Lavoro, nella provincia segnali positivi dall’abbigliamento. Sorpresa: segno “più” per alloggio, ristorazione e immobiliare

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27 gennaio 2014

Ecco la fotografia resa nota dalla Camera di Commercio di Pesaro e Urbino sulla nostra provincia. Nell’anno 2013, il Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino ha rilevato una flessione pari a 240 imprese, significativa ma più contenuta rispetto a quel che si temeva (al netto delle 139 cessazioni d’ufficio, ovvero quelle cancellazioni effettuate direttamente dal Registro Imprese quando le imprese perdono i requisiti di legge per l’iscrizione). Nello stesso periodo sono infatti nate 2.479 imprese contro 2.719 cessazioni per un tessuto imprenditoriale provinciale che comprende 41.745 imprese.

 

Sulla base dell’analisi settoriale hanno registrato una flessione i settori agricoltura con – 206 imprese (con uno stock di 5.900 imprese), legno -18 (447), prodotti in metallo -25 (932), mobili -30 (1.288), costruzioni di edifici -54 (2.239), trasporto e magazzinaggio – 35 (1.282). Segnali positivi provengono invece dalle confezioni di abbigliamento con +23 imprese (stock di 648 imprese), commercio +78 (9.570), alloggio e ristorazione +52 (2.881) ed infine le attività immobiliari +103 (2.487). L’artigianato registra una flessione pari a -397 unità per una consistenza di 12.104 e rappresenta il 28,9% dell’intero sistema imprenditoriale della provincia.

 

Le dinamiche relative alla natura giuridica delle imprese consolidano il rafforzamento strutturale del sistema provinciale con +206 società di capitale (9.316), -74 società di persone (9.416), -555 imprese individuali (22.072) e +183 altre forme (941). Le difficoltà che ancora pesano sul sistema economico, conclude il Presidente Drudi, e l’elevata incertezza circa i tempi e l’intensità della ripresa economica rimangono tuttora fonti di rischio per un sistema fragile e connotato da andamenti eterogenei tra i diversi settori. Le imprese che continuano a nascere sono frutto di una vocazione imprenditoriale che da sempre caratterizza il nostro territorio ma che si scontra con un mercato interno incapace di garantire consumi e occupazione. Occorre costruire rapporti con le realtà estere. Rafforzare le nostre proposte attraverso le reti di impresa, che permettono economie di scala e maggior forza competitiva.

 

Dobbiamo quindi come Camera di Commercio e rappresentanze imprenditoriali proseguire nello sforzo congiunto di sostegno alla impresa e ricerca di nuove soluzioni che possano aiutare i nostri operatori a superare l’attuale congiuntura ed affrontare le nuove sfide di mercati sempre più competitivi

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