Si presenta a Pesaro la Missione Umanitaria pro Kosovo voluta dal Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

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8 febbraio 2014

PESARO – Lunedì 10 febbraio, alle ore 10, nella sede della Protezione Civile della Provincia di Pesaro – Urbino sarà presentata ed avrà ufficialmente inizio la “Missione Umanitaria pro Kosovo” organizzata dal “Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio”.

La missione – responsabile cav. dott. Paolo Gorga – voluta da alcuni cavalieri e benemeriti del SMOCSG delle Provincie di Pesaro-Urbino e Rimini e coordinata dalla Delegazione Campana, si prefigge di realizzare tre progetti (nello specifico creare una ludoteca, una falegnameria ed una sartoria) nonché fornire beni a favore delle popolazione del Kosovo, mediante la collaborazione con la CIMIC (Civil-Military Cooperation) presso la MSU (Multinational Specialized Unit) dell’Arma dei Carabinieri operante in Kosovo nell’ambito della Missione internazionale NATO KFOR.

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Il progetto “MISSIONE UMANITARIA PRO KOSOVO” è un’iniziativa di solidarietà e di sostentamento nata da una proposta del Cavaliere Paolo Gorga, che vive a Pesaro e la cooperazione della CIMIC – MSU (Multinational Specialized Unit) Carabinieri di Pristina e della Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio attraverso il suo Delegato Marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli. La Provincia di Pesaro ed Urbino ha prontamente aderito a questa missione umanitaria, fornendo un container e un magazzino dove stoccare il materiale raccolto. All’iniziativa ha aderito anche la Confesercenti di Pesaro e Urbino, dove è possibile portare i materiali e le derrate alimentari oggetto della raccolta, presso la propria sede sita in Pesaro, Via Salvo D’Acquisto nr. 7, di fronte alla Caserma del Comando Provinciale Carabinieri di Pesaro e Urbino; l’Associazione Donne allo Specchio di Cantiano (PU); l’U.N.S.I. (Unione Nazionale Sott’Ufficiali d’Italia) Sezione di Pesaro e l’I.P.A. (International Police Association) Comitato Esecutivo di Riccione (RN). La missione nasce per “aiutare e sostenere i bambini poveri, ammalati, senza istruzione o che hanno subito violenze fisiche o morali, dando quindi loro l’opportunità e la speranza di una vita realmente degna”, oltre che per “raccogliere materiale” per sviluppare progetti educativi.

Tre sono i progetti da portare avanti:

La creazione della “LUDOTECA S.M.O.C.” all’interno della “casa di Radulloc”, nel villaggio di Zllakuçane, nel Comune di Klina, che accoglie in affido circa 35 bambini orfani o abbandonati; la “casa di Radulloc” è gestita dalla Caritas Umbria in Kosovo e da lì coordina tutti i progetti e le attività in corso in questo villaggio nel quale quasi il 40% della popolazione vive in condizioni di povertà e moltissimi sono i bambini orfani o abbandonati a causa del conflitto.

Il secondo progetto è la realizzazione di una “piccola falegnameria”, sempre all’interno della “casa di Radulloc”. Qui, dal 2010, sono iniziati i lavori per la costruzione di una nuova struttura, più ampia e funzionale, che sostituirà quella di Radulloc: gli spazi, più ampi e moderni, permetteranno l’allestimento di laboratori (falegnameria, officina meccanica…) e l’avvio di attività collegate all’agricoltura e all’allevamento (produzione di latticini, lavorazione delle carni…). Queste attività permetteranno alla casa di autosostenersi e offrirà ai ragazzi più grandi l’opportunità di mettersi alla prova nel mondo del lavoro e gettare così le basi per il loro futuro. Attualmente nella “casa di Radulloc” sono ospitati circa 35 minori appartenenti a diverse etnie: albanesi, serbi e montenegrini.

