempi, di questo tipo di esempi: lealtà e trasparenza, ma anche rabbia, tenacia, determinazione e cattiveria se necessaria, sempre nel rispetto, sempre mantenendo al  centro la persona;

… e non essere vittime inconsapevoli di speculazioni senza scrupoli.

E’ l’imprenditore che rappresenta l’economia che fa cultura senza saperlo, è scuola; sono i sogni che ogni ragazzo o ragazza ha quando inizia un percorso. L’esempio Ranocchi ci fa credere in questi sogni. Ci fa continuare a sognare e a ricominciare da capo.

 

Ranocchi, perché un libro, per ricordare, per dire cosa?
“Era da tempo che pensavo di mettere nero su bianco l’ampia visione del mio percorso, delle mie scelte, dei miei sacrifici, per essere da esempio per chi volesse mettersi in gioco e intraprendere questa professione; una via difficile ed insidiosa. Nel libro ho voluto segnare i percorsi fatti, ma anche focalizzare gli errori”.

Secondo lei, quali sono le cause della crisi del distretto territoriale pesarese?
“I mercati come Cina, India hanno saputo valorizzare le  risorse disponibili, mettendoci in crisi (nella nostra provincia il settore del mobile ne è l’esempio più evidente); non siamo stati in grado di creare una cultura d’impresa che sapesse prima patrimonializzare le nostre aziende e poi creare conseguente know-how per lo sviluppo e l’avvio di nuovi sistemi tecnologici indispensabili a fornire competizione. Molti hanno spremuto le risorse aziendali, assicurandosi mattoni e immobili di ogni genere, pensando di non dover fare i conti con il futuro. Ma anche chi doveva rappresentarci – in Italia e all’Estero – ha uguali colpe; ci sono associazioni di categoria, di alcune ho fatto parte per un periodo e me ne sono andato sbattendo la porta, che ci hanno tagliato fuori dalla competizione a favore di interessi di altro genere; e il risultato è sotto gli occhi di tutti: non abbiamo più capacità produttiva. Altro che rottamazione, alcuni ancora in sella hanno mandati secolari, ma da tempo sono ormai al capolinea e non solo come età”.

Se domani mattina  le venisse fatta una proposta di candidarsi alle prossime elezioni come sindaco l’accetterebbe?
“Guardi, difficilmente un imprenditore riesce a mediare, oggi la politica è fatta solo di mediazione. Sarebbe come rinnegare se stessi. Ma se fossi un amministratore, oggi più che mai, utilizzerei i personaggi che hanno reso importante questa nostra provincia; personaggi ricchi di esperienza che hanno affrontato momenti crudi e difficili nei loro percorsi, e senza pagarli ma appagandoli di orgoglio gli chiederei di mettersi volontariamente al servizio della comunità. Per uscire da queste rovine abbiamo bisogno dell’entusiasmo dei giovani e dell’esperienza di chi ha rischiato tutto nelle proprie realtà aziendali conoscendo  bene le leggi del mercato; io dopo quasi 50 anni di attività mi considero uno di questi.”

 

 

Giovanni Ranocchi

Giovanni Ranocchi

Giovanni Ranocchi  è l’autore insieme a Giusi Balzano del libro  RICOMINCIO DA CAPO, edito da Albatros :  “…allora guardare davanti significa non vedere più nulla e guardare indietro vuol dire non essere in grado di ascoltare il valore dell’esperienza passata. Sebbene l’impatto improvviso con la tangibilità delle situazioni, come uno schianto al suolo, ci riporti al mondo reale feriti,disillusi e amareggiati, si riparte pieni di entusiasmo. Si prosegue indossando l’abito sgargiante del lavoro, si procede diritti verso la realizzazione di nuovi obbiettivi, ricominciando da capo“.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>