I Seattle Seahawks e Renée Fleming straordinari protagonisti al Super Bowl. Anche il Rof può celebrare il grande soprano che ha incantato l’America

di 

3 febbraio 2014

Renée Fleming durante l’entusiasmante esecuzione dell’inno americano (da Fox Sports 2)

Renée Fleming durante l’entusiasmante esecuzione dell’inno americano (da Fox Sports 2)

PESARO – Contrariamente ai pronostici, non è stata una partita combattuta. Raramente un Super Bowl si è sviluppato così a senso unico. Merito della super difesa dei Seattle Seahawks, che si è confermata la migliora della Nfl e ha annichilito il migliore attacco.

Eppure non sono mancati i momenti di grande, grandissimo spettacolo. Per quanto riguarda il gioco, l’intercetto di Malcolm Smith, che ha realizzato un touchdown che ha messo in dubio le residue certezze dei Denver Broncos. E il kickoff return di Percy Harvin, rientrato in squadra dopo un brutto infortunio e capace di correre 87 yard in slalom fra i giocatori della squadra speciale di Denver.

Nel contorno, il premio di Mvp attribuito proprio a Malcolm Smith, outside linebacker. E’ la terza volta che viene premiato un linebacker. Una bella scelta, quando in molti pensavano a Russell Wilson, il terzo più giovane quarterback a vincere il Super Bowl.

E ancora i momenti che hanno preceduto il kickoff iniziale, dall’orrido abbigliamento in pelliccia di Joe Namath, qb vincitore di un Super Bowl con i New York Jets, incaricato del sorteggio per chi avrebbe iniziato in attacco, all’esecuzione di America the Beautiful e dell’inno americano.

A cantare America the Beautiful è stata Queen Latifah, cantante e attrice. Una bella esecuzione, senza alcun dubbio, ma l’interpretazione che Renée Fleming ha dato a The Star-Spangled Banner ha entusiasmato il pubblico del MetLife Stadium di East Rutherford, teatro del Super Bowl, e i telespettatori di tutto il mondo, incantati dalla bellezza della voce del soprano, una star dell’opera lirica.

Non ho sentito mai qualcuno cantarla meglio” ha commentato subito dopo l’esecuzione Joe Buick, presentatore della Nfl.

Non avevamo alcun dubbio, avendo avuto il piacere-privilegio di ascoltarla a Pesaro, nell’edizione 1993 del Rossini Opera Festival, quando Renée Fleming fu impareggiabile Armida, interpretando un ruolo reso celebre da Maria Callas in una rappresentazione al Teatro Comunale di Firenze (1952).

E’ stato emozionante, per un appassionato di football americano, ma anche di musica lirica, ascoltare una Fleming in splendida forma.

Zachary Wolfe ha scritto per il New York Times che Renée Fleming è stata la prima cantante d’opera a eseguire l’inno nazionale in un Super Bowl, anche se la parola “opera” non è stata menzionata nella sua presentazione: solo “Vincitrice di Grammy (l’Oscar per la musica; ndr) e soprano superstar”.

A dispetto del commento del giornalista, i lettori sono entusiasti. In particolare, qualcuno afferma: “Ringraziamo il cielo per la sorprendente signora Fleming. In due minuti ha fatto di più per il futuro dell’opera e della musica classica in America di quanto possiamo immaginare adesso. Tutti coloro che amano la bella musica hanno con il lei un debito enorme”. Eh sì, pensando che la platea era di almeno 100 milioni di telespettatori solo negli Stati Uniti, è un giudizio condivisibile. Anche il Rof può essere orgoglioso di avere il nome di Renée Fleming scritto nella storia.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>