Confartigianato dice no al Sistri: “E’ una pazzia!”

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7 febbraio 2014

PESARO – La Confartigianato dice no alla introduzione del Sistri: “E’ una pazzia”. Lo scrive in un nota contraria al Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti.

“Manca un mese circa all’avvio del SISTRI per varie categorie di piccoli artigiani produttori di rifiuti speciali pericolosi – si legge – L’inizio del 2014 è caratterizzato da due scadenze ambientali di fondamentale importanza per le imprese italiane che producono rifiuti speciali e che saranno probabilmente affrontate con non poche ansie e preoccupazioni. Ci riferiamo alla prima scadenza del 3 marzo 2014, che in realtà è una partenza, relativa all’attivazione del sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti SISTRI per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi, e quella del 30 aprile 2014 entro cui presentare le dichiarazioni annuali ambientali sui rifiuti prodotti e gestiti nel 2013 (MUD). In merito al Sistri, con l’avvicinarsi della scadenza del 3 marzo prossimo assistiamo all’ennesimo tentativo di avvio del sistema anche per i produttori di rifiuti speciali pericolosi. Nonostante la promessa di semplificare questo sistema, in maniera che sia realmente alla portata delle piccole imprese, di semplificazioni effettive non se ne sono viste”.

Confartigianato Pesaro e Urbino, tramite il proprio servizio Ambiente, continua a sostenere che non ha alcun senso far partire il Sistri anche per i produttori di rifiuti pericolosi, in quanto questo avvio ha soltanto lo scopo di evitare un contenzioso tra il Ministero dell’Ambiente e l’azienda da esso controllata che ha il compito di far funzionare il sistema.

“Nonostante la partenza dal 10 ottobre scorso del Sistri a carico dei gestori e dei trasportatori di rifiuti speciali pericolosi, ad oggi non si ha nessuna garanzia effettiva, che tale sistema sia efficace e semplice da gestire per le imprese obbligate e soprattutto non ci sono certezze che l’avvio non comporti ulteriori costi e appesantimenti burocratici per le stesse imprese”.

“Il Sistri deve essere completamente ripensato con criteri di semplicità, accessibilità ed efficacia – sostiene Andrea Panzieri responsabile Ambiente di Confartigianato – altrimenti va abolito. Ad oggi per le piccole e micro-imprese il sistema Sistri risulta inutilizzabile, ingestibile e inapplicabile e farlo partire significherebbe complicare ulteriormente la vita delle imprese. Tutti concordano nella necessità di combattere le ecomafie – continua Panzieri – ma bisogna trovare un modo più semplice e meno costoso per le già tanto tartassate imprese artigiane”.

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