Premio Circolo della Stampa, la 50esima edizione nel nome di Lucia Annibali e nel ricordo di Arnaldo Ninchi e Riz Ortolani

PREMIO CIRCOLO DELLA STAMPA/PESARO 2014, appuntamento a Palazzo Montani Antaldi il primo 1° aprile 2014, ore 17.30. Sarà il 50° anniversario (1964-2014), la 30° edizione:

1964-1968 = Associazione Stampa Pesarese, Il Cigno

1987-2013 = Circolo della Stampa/Pesaro, Premio Circolo della Stampa

Totale premiati = 100

Questa sarà l’edizione in ricordo di Arnaldo  Ninchi (premio 2004) e Riz Ortolani (premio 1994)

Premio (una tantum)  alla Memoria a: Bruno Cesari (scenografo, Premio Oscar 1988)  e Renata Tebaldi (soprano)

“La nostra memoria sa che la loro presenza è per sempre”

 

Premio Circolo della Stampa 2014:

Anna Maria Ambrosini Massari (Storica dell’ arte) “Per essere ormai da tempo fermo e autorevole punto di riferimento nella ricerca e nello studio della storia dell’ arte”

Lucia Annibali, foto Toni

Lucia Annibali, foto Toni

 

Lucia Annibali “Per la sua forte e autentica testimonianza di una grande dignità personale e sociale che si riconferma di fronte alle offese”

Mariagrazia Masetti  (Archeologa) “Per il prestigioso ruolo internazionale ricoperto che è sigillo di una attività professionale di altrettanta eccellenza”

Premio “Speciale” Ente Olivieri  “per i 220 anni di attività”

Mostra Internazionale del Nuovo Cinema “per i 50 anni di attività”

Spilla d’Oro Circolo della Stampa Massimo Mainardi “per i 40 anni di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti”

 

 

 

 

SCHEDA PRESENTAZIONE DEI PREMIATI

 

 

PREMIATI 2014

 

Anna Maria Ambrosini Massari

 

Anna Maria Ambrosini. Foto Toni

Anna Maria Ambrosini. Foto Toni

Anna Maria Ambrosini Massari, storica dell’ arte, professore associato di Storia dell’ arte moderna all’ Università  di Urbino. Ha curato l’ allestimento museale e la catalogazione delle collezioni d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. Si è occupata, tra l’altro, di storia del collezionismo artistico, di Simone Cantarini, Federico Barocci e della scuola baroccesca. Ha curato l’edizione degli scritti artistici di Federico Zeri dedicati alle Marche (Diario marchigiano, 2000) e diversi cataloghi di mostre. Con il volume “Dotti amici”, Amico Ricci e la nascita della storia dell’arte nelle Marche ha vinto il Premio Frontino e il Premio Salimbeni per la Storia dell’arte.

 

 

 

 

 

Mariagrazia Masetti

 

Masetti, foto Toni

Mariagrazia Masetti, foto Toni

Mariagrazia Masetti nasce il 22/10/1956, frequenta il Liceo classico “Mamiani” da cui si licenzia nel 1975 con il massimo dei voti si iscrive a Venezia, Cà Foscari, alla Facoltà di lingue orientali (arabo ed ebraico ) e nel corso del periodo universitario vive esperienze di permanenza all’estero (Israele, egitto ecc.) dopo la Laurea si iscrive alla Facoltà di lettere di Roma dove si laurea in Lettere moderne. Vince una borsa di studio del Ministero degli Esteri per un soggiorno di studio a Parigi per 1 anno e da qui in poi prosegue la sua carriera entrando in tempi successivi presso Ecole di France di qualità di ricercatrice (archeologa).

Partecipa con co-direttrice alla direzione di una Missione archeologica in Siria che si rinnova, per circa 2-3 mesi all’anno per circa 25 anni nel territorio dell’antica Mesopotamia chiusa negli ultimi 3 anni per gli ovvi motivi. L’attività accademica è sostenuta dagli incarichi presso l’università della Sorbona e partecipazione a congressi in Europa ed in USA.

 

 

PREMIO ALLA MEMORIA 2014

 

Renata Tebaldi

 

 

Ranata Tebaldi, foto Toni

Ranata Tebaldi, foto Toni

Renata Tebaldi, soprano (Pesaro, 1° febbraio  1922 – San Marino,19 dicembre 2004), studiò al conservatorio di Parma e si perfezionò poi nel canto con Carmen Melis al Conservatorio “Rossini” di Pesaro. Iniziò la sua carriera esordendo nel 1944 al teatro di Rovigo con il Mefistofele e nel 1946 fu scelta da A. Toscanini per partecipare allo spettacolo inaugurale della Scala di Milano ricostruita, teatro in cui si esibì per 6 stagioni, dedicandosi contemporaneamente a una brillante attività internazionale. Dotata di una voce dal timbro di eccezionale purezza, è considerata il modello paradigmatico del soprano lirico puro. Tra le sue interpretazioni più significative, opere di Puccini (La Bohème, Madama Butterfly, Tosca, La Fanciulla del West), di Verdi (Otello) e di Cilea (Adriana Lecouvreur). La sua voce ha incantato gli appassionati di musica di tutto il mondo.

