Ceriscioli furente dopo l’esclusione dalla corsa alla segreteria regionale del Pd: “Pronto alle carte bollate, ma voglio incontrare Renzi”

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31 gennaio 2014

Il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli

Il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli

PESARO – “Continuerò la battaglia in tutte le sedi”. Così il sindaco Luca Ceriscioli dopo la “decisione aberrante” di escluderlo dalla corsa alla segreteria regionale.

“Una situazione paradossale che denuncerò fino in fondo – ha detto il sindaco stamane a margine dell’incontro settimanale con la stampa, ribadendo il tutto a radio Città – Sono stato discriminato, andrò avanti sia nelle sedi politiche che attraverso quelle carte bollate che tanto piacciono ai miei avversari. Giocherò la partita fino in fondo perché trovo aberrante che si possa escludere mezzo partito in questo modo dal congresso che dovrebbe essere un momento partecipativo. Inimmaginabile che qualcuno possa governare in questo modo il partito delle Marche. Quindi farò di tutto perché si annulli questo percorso congressuale e si arrivi al suo rinvio”.

Attraverso i microfoni di radio Città, il sindaco di Pesaro ha annunciato di voler incontrare Matteo Renzi, il segretario nazionale dei democratici: “Anche perché l’attuale passaggio è l’opposto di quello che dovrebbe essere il Pd”.

 

CERISCIOLI A RENZI, SI IMPEGNI IN PRIMA PERSONA SU QUESTIONE PARTITO MARCHE

“Il segretario nazionale del Pd Matteo Renzi si impegni in prima persona per risolvere lo stallo che si è creato nel Partito democratico delle Marche dopo la decisione della commissione nazionale di garanzia che ha di fatto ha portato all’esclusione della mia candidatura alla segreteria regionale del Pd delle Marche. Un atto politicamente non ricevibile”. Lo afferma in una nota il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli a seguito della decisione della commissione di garanzia che ieri si è espressa in merito alla non candidabilità di Ceriscioli a correre alle primarie il prossimo 16 febbraio perchè ancora sindaco in carica.

“Un parere – spiega Ceriscioli – che sposta il dibattito su un binario meramente burocratico e statutario, fuori da ogni buon senso. La commissione, infatti, ha deciso di applicare l’articolo 8 del Regolamento quadro per l’elezione dei segretari e delle assemblee regionali, che recita che ‘durante l’esercizio del loro mandato istituzionale non sono candidabili alla carica di segretario regionale i Sindaci delle città capoluogo di regione e di provincia’, pur essendo a soli due mesi dal termine del mandato e non più ricandidabile. E’ una decisione che di fatto impedisce di attuare un congresso vero, basato sul confronto di idee e progetti, un congresso aperto che coinvolga il maggior numero di cittadini e che abbia l’obiettivo di portare anche nelle Marche quel rinnovamento espresso a livello nazionale”.

“Un parere – aggiunge – che sa di vecchie logiche e regolamenti di conti tra correnti che conferma la sua assurdità nel fatto che anche Michele Emiliano, futuro segretario regionale del Pd della Puglia, è candidato sebbene le regole dello statuto potrebbero impedirglielo, come invece la commissione ha stabilito per la mia candidatura. Per non parlare del fatto che il nostro segretario nazionale è attualmente sindaco di Firenze e già candidato al secondo mandato”.

“Ci auguriamo che prevalga il buon senso e che almeno si riesca a rinviare il congresso a dopo le elezioni amministrative. L’unico modo per poter svolgere un percorso serio e trasparente basato sui contenuti che interessano davvero i marchigiani. Dunque mi appello al segretario nazionale. Prenda atto della situazione di stallo che si è venuta a creare nel Partito democratico delle Marche, una situazione che rischia di inficiare il buon esito delle primarie e del congresso e che di certo non realizza il rinnovamento e quella buona politica di cui il partito nazionale si sta facendo portavoce”.

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