Alla scoperta di Marika Battistelli, libero di Volley Pesaro, studentessa di psicologia e baby sitter che sogna la serie A e giocare fino a 40 anni

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1 febbraio 2014

PESARO – LiberiXPesaro… No, non ci occupiamo di politica, ma di pallavolo. Vogliamo fare la conoscenza dei due liberi di Volley Pesaro, di Marika Battistelli e Giulia Micheletti. Pensavamo di proporre un’intervista a due voci, con doppia risposta, ma ascoltando le risposte – molto interessanti – di entrambe, abbiamo deciso che è più giusto intervistarle separatamente, come fatto con tutte le compagne di squadra. E iniziamo – in ordine alfabetico – con Battistelli.

Marika Battistelli

Marika Battistelli

Marika, pesarese, 21 anni il prossimo 9 maggio (sarà per questo che ha scelto la maglia numero 9?), alta 1 metro e 60, proveniente dalla Snoopy di serie C.

Perché gioca a pallavolo e perché nel ruolo di libero?
“Ho iniziato a giocare a 8 anni, giusto per provare, con una mia amica. Faccio il libero per le mie caratteristiche fisiche. Sono stata utilizzata nel ruolo a partire dall’Under 16. Avevo un buon bagher e soprattutto per l’altezza”.

Come giudica il suo girone d’andata, il suo ruolo in squadra?
“Siamo inserite in un girone formato da squadre molto competitive. Basta osservare la classifica che allinea sei, anzi sette squadre tutte in grado di lottare per il vertice. Noi siamo terze, a due punti dalla vetta: basta una partita per essere prime, ma anche quinte o seste. Per quanto mi riguarda sono abbastanza soddisfatta. Credo di avere dato il mio contributo quando sono stata utilizzata. Allo stesso tempo devo migliorare molto perché non ero abituata a questo tipo di gioco. Vengo dalla serie C che è di un altro livello. Devo adattarmi alla B1, migliorando il modo di stare in campo, perché le battute e le schiacciate arrivano molto più forti. Credo che da inizio stagione i miglioramenti non siano mancati, grazie anche ad allenamenti di livello superiore rispetto al passato, ma ho tanta strada da fare…”.

Al momento, coach Bertini sembra preferirla a Giulia: come conta di ripagare la scelta del suo allenatore?
“Sono molto contenta della scelta, ma per mantenerla devo fare ancora di più. Spero di riuscirci”.

Bertini si è arrabbiato molto dopo l’amichevole con San Giovanni in Marignano. Ha criticato soprattutto a chi gioca meno e ha perso l’occasione per dimostrare il proprio valore. Lei, fino a un paio di settimane fa giocava meno…
“Siamo partite con il piede sbagliato, non eravamo cariche come al solito, come in campionato. Ci è mancata la voglia di andare sulla palla, di non aspettarla. Condivido le critiche che ci ha fatto Matteo, ma aggiungo – a nostra scusante – che in settimana abbiamo lavorato molto. Mercoledì mattina, a poche ore dall’amichevole, avevamo faticato tanto in sala pesi”.

Anticipando il programma di lavoro, Bertini aveva detto che – alla luce dell’atteggiamento negativo della squadra – non era sicuro di concedere, oltre al sabato e alla domenica, anche il lunedì libero.
“Alla fine ce lo ha dato perché ha visto la nostra reazione alle sue critiche. Giovedì e venerdì abbiamo spinto tanto e meritato il giorno di riposo in più”.

Tutte le sue compagne intervistate finora hanno affermato che il vostro è un bel gruppo, molto unito.
“Sì, stiamo veramente bene insieme, sia in campo sia fuori. Personalmente, mi trovo benissimo con tutte. Ed è sorprendente che sia accaduto tutto in un tempo abbastanza breve”.

Chi è il miglior libero del girone?
“A mio parere, Catia Gagliardi, dell’Edilrossi Bastia, un mix di esperienza (lo scorso 24 gennaio ha festeggiato i 33 anni; ndr) e bravura. L’ho seguita sia nelle amichevoli sia in campionato e mi è piaciuta molto”.

In Italia?
“Paola Cardullo è un mito per tutte, adesso mi piace  molto Monica De Gennaro, che ha giocato a Pesaro e ha fatto un salto di qualità, meritando la convocazione in Nazionale”.

Marika impegnata in difesa (dalla pagina Facebook di Volley Pesaro)

Marika impegnata in difesa (dalla pagina Facebook di Volley Pesaro)

La squadra che nel girone d’andata l’ha impressionata di più?
“Sicuramente Olbia. Ci ha superato con un netto 3-0. Noi abbiamo giocato male, ma loro hanno fatto una buona partita e io sono rimasta impressionata dal loro gioco. In questo momento sono la formazione più forte”.

Marika, lei studia?
“Sono iscritta al secondo anno della facoltà di Psicologia dell’Università di Urbino. In questo periodo studio meno, perché sono molto impegnata con la pallavolo, anche se cerco di fare tutto. Inoltre, prima degli allenamenti pomeridiani faccio la baby  sitter a una bambina, così il tempo per studiare è veramente poco”.

C’è il volley nel suo futuro?
“Sì! Come tutte sogno di giocare in serie A. E’ vero che ho 20 anni e di solito si vede prima chi può fare il grande salto, ma conservo la speranza. In ogni caso confido di continuare a giocare fino a 40 anni”.

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