 

Bruno Cesari

 

Bruno Cesari, premio Oscar nel 1988 per la scenografia dell’ “Ultimo imperatore” di Bernardo Bertolucci e collaboratore di alcuni dei registi contemporanei, è nato a Pesaro il 24 ottobre 1933.

Cesari ha lavorato con registi come Franco Zeffirelli (“Callas forever”), Giuseppe Tornatore, Roman Polanski, Jane Campion, Ferzan Ozpetek (“Le fate ignoranti”). Aveva mosso i primi passi

nel mondo dello spettacolo giovanissimo. L’amicizia con Carlo Zavattini, figlio dello scrittore e sceneggiatore Cesare, aveva contribuito ad alimentare la sua passione per il grande schermo.

L’ ultima scenografia Cesari la studiò per il film di Zeffirelli sulla Callas, uscito nel 2002. Poi avrebbe dovuto lavorare ancora con Ferzan Ozpetek, ma la malattia glielo aveva impedito.

Il gusto e la creatività di Cesari hanno lasciato una traccia indimenticabile nel “Piccolo Buddha” di Bertolucci, in “C’era una volta in America” di Sergio Leone, nella “Leggenda del pianista sull’ oceano” e “Malena”, firmati da Giuseppe Tornatore.

Nel 1999, con “Il talento di Mr Ripley” di Anthony Minghella, Cesari ottenne la sua seconda nomination agli Oscar. Vinse anche un Premio David di Donatello insieme a Ferdinando Scarfiotti e Osvaldo Desideri, sempre per “L’ ultimo imperatore”.

Cesari è morto a Pesaro  il 30 gennaio del 2002.

 

 

 

 

PREMIO SPECIALE 2014

 

 

Mostra Internazionale del Nuovo Cinema

 

La Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro è uno dei più importanti festival cinematografici italiani.Ideata e progettata a Roma da Lino Miccichè e da Bruno Torri alla fine del 1964, ma realizzata a Pesaro fin dalla prima edizione, la Mostra è promossa, finanziata e gestita dalla Fondazione Pesaro Nuovo Cinema Onlus con il contributo del Comune di Pesaro, della Provincia di Pesaro e Urbino, della Regione Marche, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Programma Media dell’Unione Europea.Fin dalle origini l’obiettivo è stato quello di realizzare una rassegna non agonistica di opere prime, nel senso non anagrafico della definizione ma in quello di nuove scelte e nuove strade capaci di avviare processi di rinnovamento, di crescita, di maturazione, di evoluzione del cinema. Si è insomma inteso da sempre non solo registrare ciò che di nuovo fanno soprattutto i giovani registi, ma contribuire a renderlo conoscibile e meglio comprensibile a tutti coloro che condividono patrimoni ideali, esigenze culturali, tensione a rompere equilibri cristallizzati dalla consuetudine, dal conformismo e dall’interesse: una mostra, dunque, più per che del nuovo cinema.

 

 

Ente Olivieri

 

La fondazione Ente Olivieri (in origine Congregazione Oliveriana) viene istituita dal testamento di Annibale Abbati Olivieri Giordani che, nel 1787, lascia alla comunità di Pesaro la sua biblioteca e le sue collezioni archeologiche, numismatiche, pergamenacee, ecc., alle quali si è unita qualche anno prima anche la collezione di lucerne fittili di Giovan Battista Passeri. La Congregazione Oliveriana, destinata ad amministrare quel patrimonio, viene riconosciuta con rescritto pontificio del 24 giugno 1792, e sarà poi eretta in ente morale con regio decreto n. 1292 del 15 settembre 1932.

L’Ente Olivieri gestisce ancor oggi la Biblioteca e i Musei Oliveriani.

Il museo ospita raccolte antiquarie, collezioni di bronzetti greci, italici e romani, di donari e cippi del lucus pesarese, monete e medaglie dei signori di Pesaro e pontificie, vetri cimiteriali paleocristiani, pietre incise antiche, avori paleocristiani, ecc.; il museo si è incrementato con il conferimento di corredi provenienti dalle necropoli di Novilara e di reperti trovati nel territorio pesarese nel corso dell’espansione edilizia del secondo dopoguerra.

Il patrimonio della biblioteca è costituito da oltre 360.000 opere a stampa, a partire dal XV secolo, tra le quali 380 incunaboli, 2262 manoscritti (alcuni miniati), un fondo diplomatico di più di 2000 pergamene, cinquecentine, carte geografiche, mappe, disegni, incisioni e una cospicua raccolta di opere moderne e contemporanee. Per legge sulla stampa deve inoltre confluirvi, per il suo status di biblioteca provinciale, quanto si pubblichi nel territorio della provincia di Pesaro e Urbino.

 

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