Il movimento per le cure compassionevoli diffida gli ospedali civili di Brescia: “I nostri bambini a rischio per l’obiezione tecnica di 9 medici”

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29 gennaio 2014

FANO – “La vita dei nostri bambini è a rischio per colpa di un’improvvisa “obiezione tecnica” da parte dei nove medici responsabili della somministrazione delle cure compassionevoli con Protocollo Stamina”.

A denunciare l’illegittimità del cosiddetto “sciopero bianco” sono le famiglie dei pazienti già in cura presso gli Spedali Civili di Brescia, da poco riunite nel Movimento per le Cure Compassionevoli, per poter meglio rappresentare i diritti dei propri malati.

“Ancora una volta ci sentiamo traditi e abbandonati. Da una settimana la direzione degli Spedali ha interrotto la programmazione delle prossime infusioni, perchè i nove medici preposti alla somministrazione delle cure hanno deciso di deresponsabilizzarsi nei confronti di una terapia interdetta dai Nas di Torino “a tutela della propria dignità personale”, dopo oltre due anni in cui hanno somministrato serenamente ai nostri figli le stesse terapie compassionevoli da cui adesso prendono le distanze”.

“Non è però possibile ridurre a carta straccia le sentenze favorevoli dei Tribunali del Lavoro di tutta Italia che hanno ordinato agli Spedali il proseguio delle cure per i nostri malati – spiega il presidente del Movimento Gianpaolo Carrer – garantendo loro quella continuità terapeutica che ora rischia di venire meno e che invece è assolutamente necesaria al mantenimento di una buona qualità di vita. Ricordiamo che le cure compassionevoli sono un diritto garantito dalla Legge Italiana attraverso il Decreto Turco Fazio del 2006 e la Legge 57 del 2013, scaturita dall’ex Decreto Balduzzi e votata dallo stesso parlamento che invece negli ultimi mesi sta tentando di disconoscerla”.

“L’atteggiamento del personale medico è deontologicamente inaccettabile. Così come quello del commissario straordinario Ezio Belleri che, invece di organizzare l’ospedale in modo che i medici compiano quanto ordinato dai giudici e fino ad ora applicato, alza le mani e temporeggia invitandoli ad agire “in scienza e coscienza”. Ma se realmente fossero stati ravvisati gli estremi per obiettare l’applicazione delle terapie, i medici avrebbero dovuto rifiutarsi di somministrarle fin da principio. Invece per molti mesi il protocollo Stamina è stato applicato sui nostri figli con la massima serenità e professionalità. Questo attuale comportamento offende la nostra sensibilità e minaccia la dignità e la vita dei malati”.

Ecco perché da parte del Movimento scatta la diffida contro la direzione ed i nove medici degli Spedali Civili che hanno aderito al cosiddetto “sciopero bianco”.

“E se i nostri malati non dovessero esser curati – anticipano dal Movimento – contravvenendo al provvedimento dei giudici, che ne hanno ordinato e garantito la continuità terapeutica, e alla Legge 57, ricorreremo anche alla giustizia penale”.

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