Amat per la memoria, il 28 gennaio a Urbino “Il Nazismo e il male assoluto di A.H.”

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22 gennaio 2014

URBINO – La programmazione dell’AMAT per il giorno della memoria – sintetizzata nel titolo AMAT PER LA MEMORIA – si pone lo scopo di offrire occasioni di conoscenza e di memoria, scegliendo un linguaggio scenico più contemporaneo per interrogarsi sui grandi temi legati a questa ricorrenza. Questi gli appuntamenti: A. H. di Antonio Latella il 27 gennaio al Teatro Sperimentale di Ancona e il giorno successivo al Sanzio di Urbino, Destinatario sconosciuto di Luca Violini al Teatro Feronia di San Severino il 27 gennaio (riservato a scuole e abbonati), Discorsi alla Nazione di Ascanio Celestini il 30 a Porto San Giorgio e L.I. Lingua Imperii della Compagnia Anagoor il 31 gennaio al Rossini di Pesaro (info su amatmarche.net).

 

Inaugura questo “doloroso viaggio” nella memoria A.H. un intenso assolo sugli abissi del male di Francesco Manetti diretto da Antonio Latella che – come scriveva Anna Bandettini sulle pagine di “la Repubblica” “non interroga soltanto il nostro cuore ma il teatro stesso, la sua capacità di verosimiglianza e illusione, di rappresentare il “male assoluto” in scena al Teatro Sperimentale di Ancona lunedì 27 gennaio – nell’ambito di PRIMA. VERA. SCENA rassegna curata da Teatro Stabile delle Marche e AMAT in collaborazione con il Comune di Ancona – e il giorno seguente, martedì 28, al Teatro Sanzio di Urbino come secondo appuntamento di TeatrOltre promosso dal Comune di Urbino e dall’AMAT. A Urbino, il giorno stesso dello spettacolo alle ore 18 presso la Sala del Maniscalco avrà luogo l’incontro aperto al pubblico con Francesco Manetti, secondo appuntamento di Oltre la scena, momenti di approfondimento e riflessione proposti per gli spettacoli di TeatrOltre. Sempre a Urbino, lunedì 27 gennaio, alle ore 17.30 la Sala del Maniscalco ospita la presentazione di La banalità del male di Hannah Arendt a cura di Marco Cangiotti con letture di Giacomo Tarsi.

 

Partendo dal concetto di menzogna, Antonio Latella – regista che si è imposto per sapienza tecnica e profondità nel lavoro con gli attori anche fuori dall’Italia, tanto da essere ricercatissimo dai teatri europei – compie con A. H. un percorso che si propone di ricercare le radici del male. Attraverso una drammaturgia – curata dallo stesso regista e da Federico Bellini – che spazia dalla Torah alla Bibbia, da Tolkien a Chaplin, da Lars von Trier a Antony and the Johnson, la performance giunge fino all’emblema del male del Novecento, Adolf Hitler. In una scena spoglia, in cui compaiono solo un manichino da pittore, due secchi e un grande foglio da disegno, Francesco Manetti non imita, non interpreta, non recita il Fuhrer, ma incarna lo stesso concetto di male. Collaboratore di lunga data della compagnia di cui ha curato il training a partire da Hamlet’s Portaits, Manetti utilizza la propria esperienza sul movimento come codice di partenza per una partitura drammaturgica sul corpo che diventa la toccante cifra della performance. Un lavoro sulla centralità dell’attore in scena che si inscrive nel più ampio percorso di ricerca del regista sul tema della menzogna e che sfocia nei due nuovi spettacoli del regista Die Wohlgesinnten e Il servitore di due padroni.

 

“E se invece di mettere i baffi alla Gioconda li togliessimo a Hitler?. Questa domanda – scrive Latella nelle note allo spettacolo – non vuole essere una provocazione ma è, nella sua assurdità, l’interrogativo da cui partiamo. Spostare lo sguardo da quella mosca sotto al naso, maschera dell’orrore di tutto il ‘900, a qualcosa di interiore, di terribilmente intimo, umano. Ci interessa intraprendere una riflessione sul male. Esiste il male? Certo, per esempio il cancro. Di fronte a un simile male, la domanda non è solo “come sconfiggerlo?” ma soprattutto “perché nasce?”. Partiamo da questo interrogativo per confrontarci con il cancro che ha colpito l’Europa, che è entrato nei cuori e nelle menti e si è trasformato in pensiero, in politica, sterminando come un angelo vendicatore.”

 

A.H. – che contiene scene di nudo integrale – è prodotto da Stabilemobile Compagnia Antonio Latella in coproduzione con Centrale Fies e in collaborazione con KanterStrasse/Valdarno Culture. Gli elementi scenici sono di Graziella Pepe e le luci di Simone De Angelis.

Informazioni: per Ancona AMAT 071 2072439, Teatro delle Muse 071 52525, Teatro Stabile delle Marche 392 1909020, Teatro Sperimentale dalle ore 20 del giorno di spettacolo 071 54390; per Urbino AMAT 071 2072439 e Teatro Sanzio 0722 2281. Inizio spettacoli ore 21.

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