Volley Champions League, fuori le italiane e l’ex ct Barbolini, si punta sull’urbinate Lorenzo Micelli, Giovanni Guidetti e Carolina Costagrande

di 

23 gennaio 2014

Un’espressione curiosa di Marco Gaspari, il giovane allenatore di Ancona dell’Imoco Conegliano (Foto Cev)

Un’espressione curiosa di Marco Gaspari, il giovane allenatore di Ancona dell’Imoco Conegliano (Foto Cev)

PESARO – Non ci saranno squadre italiane protagoniste alle Final Four di Champions League femminile, in programma a Baku, in Azerbaigian, il 15 e 16 marzo 2014. Peggio: nessuna squadra italiana parteciperà ai playoff a sei che qualificheranno all’atto conclusivo della massima competizione internazionale per squadre di club, dove attende il Rabita, già in semifinale a… pagamento.

Perché questa è la triste realtà di uno sport che ha venduto l’anima al migliore offerente. Chi paga organizza le finale e chi organizza va di diritto in semifinale. Così si vuole in Lussemburgo, Granducato di segreti bancari e di conti correnti di evasori fiscali, dove ha sede – e non potrebbe essere altrimenti – la Cev, Confédération Européenne de Volleyball, che organizza le competizioni continentali. Guarda caso, ma è un caso?, lo sponsor delle due Champions League, maschile e femminile, è la DenizBank, banca privata turca.

L’unica soddisfazione è che, finora, chi ha organizzato le Final Four, ha perso puntualmente in semifinale o in finale.

Resta che l’Italia, seconda solo alla Russia per titoli vinti (24 a 11), davanti alla Turchia, terza con tre, per la prima volta dalla lontana stagione 1993/94, quando il titolo era assegnato con una sola gara, non avrà alcuna rappresentante protagonista all’epilogo del torneo.

Eliminata – incredibilmente – la Rebecchi Nordmeccanica Piacenza, campione d’Italia, per mano delle svizzere (si fa per dire) del Volero Zurigo, anche l’Imoco Conegliano ha salutato la compagnia, sconfitta a Omsk, dall’Omichka, con un secco 3-0 che ha lanciato il Golden Set delle siberiane, è stato un “set di legno” per le venete. Il Volero Zurigo è una sorta di Nazioni Unite del volley: agli ordini dello sloveno Dragutin Baltić, giocano una brasiliana, tre serbe, due croate, due ucraine, una bulgara e qualche svizzera giusto per fare numero. Al contrario delle svizzere, l’Omichka Omsk schiera due sole straniere, l’azera Natalya Mammadova e la cubana Nancy Carrillo. L’allenatore è il serbo Zoran Terzić, già alla Despar Perugia, coach della nazionale del suo paese.

Dal 1998/99 al 2009/10, i club italiani hanno vinto nove edizioni della Champions League. Da tre anni, vincono le squadre turche.

Sappiamo da tempo che la pallavolo che ha dominato l’Europa non c’è più, che con i nuovi ricchi sono emersi paesi che possono permettersi ingaggi proibiti ai nostri club. E sappiamo che non poche società italiane ingaggiano e non pagano, tanto c’è sempre un Camera di conciliazione per pagare meno. E di conseguenza le migliori giocatrici salutano la compagnia e vanno a giocare in Azerbaigian e in Russia, in Turchia e in Cina. Così, la qualità dei nostri campionati è in calo, inesorabile, inarrestabile.

Ben vengano, allora, progetti come quello di Volley Pesaro, che ha rinunciato – con grande coraggio – alla serie A1, preferendo puntare sulla crescita di atlete giovani, il futuro della pallavolo italiana. Che ha un tesoro sconosciuto ad altre realtà più ricche: il settore tecnico, gli allenatori. Anche per questo risulta incomprensibile il comportamento della Fipav, che prima imposta un programma sul futuro, poi – toh!, ricordando che l’Italia ospita il Campionati del Mondo – fa marcia indietro e saluta Mencarelli per affidare la panchina a Caprara, assai più esperto del coach umbro trapiantato a Urbino, ma che è in caduta libera con la sua Rebecchi Nordmeccanica. Se si ragionasse con la testa della Fipav, bisognerebbe rinunciare subito a Caprara e puntare su Giovanni Guidetti.

Va male anche l’ex ct azzurro Barbolini: il suo Galatasary esce di scena nel peggiore dei modi, perdendo 0-3 in casa dopo la sconfitta a Cannes. Per le francesi, grandissima protagonista l’ex pesarese Nadia Centoni: 20 punti con il 53% offensivo e 2 muri.

Adesso il nostro tifo è per Giovanni Guidetti, Carolina Costagrande e Christiane Fürst che con la Vakifbank Istanbul se la vedranno con Cannes, ma anche per l’urbinate Lorenzo Micelli, il cui Eczacibaşi Istanbul (con Senna Usić) affronterà l’Omichka Omsk. Giusto per avere un po’ d’azzurro in riva al Mar Caspio.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>