Finalmente un po’ di “Petting” per il popolo della Vuelle

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3 febbraio 2014

Perry Petty in palleggio. Foto Enrico Manna

Perry Petty in palleggio. Foto Enrico Manna

PESARO – Ma di cosa stiamo parlando? Così penserà coach Alessandro Dell’Agnello leggendo gli articoli della stampa quotidiana sulla sua Vuelle. Pesaro ha battuto Cantù per Musso? Per Turner? Per Anosike? Gigante Musso, ma quanto è alto? La Vuelle, come Davide, ha battuto la capolista Cantù (Golia) perché ha giocato di squadra come un’orchestra sinfonica. A dirigere l’orchestra, ancora una volta, è stato quel toscano verace che risponde al nome di Dell’Agnello ma che agnello non è. Quando ha sentito (pardon, visto) che Johnson era stonato gli ha preferito Musso. Sapeva che lo “spavaldo argentino”, se impegnato più a lungo, non si sarebbe tirato indietro. Dalle nostre parti di uno come lui si dice che è “ruspante”. Ieri ha dimostrato che in serie A ci può stare e bene. Il direttore d’orchestra Dell’Agnello ha centellinato le forze dei suoi; prima gli archi, poi i fiati e alla fine i percussionisti. Ieri ha detto che la sua squadra è formata da “raccattati per strada, compreso me stesso” ed ha ragione. Vero è che quando una piena stravolge gli argini trasporta sulle strade anche gioielli di famiglia. Lui, Ario Costa e Stefano Cioppi hanno saputo raccoglierli prima di altri. Qui sta la forza di questa Vuelle. I gioielli non luccicavano perché coperti dal fango dell’anonimato. Ora le squadre più blasonate d’Italia si accorgono di loro. Tutta la dirigenza biancorossa ha imparato a parlare toscano ed in coro va ripetendo: “Un mi freghi, i miei giocatori non sono in vendita”. Il coach livornese in questi mesi è andato ripetendo: “Non dimentichiamo chi siamo”. Pesaro è una squadra di giovani di colore e di bianchi, non dei giganti, ma tignosi. I rookie si sono ambientati bene, è un gruppo compatto che si ritrova spesso e volentieri anche fuori del campo. Gli “anziani” del basket italiano hanno spiegato ai nostri rookie qual è la tradizione di basket city e dell’italian style of life. L’hanno prima apprezzata ed ora la stanno amando. Lo si è visto ieri sera quando anche Alessandro Dell’Agnello è venuto, insieme a loro, ai margini del campo per dare i “five”. L’ultimo arrivato, Petty, guardando noi tifosi, ha mostrato lo stesso taglio di occhi di Alphonso Ford, un indimenticabile giocatore in maglia biancorossa. Vorrà dire qualcosa?

 

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