Le precisazioni del comitato Bertolagi sull’aeroporto di Fano

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31 gennaio 2014

Dal comitato Bertolagi riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato sull’aeroporto di Fano:

Comitato BertolagiFANO – In questi giorni molto si è parlato di aeroporto, soprattutto in merito alla cementificazione della pista: negli articoli di giornale, alla radio ed anche nell’intervista ai tre candidati andata in onda giovedì 30 gennaio. Noi sentiamo il bisogno di fare alcune precisazioni.

Si dice che occorre metter in sicurezza la pista; noi diciamo che una buona manutenzione del fondo erboso basterebbe a garantire non solo la sicurezza ma anche la peculiarità di quella pista, con un costo enormemente inferiore. Si dice anche che se Enac non dà i soldi a Fano, questi andranno altrove, quindi è meglio che siano spesi da noi. Va subito precisato che, comunque, si tratta di soldi pubblici, che tutti noi paghiamo con le tasse che versiamo, quindi un buon senso civico ci dovrebbe far dire che vanno spesi per il bene comune e là dove sono assolutamente necessari; non si possono spendere “tanto perché se no …”, altrimenti poi non dobbiamo lamentarci se più tasse paghiamo e più ce ne vengono richieste.

In un momento in cui vengono imposti continui sacrifici e tutti siamo costretti a tirare la cinghia, non si può accettare la superficialità con cui si spendono soldi comunque pubblici. Tante volte abbiamo sostenuto che prima di spendere circa quattro miliardi delle vecchie lire, si sarebbe dovuto commissionare un serio studio di analisi costi-benefici. Chiunque spendesse soldi suoi, prima di tutto verificherebbe se ce n’è la convenienza! A maggior ragione dovrebbe farlo chi spende soldi pubblici.

Per quanto riguarda la V.I.A. il Comitato Bartolagi da tempo ha fatto sentire la sua voce in Regione e certamente continuerà a vigilare. Infatti noi riteniamo che questa è una delle poche garanzie che ancora ha il comune cittadino. La pista si vuol cementificare perché così si potrà volare con ogni condizione atmosferica, quindi ci si aspetta che aumenterà il numero dei voli e di conseguenza l’inquinamento acustico e dell’aria. Dunque la V.I.A. va fatta.

Abbiamo poi anche il dubbio che ancora una volta si tratti di quella astuta politica dei piccoli passi che sempre è stata praticata sull’aeroporto. Un po’ alla volta è stata buttata via una quantità enorme di denaro che non ha avuto alcuna ricaduta sulla collettività: prima un hangar, poi il secondo, poi il terzo, poi la recinzione, poi all’interno strutture che nulla hanno a che fare con l’attività di volo, eccetera. Intanto se ne andavano milioni di lire. Ogni volta si diceva che l’aeroporto sarebbe rimasto sempre lo stesso, senza alcun potenziamento; la stessa cosa viene detta oggi, ma noi non vorremmo che fra qualche anno ricominciasse la solita lamentela e si venisse a dire che per valorizzare la struttura serve anche l’impianto di illuminazione, giustificando così un altro spreco.

Ricordiamo che il Parco, che secondo lo studio SVIM di circa dieci anni fa doveva essere realizzato prima di pensare ad investire altri soldi nell’aeroporto, è ancora al palo. E’ evidente che fino adesso è stata privilegiata una struttura che, almeno fino a quando non si dimostri il contrario, si è rivelata la “solita cattedrale nel deserto capace solo di succhiare soldi alle casse pubbliche”, mentre nulla si è voluto fare per un Parco che darebbe un sicuro vantaggio alla salute dei fanesi, al turismo e all’economia del territorio.

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