La denuncia dei Cinque Stelle: “A Pesaro alberi abbattuti senza sosta. Quando finirà questo scempio?”

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5 febbraio 2014

PESARO – “Continua senza sosta l’abbattimento di alberi nella nostra città: prima sono stati sacrificati alberi in Via Brandani per fare nuovi parcheggi, poi in Via della Repubblica per rifare i marciapiedi nuovi, ora lungo la pista ciclabile. Ma quando finirà questo scempio? Chi controlla le Cooperative Sociali che vengono impiegate nella gestione del verde urbano?”.

La denuncia è del movimento a 5 stelle di Pesaro che ricorda: “Il Comune nel maggio 2007 approvava il regolamento del verde pubblico e privato con l’obiettivo di redigere ed approvare, nel più breve tempo possibile, il piano del verde urbano ovvero uno strumento normativo necessario per una corretta gestione del verde pubblico. Nel gennaio 2010, il Movimento 5 Stelle faceva approvare, a larga maggioranza, una mozione che impegnava il sindaco e la sua giunta a dotarsi, nel più breve tempo possibile, del piano del verde pubblico. Mozione, ad oggi, rimasta lettera morta perché il piano del verde è uno strumento normativo che deve essere affiancato al piano regolatore generale, pertanto ritenuto troppo stringente per l’urbanistica e quindi accantonato. Ma proprio la mancanza dei controlli e dei necessari strumenti normativi hanno consentito gli abbattimenti e le drastiche potature a cui oggi purtroppo assistiamo. Il Comune al suo interno non ha più nè le competenze, nè la struttura per poter provvedere ai controlli e al rispetto del regolamento del verde che, come tutti sanno, sono stati demandati ad Aspes SPA”.

Conclusione dei pentastellati pesaresi: “L’esternalizzazione del servizio del verde non è stato, quindi, un processo automatico ma il risultato di valutazioni tecniche, economiche e gestionali da parte del Comune. Questo sta a significare che la responsabilità della gestione e di tutte le attività connesse rimane in capo al Comune nonostante l’esternalizzazione del servizio stesso. Ci troviamo ancora una volta di fronte ad un problema causato da una totale mancanza di programmazione e pianificazione degli interventi, dei controlli ma soprattutto figlio dei rapporti con cooperative sociali ed aziende partecipate amiche. E di fronte a questa mala amministrazione che ancor di più pesa, oggi come non mai, la mancanza di strumenti normativi come il piano del verde urbano e gli strumenti partecipativi, come la Consulta cittadina sul verde pubblico, che avrebbero potuto verificare e controllare l’operato fra il Comune e chi gestisce il verde stesso”.

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