Matteo Ricci, “Grand” un grand bel po’

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2 febbraio 2014

Boris

PESARO – Il discorso alla città di Matteo Ricci, candidato a sindaco, si è rivelato un sogno. La “Pescheria” ha visto centinaia di persone silenziose, assorte, convinte che è possibile sognare “il futuro che vogliamo”. Due ore di ascolto partecipato, condiviso. Una condivisione così alta che, quando i pesaresi presenti in sala si sono salutati, l’ hanno fatto con vistose pacche sulle spalle e con abbracci. Che il Matteo pesarese fosse un grande comunicatore lo sapevamo; che ci facesse riscoprire il senso di appartenenza a questa nostra magnifica città è stata una sorpresa. Dal 1968 ad oggi, come sul percorso di un arcobaleno, ci ha fatto rivivere la nostra storia. Sullo schermo dietro di lui, per lunghi momenti, campeggiava l’immagine di un Marcello Stefanini ancor giovane. Matteo Ricci ha ricordato che uomini come Marcello sanno costruire ponti fra le generazioni.

L'entrata di Matteo Ricci in Pescheria per il discorso alla città

L’entrata di Matteo Ricci in Pescheria per il discorso alla città

Fanno sognare cieli colorati e sanno dare a tutti i pesaresi di buona volontà il sentimento della speranza. Anche l’attuale Presidente della nostra Provincia è apparso come una persona capace di suscitare le più rosee previsioni di successo collettivo. In un momento di crisi come l’attuale, ha chiesto ai pesaresi di contribuire nello sforzo per uscire dalle difficoltà ma anche “per rimettere in fila i valori”. Ci ha chiesto di non ripiegarci sull’egoismo e sulla solitudine. Ci ha invitato ad imboccare la strada della partecipazione, della giustizia e della solidarietà. La platea era formata da gente comune, giovani, rappresentanti politici, imprenditori, persone di valore e prestigio nei vari ambiti sociali. Il presidente della Fondazione CRPS dott. Sabbatini, il sovrintendente del ROF dott. Mariotti, il sindaco Ceriscioli, il Sig. Livi, solo per citarne alcuni. Dal più umile al più prestigioso, tutti hanno sentito l’orgoglio di appartenere alla pesaresità. Insieme, hanno visto la nostra Pesaro rinascere nel suo centro storico. Non più serrande abbassate e degradate ma vetrine che espongono i prodotti ed i simboli della nostra storia. Musica rossiniana per le sue vie. Riapertura di negozi degli antichi mestieri; brulicare di attività commerciali anche innovative. Il mercato delle erbe assurgere a luogo serale di incontri giovanili, musicali, culturali. Anziani e giovani, bambini di colore, donne dell’est, che discutono, giocano, comunicano fra loro, sereni. La statale adriatica, divenuta semplicemente la terza parallela di Viale Trieste, confusa come una qualsiasi altra strada cittadina. L’ANAS, come ricorderanno i posteri, è stata costretta a spostare il suo tracciato realizzando una circonvallazione. Così pure la ferrovia, abbandonando il vecchio tracciato, ha fatto diventare la spiaggia fra Pesaro e Fano la più bella d’Italia. Un ospedale nuovo con le più moderne tecnologie chirurgiche ed una permanenza di tipo alberghiero a 5 stelle. Un sogno? Si, ma un sogno diurno, un’utopia a cui tendere. I pesaresi, notoriamente laboriosi, creativi, caparbi e intraprendenti sono stati chiamati a contribuire alla realizzazione di questo sogno. Con un po’ di sana pazzia, osando ognuno qualcosa di più e, per dirla con le parole di Matteo Ricci: “Se si azzeccano tutte le ruote, i cittadini diventano ricchi. Di felicità”.

 

Un commento to “Matteo Ricci, “Grand” un grand bel po’”

  1. armanda ziosi scrive:

    SEMPLICI RIFLESSIONI

    Non so da dove iniziare, ma il buon senso che in gran parte la gente ha perso nel cammin della vita, penso di conservarlo in certi momenti così critici come questo che stiamo vivendo..
    un garbuglio di sentimenti che formano una matassa indistricabile ma che cercherò di focalizzare per tutti quelli che cercano chiarezza in questo marasma di eventi storici..
    Posso dire che, forse avrò sbagliato, ma qualche tempo fa mi fidavo di un personaggio che in quel momento mi rappresentava un cambiamento…imprenditore famoso dal nome di Berlusconi…faccia abbastanza rassicurante che poi si è rivelata di “bronzo” e con un promettere così audace che poi si è rivelato un falso imbonitore troppo invischiato in faccende finanziarie per rimanerne fuori, e avevano ragione quelli che dicevano “Non può governare..ha troppe televisioni..e troppi soldi”
    D’altronde non sapevo proprio chi votare visto che la sinistra, almeno fino a qualche tempo fa, non mi offriva niente di nuovo, anzi , detto tra noi,proprio per questa sua incapacità di rinnovarsi,ha offerto sul piatto d’argento tanti preziosi voti al re dei media…
    Sinistra che non ha mai saputo scrollarsi di dosso questi fantasmi storici che hanno tragicamente vissuto i nostri genitori circa 60 anni fa…in cui le lotte tra destra e sinistra hanno contrassegnato in modo barbaro anche gli anni di piombo..ma quelli erano altri tempi..speriamo che non si ripetano!
    (domani continuo le mie riflessioni….ne ho tante da fare..

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