La pace perpetua. Lo spettacolo più promettente del decennio arriva a Urbino

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21 gennaio 2014

URBINO – Arriva nelle Marche La pace perpetua, lo spettacolo che è stato definito da più critici “il più promettente del decennio”. “Un testo folgorante – commenta Gilberto Santini direttore dell’AMAT – del geniale drammaturgo madrileno, Juan Mayorga, diretto dal figlio minore di Vittorio Gassman, il talentuoso Jacopo, appena trentenne.” La tournée dello spettacolo – che vede in scena quattro giovani attori Pippo Cangiano, Enzo Curcurù, Giampiero Judica, Davide Lorino e Danilo Nigrelli – attraversa tutte le Marche (nell’ambito delle stagioni teatrali realizzate con i Comuni) e prende il via dal Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto il 23 gennaio e prosegue al Teatro Sanzio di Urbino il 24, a Jesi, al Pergolesi, il 25 gennaio per concludersi a Macerata, al Teatro Lauro Rossi, il 18 e il 19 febbraio.

 

Una immagine dello spettacolo

Una immagine dello spettacolo

“Il testo di Mayorga è qualcosa che rappresenta profondamente il nostro mondo – scrive Anna Bandettini sulle pagine di “la Repubblica” – parla di terrorismo, di potere e dei modi in cui si esercita per condizionare le esistenze. Il teatro è storia di uomini. E questa idea permea profondamente lo spettacolo di Jacopo Gassmann e il suo linguaggio scarno ed essenziale.” Dentro una grande scatola di plexiglas (di Alessandro Chiti), va in scena una grande metafora, quella della competizione tra tre cani per aggiudicarsi il collare bianco del migliore cane antiterrorismo, una metafora che tocca i punti più spinosi della contemporaneità.

 

“Il teatro accade nel pubblico – scrive Jacopo Gassmann nelle note allo spettacolo – non nei ruoli ideati dall’autore. Nemmeno nella scena che occupano gli interpreti. Il teatro accade nell’immaginazione, nella memoria, nell’esperienza dello spettatore”. È da questa intuizione fondante e costitutiva del pensiero di Juan Mayorga che nasce la nostra estrema fascinazione per la sua opera. Affrontare un testo come La Pace perpetua vuol dire operare costantemente in bilico fra la passione e il bisogno di trovare soluzioni espressive alle infinite domande che sottendono il testo e la consapevolezza che tutto ciò che verrà proposto in scena dovrà recare con sé una certa meticolosa, consapevole incompiutezza che potrà forse soltanto definirsi nel corto circuito fra palco e platea: rigenerandosi cioè come ulteriore domanda. Il grande dono di Mayorga è quello di sapere offrire a tutti noi, senza mai volerci educare, delle possibili chiavi di lettura, dei possibili spunti di riflessione rispetto ai conflitti e ai paradossi che ci abitano e che ci dominano. Immanuel, John John, Odìn e Casius, i cani protagonisti della nostra opera, sono tutti parte e parti di noi stessi. Sono cani parlanti e pensanti, come in una moderna allegoria kafkiana, che però preservano il loro istinto, il loro fiuto e il loro cuore animale, e il cui silenzio spesso ci pone di fronte alla nostra impotenza (vergogna?) di non avere soluzioni di fronte alle nostre stesse contraddizioni, alla nostra “zona grigia”. Le loro storie, le loro domande ci pongono dei conflitti della ragione, del sentimento, dell’istinto e dell’idealità e che, solo nel finale, nel momento della responsabilità collettiva, chiamano ciascuno dei protagonisti a compiere una scelta, forse indicibile, forse irrappresentabile ma soprattutto, ed è quel che conta, invitano ciascuno di noi ad assumere comunque un punto di vista critico.”

 

Lo spettacolo è prodotto da Società per Attori in collaborazione con Istituto Cervantes di Roma. I costumi sono di Sandra Cardini, le luci di Gianni Staropoli, il suono è curato da David Barittoni e i movimenti da Marco Angelilli. Informazioni al numero 071 2072439 e su www.amatmarche.net. Inizio spettacoli ore 21.

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