Fresina: “A me spazi e promozione politica costano. Voglio vedere i documenti per il corretto utilizzo della Pescheria”

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5 febbraio 2014

Massimo Fresina

Massimo Fresina

PESARO – “Candidature e visibilità”. Così si intitola il comunicato inviato dal candidato sindaco Massimo Fresina che scrive: “Leggo sui giornali che il presidente della Provincia Matteo Ricci ha tenuto il suo discorso alla città dai locali del Centro Arti Visive “La Pescheria” con grande spiegamento di mezzi ed effetti speciali. Non entro nel merito dei contenuti del discorso che pur tuttavia lascia allibiti per la auto proposizione di se stesso come nuovo che avanza dopo 70, dico 70, anni prima di governo e poi di occupazione della città e con tutto l’apparato schierato facendo a gara per occupare i primi posti. Faccio invece solo una richiesta: ci faccia vedere, per favore, Ricci candidato alle primarie di partito, e non ancora candidato sindaco, i documenti che comprovino il corretto utilizzo della Pescheria in quanto struttura pubblica e non di partito”.

“Leggo poi – continua Fresina – che avrebbe riunito il suo comitato di sostegno, circa un centinaio di persone, in una delle sale del Job di via Luca della robbia, di proprietà della Provincia. Stessa richiesta, ci faccia vedere la documentazione della corretta utilizzazione come membro di un partito della struttura pagata con i soldi di tutti i cittadini. Non è cattiveria, ma a me gli spazi e la promozione politica mi costano e non poco. Non vorrei che ci fossero in corsa approfittatori e furbetti. Del resto le istituzioni pubbliche vengono usate fino alla nausea per la propaganda partitica e, purtroppo, i quotidiani per loro natura funzionano da cassa di risonanza. Però qualche foto in meno e qualche piccola ricorrenza in meno non sarebbe male.

Poi, come è giusto, la stampa ricorda ad esempio:

  • come sono (mal)trattati gli ambulanti del mercato di San Decenzio,

  • con che criterio vengono tagliate le piante ad alto fusto della ciclabile Foglia e come si mettano in aperta vista, a proposito di bello, i capanni in lamiera ed eternit che la contornano (tipi esempi di architettura pesarese),

  • come si voglia togliere il calendario scolastico alle maestre d’asilo che svolgono sicuramente un lavoro usurante sia dal punto di vista fisico che psichico per la responsabilità di custodire bimbi piccoli e piccolissimi di altri (provateci voi!),

  • come il Comune non si accontenti degli asili ma voglia gestire e dirigere aziende come le farmacie, riuscendo anche, sembra impossibile, a farle andare in perdita. Ma tutto è utile per fare sistema di potere.

Provo anch’io a rendermi visibile, come è evidente, sperando però di porre domande anche a nome dei cittadini di Pesaro”.

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