Sel, Zucchi attacca Mezzolani: “Ospedale FossoSejore scelta assurda. Project financing strumento deleterio”

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12 febbraio 2014

Sinistra Ecologia Libertà Pesaro

 

Andrea Zucchi

Andrea Zucchi

Leggiamo sulla stampa che l’assessore Mezzolani continua a scommettere sull’ospedale unico a Fosso Sejore, aggiungendo che anche in mancanza di fondi pubblici, si procederà cercando fondi privati tramite project financing, o finanza di progetto, con ditte del calibro di Impregilo e Strabaeg. Ribadiamo innanzitutto – dice Andrea Zucchi, segretario comunale di SEL – l’assurdità della scelta del luogo di localizzazione, appunto Fosso Sejore, baricentrico solo tra Pesaro e Fano (e l’entroterra, che dovrebbe comunque servirsene?), previsto su terreni privati, e soprattutto privo di infrastrutture, viarie e non solo, per cui la costruzione eventuale comporterebbe un impatto ambientale devastante, una crisi della viabilità, e soprattutto un esborso nettamente superiore alle altre soluzioni, come quella di Muraglia. Ma oltre a ciò, ci piacerebbe molto dire due parole su questo project financing, a nostro avviso strumento deleterio a dir poco, con cui la Regione affiderebbe ad un privato tutto il processo di costruzione del nuovo ospedale, ma non i rischi connessi con la gestione (che rimane pubblica). Nicola Giannelli, coordinatore del “gruppo sanità” di Sinistra Ecologia e Libertà, spiega meglio il meccanismo alla base: il privato si garantirebbe il suo investimento tramite l’affidamento non ritrattabile dei servizi non sanitari (parcheggi, mense, lavanderia, etc.) e la riscossione di un grosso canone da parte del pubblico (affitto). Ad esempio, la Regione Toscana sta costruendo 4 ospedali per un totale di 270 milioni. Il privato metterà il 25%, pari a 54 milioni di euro, e riceverà per contratto 19 milioni per ciascun ospedale per 19 anni, ovvero 1 miliardo e 444 milioni, a fronte di 54 milioni di finanziamento privato iniziale e di servizi accessori. Questi soldi verranno interamente sottratti alle spese correnti della sanità, ovvero ci priveranno di medici, infermieri, macchinari, farmaci. E stiamo parlano di una quota del 25% sul totale, continua Nicola Giannelli, mentre la Regione Marche dovrebbe reperire forse il 100% dei fondi con questo strumento, impegnandosi quindi per i prossimi venti anni a pagare centinaia di milioni di euro ad un privato, che non avrà alcun rischio di impresa ma solo diritti di rendita! Nessun privato farebbe mai un investimento a queste condizioni. Privato che invece entra ben volentieri solo in un progetto che genera profitti, grazie alle tariffe di riscossione ed al canone riscosso. Chi è che paga ovviamente? Gli utenti per i servizi, il pubblico per il canone. Qui a pagare sarà un servizio sanitario che già taglia le spese correnti all’osso. Per costruire ospedali bisogna avere i soldi in conto capitale e fare normali gare d’appalto, anche per l’affidamento dei servizi non sanitari. Un mutuo costa molto meno di un project financing. Ma non consente di nascondere dal bilancio una grossa spesa effettuata…Chi comprerebbe una macchina, sapendo di pagarla a rate venti volte tanto il suo costo reale?

Invitiamo allora l’assessore – chiude Andrea Zucchi – e tutti gli altri amministratori locali, a riflettere prima di tutto, e prima che sia troppo tardi, sul futuro della sanità delle Marche, elaborando un progetto serio e razionale ed una strategia reale basata sui bisogni dei cittadini e sul contenimento dei costi. Abbandonando l’idea di ospedale unico finanziato col project financing, che significherebbe spendere enormemente di più, nel tempo, di quanto si potrebbe ottenere di risparmio dai benefici dell’avere una nuova struttura.

Auspichiamo che l’assessore avvii una nuova discussione con i territori coinvolti, cominciando a disinnescare i campanilismi, e cercando una nuova soluzione che rinforzi il servizio, anziché metterlo a rischio per i prossimi decenni.

 

 

 

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