“Basta, non ce la facciamo più!” commercianti e artigiani scendono in piazza. La chiamata alle “armi” delle associazioni per il 18 febbraio

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29 gennaio 2014

PESARO – “Basta, non ce la facciamo più! Porteremo le imprese della nostra provincia a Roma il 18 febbraio, e non per vedere le bellezze della capitale ma per dire che ci siamo, che esistiamo e che siamo stanchi”. Alberto Barilari e Moreno Bordoni – rispettivamente presidente e segretario provinciali della CNA – aderiscono con la loro organizzazione alla manifestazione organizzata da Rete Imprese Italia insieme alle altre associazioni (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Casa), e lanciano la chiamata alle “armi” degli imprenditori della provincia. Ma precisano. “Noi non agitiamo forconi. Siamo grandi organizzazioni con una storia, con una tradizione, con un futuro importante per l’Italia. Ma la decisione di scendere in piazza era ineludibile”.

E spiegano. “Sono otto mesi che le piccole imprese, gli artigiani, i commercianti attendono dal Governo un’apertura al confronto sui temi cruciali per il Paese. E non parliamo di riforma elettorale, ma di tutte le cose che servono alle imprese, al sistema economico. Di tutto quello che chiedevamo è arrivato praticamente poco o nulla. A Roma devono capire che le nostre imprese (soprattutto le piccole), sono allo stremo, non ce la fanno più. La stagnazione dei mercati con la conseguente chiusura di grandi industrie, ha messo in ginocchio il sistema delle imprese italiano ed in particolare quella della nostra provincia con moltissime aziende legate al conto-terzismo. Il settore della manifattura (escludendo le ditte che lavorano con l’export), è praticamente bloccato. Quello dell’edilizia e dei trasporti è alla canna del gas. E non si intravedono, al momento, segnali solidi di ripresa; tutto è rimandato almeno di un altro semestre”. Ed è per questo che i nostri imprenditori scenderanno in piazza. “Porteremo a Roma – dicono Bordoni e Barilari – la forza, il coraggio, la disperazione in molti casi di decine di migliaia di piccoli imprenditori in rappresentanza di quattro milioni di imprese”. Non abbiamo aderito alle manifestazioni in molti casi strumentali dei cosiddetti “forconi”, perché le ritenevamo sbagliate nei modi e nella forma. Abbiamo contenuto il nostro dissenso con grande senso di responsabilità. Ma ora è venuto il momento di dire che ci siamo anche noi; che esistiamo; che questa forza sana e attiva del Paese non ci sta ad essere ignorata. Non siamo per le barricate, i blocchi e le manifestazioni di violenza. Siamo per una protesta pacifica ma decisa” per chiedere con forza a Governo e Parlamento una svolta urgente di politica economica”. Il coordinamento provinciale, che raccoglie le imprese di CNA, Confartigianato, Casa Artigianato Metaurense, Confcommercio e Confesercenti, si sta organizzando per mobilitare le imprese ed organizzare una nutrita rappresentanza di imprenditori della provincia da portare nella capitale. Tanti i motivi della protesta per Rete Imprese Italia. “La crisi, la crescita allarmante della disoccupazione e una pressione fiscale, locale e nazionale, che anche nel 2014 rimarrà a livelli intollerabili, rischiano di prolungare i loro effetti sulle imprese, già stremate da forti difficoltà, e provocare un ulteriore impoverimento delle famiglie. “Il tempo delle attese è finito – concludono Bordoni e Barilari – per questo chiediamo un deciso cambio di rotta. Il mondo dell’impresa diffusa, dell’artigianato e del terziario di mercato rappresenta il tessuto produttivo dell’Italia. Dal futuro di questo sistema di imprese dipende il futuro del Paese. Per questo, le imprese vogliono esprimere il profondo disagio per le condizioni di pesante incertezza in cui sono costrette ad operare ma anche avanzare concrete proposte di rapida attuazione che possano evitare il declino economico e ripristinare un clima più positivo e di maggior fiducia nel futuro”.

 

La CNA di Pesaro e Urbino sta organizzando dei pullman per il 18 febbraio. Per adesioni: 0721-426114.

 

 

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