Fiorelli, Confesercenti: “Carignano, valore aggiunto per il turismo”

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7 febbraio 2014

 Pier Stefano Fiorelli* 

Le terme di Carignano sono per il nostro turismo un valore aggiunto che non possiamo permetterci di sprecare. E’ vero che non è più tempo di mettere in campo progetti faraonici, forse possibili negli anni ’90, ma di certo improponibili in questo momento.

Alternative, però, ci sono ed è compito della pubblica amministrazione trovarle e farsene carico, senza bisogno necessariamente di mettere in campo investimenti milionari, senza scaricare il tutto, o la gran parte, sulle spalle dei privati, ma dando la possibilità ai proprietari di impiegare al meglio le strutture già esistenti per la ricettività. Ribadiamo, infatti, come già detto in passato, che la zona non va sfruttata in termini residenziali, tanto più considerato che oggi di nuove superfici abitative non c’è alcuna esigenza.

 

Occorre individuare idee e pratiche di buona politica che si possono mettere in campo fin da subito: in primo luogo, salvaguardare l’area in termini naturalistici, intervento che basterebbe di per sé a rendere la zona più attrattiva per chi viene da fuori, ma anche più accogliente per gli stessi fanesi. Occorre poi riqualificare l’immagine di Carignano come piccolo borgo termale, di grande attrazione sia per soggiorni legati alla salute e al benessere, sia per una vacanza improntata alla riscoperta della natura, delle tradizioni e del mangiar bene.

In questo senso le potenzialità di Carignano sono enormi: altrove, pensiamo alla vicina Emilia Romagna, le terme sono una risorsa per il turismo, sulla quale si crede e si investe come elemento trainante dell’offerta. In più, un borgo così caratteristico, in collina, ma a due passi dal mare, è un vero e proprio patrimonio per la città. Non sfruttarlo è un errore.

 

Auspichiamo che i privati tornino a credere alla validità di un progetto legato al turismo termale e che il Comune dia subito un segnale di interesse, mettendo in campo una riqualificazione mirata della zona, sostenibile da un punto di vista economico anche attraverso piccole partnership tra pubblico e privato o magari individuando progetti che possano avvalersi di finanziamenti pubblici.

Non si rimandi oltre, non si rimpallino colpe o responsabilità. Sappiamo che i soldi non ci sono e allora, tanto più, non buttiamo via una potenziale fonte di guadagno.

*Presidente Confesercenti Fano

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