Il terzo progetto è a creazione di una “piccola sartoria all’interno della casa protetta di Gnjilane”, che ospita donne e bambini vittime di violenza domestica; l’obiettivo è offrire a costoro l’inserimento in un percorso lavorativo e di orientamento professionale. Le conseguenze generate dalla violenza domestica sono infatti particolarmente gravi e dolorose, sia per le vittime che per l’intera comunità: ne derivano, per le vittime, seri problemi di salute fisica e psicologica, cui le famiglie non riescono a sopperire, fino ad arrivare a casi di suicidio e/o omicidio. Assieme al traffico di essere umani, quella di stampo domestico si configura, pertanto, come una delle forme più diffuse di violenza contro donne e bambini nel Paese. Anche per questo motivo, secondo l’UNDP, il Kosovo detiene, insieme alla vicina Albania, il triste primato di avere l’indice di sviluppo di genere più basso di tutta la regione balcanica. Attualmente lo Stato, che sta lentamente consolidando il processo di ricerca e di autonomia successivo alla guerra con la Serbia, rimane ancora il Paese più povero dell’area balcanica, e la fase di ricostruzione – sia sul fronte sanitario che su quello economico – è ancora piuttosto critico e difficile da superare.

Di fianco agli ospedali pubblici, ancora risalenti all’epoca comunista, sono sorte cliniche private per i nuovi ricchi, inaccessibili alla gente comune; inoltre le scuole fatiscenti e la carenza di strutture pubbliche, inadeguate agli innumerevoli bisogni sociali, spingono le famiglie con i loro bambini, le donne sole e vittime di violenze, gli orfani, a cercare aiuto presso i volontari e le Istituzioni Internazionali civili, militari e religiose. Sono queste le motivazioni che hanno spinto il Cavaliere Gorga a costituire un network di collaborazioni con l’obiettivo di migliorare e coordinare l’identificazione e l’invio dei materiali attraverso una rete di contatti e di cooperazione tra le varie istituzioni coinvolte e di ottimizzare l’organizzazione logistica ed operativa con la convinzione che l’aiuto dato ai bisognosi non dia sollievo soltanto a chi soffre ma contribuisca anche al benessere dell’intera comunità.

Il “progetto Kosovo” prevede che siano verificati direttamente i concreti effettivi avanzamenti di ciascun singolo progetto attraverso l’invio sul campo di esperti e volontari che potranno toccare con mano i risultati raggiunti grazie alla solidarietà e renderli pubblici attraverso report periodici. Il materiale raccolto verrà ritirato personalmente dai militari del Reggimento MSU di Pristina in Kosovo e caricato su mezzi militari, ai quali nel viaggio di rientro in Kosovo si uniranno il Delegato Marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, il responsabile del progetto Cavaliere Paolo Gorga e una piccola delegazione di Cavalieri e Benemeriti SMOC. I rappresentanti italiani che si recheranno a Pristina saranno ospiti presso il Reggimento Carabinieri MSU attualmente comandata dal Colonnello Gregorio De Marco, e saranno ricevuti in visita anche dal Generale di Divisione Salvatore Farina, Comandante della NATO Kosovo Force.

La missione, dunque, concentrerà il suo impegno in tre ambiti di intervento: servizi alla prima infanzia, contrasto all’abbandono scolastico, inserimento lavorativo dei giovani e sostentamento alle donne in difficoltà.

Oggetto della raccolta sono derrate alimentari a lunga conservazione, come pasta, riso, olio in contenitori da cinque litri, tonno, latte, farina, salsa, zucchero, sale, scatolame, ecc..; prodotti per l’igiene della persona e della casa; pannolini per bambini; abbigliamento e calzature per adulti e per  bambini; materiale didattico come zaini, quaderni, matite, colori; giocattoli; materiale per la realizzazione di una piccola falegnameria quali morsetti di varie misure, trapani, levigatrici, seghe elettriche, ecc.; strumenti musicali; macchine da cucire, stoffe, filo, aghi, e tutto l’occorrente per cucire, da destinare alla casa protetta di Gnjilane; libri per ragazzi – dai più piccoli ai più grandi – per la realizzazione della “Ludoteca S.M.O.C.”; librerie o mobilio per contenere giocattoli e libri; televisori, videoregistratori, lettori dvd, lavagne. Queste sono le attività progettuali che saranno portate avanti, affinché i diritti di tutti vengano riconosciuti; si lavorerà con una strategia fondata sui bisogni, con programmi di sviluppo umano e sostenibile: perché nel loro futuro, e in quello di tutti noi, ci sia sempre più spazio per la speranza.

Abbiamo bisogno anche del Tuo aiuto. Aiutaci anche Tu!

Per maggiori delucidazioni è stata attivata la mail missionesmoc@gmail.com dove è possibile chiedere ulteriori informazioni sulla missione in Kosovo. Il termine ultimo per aderire all’iniziativa è il 20 Aprile 2014.

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