“Imprese e famiglie marchigiane tra le più penalizzate d’Italia per i mutui. Le banche abbiano fiducia”

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23 gennaio 2014

PESARO – Se nelle Marche gli investimenti in edilizia residenziale sono calati mediamente del 67% nel quinquennio 2007/2012 e del 45,3% nel solo periodo gennaio-settembre 2013, la provincia di Pesaro Urbino non si discosta molto da questo allarmante trend negativo: -58,6% dei mutui per investimenti per il residenziale (che salgono a -65,7% per il non residenziale), con un ulteriore calo del 44,6% nei primi tre trimestri dello scorso anno.

I dati sono del Centro Studi dell’Ance, l’associazione italiana dei costruttori, e disegnano, sia per la nostra regione che per la nostra provincia, dei cali superiori alla media italiana, che – nel periodo 2007/2012 è stata di – 48;8%; un trend negativo che è andato avanti anche nei primi tre trimestri dello scorso anno: -31,3% rispetto allo stesso periodo del 2012.

Se si esamina il flusso dei nuovi mutui erogati solo per l’acquisto di immobili, tutti i dati peggiorano: in Italia, nel quinquennio 2007/2012 è pari a -60.6%, le Marche segnano -68,4% e la nostra provincia sta ancora peggio, registrando -76,9% che continua a cadere di -2,1 % negli ultimi 9 mesi dello scorso anno.

Secondo i costruttori dell’Ance di Pesaro Urbino “Questi dati sono il chiaro segno che il mercato dei mutui nella nostra provincia è praticamente bloccato, perché imprese e famiglie marchigiane sono tra le più penalizzate d’Italia”. L’associazione, però, fa notare che “l’irrigidimento delle condizioni dell’offerta applicate alle imprese causa, di conseguenza, un peggioramento dell’economia reale, che alla fine non fa che danneggiare le stesse banche, le quali si trovano nei bilanci una massa di crediti deteriorati, le cui conseguenze producono, inevitabilmente, ulteriori tensioni finanziarie”.

Ma l’Ance pesarese evidenzia anche “il comportamento verso le famiglie”, definendolo “non giustificato, visto che, secondo l’ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria delle famiglie di Banca d’Italia, esse sono storicamente a bassissima rischiosità, grazie all’importante livello di ricchezza detenuta al basso grado di indebitamento”.

Infine, un’ulteriore precisazione negativa: “In questo momento, i giovani e i lavoratori precari sono fuori dal mercato dei mutui”.

Eppure, proprio nel comparto dell’edilizia residenziale, le condizioni finanziarie sono cambiate: spread più basso, minor rischio Paese, costo del denaro più basso. Indicatori che, secondo l’Ance, “devono spingere le banche a cambiare registro”. L’auspicio dei costruttori pesaresi è che “i provvedimenti contenuti nel Dl sulla casa nella legge di stabilità costituiscano una importante opportunità per riattivare il circuito del credito a media-lunga scadenza”. Lo stesso presidente nazionale Buzzetti si è augurato che i 5 miliardi messi a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti per finanziare i due strumenti per i mutui alle famiglie (plafond per le banche e acquisto di covered bond) e i 600 milioni del Fondo di Garanzia per la prima casa possano dare una spinta importante verso lo scongelamento del mercato immobiliare.

Le imprese si aspettano un cambio di rotta – conclude l’Ance di Pesaro Urbino -, un segnale di fiducia degli istituti bancari verso il sistema, che interrompa la spirale che sta portando all’annientamento del settore edile nella nostra provincia”.

Scarica il .pdf inerente Il credito alle costruzioni nelle Marche.

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