Aldo Amati: “Ecco perché domenica mi astengo. Voteranno il segretario regionale di mezzo partito”

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13 febbraio 2014

Aldo Amati*

PESARO – So cosa farò domenica 16 febbraio. Avrei voluto partecipare primarie per scegliere il segretario regionale del PD. Io sono un patito delle primarie; le considero l’unica vera rivoluzione portata dentro una politica ridotta da anni a giochi di potere di ristretti vertici, con i cittadini ridotti a spettatori passivi. Con le primarie in questi anni invece avevo ritrovato la passione e l’entusiasmo. La scelta non solo dei candidati alle cariche istituzionali, ma anche dei dirigenti massimi di partito non la facevano in pochi, nemmeno solo gli iscritti, ma milioni di persone non inquadrate dentro schemi correntizi. Ma non ho mai amato primarie in cui ci fosse un solo candidato. Anzi sostengo che la presenza di più candidati, per fornire agli elettori una gamma significative di opzioni di scelta, dovrebbe essere obbligatoria. Per il segretario regionale del PD delle Marche c’erano queste condizioni: tre candidati chiaramente diversi fra loro per atteggiamento politico, per programmi e per rappresentatività delle diverse realtà della regione. Purtroppo i supporter di uno dei candidati hanno pensato di espellere uno dei competitori, quello che aveva sostegni diffusi in tutti i territori delle Marche, attaccandosi a qualche irregolarità formale. Salvo che poi quando la commissione arbitrale regionale ha rilevato una irregolarità formale nell’indire la competizione e aveva annullato la gara dicendo che bisognava fissare una nuova data, i sostenitori del “le regole si rispettano tutte, fino all’ultima virgola” hanno detto “non vale” ed hanno chiesto di “annullare l’annullamento”. Così domenica 16 febbraio, senza una vera campagna elettorale, si farà la gara senza uno dei giocatori: quello che rappresentava mezzo partito.

Io non andrò alla partita e penso e spero che metà degli elettori delle primarie faranno come me. Per boicottare questo ritorno a vecchie e stantie logiche burocratiche che tanto male hanno fatto alla politica e alla sinistra. Quelli che andranno sanno che eleggeranno “il loro” segretario regionale, il segretario di mezzo partito, un segretario dimezzato. Ma non sarà zoppo il segretario. Sarà zoppo il PD delle Marche.

*Già sindaco di Pesaro

Un commento to “Aldo Amati: “Ecco perché domenica mi astengo. Voteranno il segretario regionale di mezzo partito””

  1. STEFANO GIAMPAOLI scrive:

    Condivido pienamente e desidero esprimere la mia solidarietà al sindaco Luca Ceriscioli. Non bisogna mai abbassare la guardia! Soprattutto in questo avvio di forte cambiamento imposto dal segretario Matteo Renzi … I vecchi burocrati politici sono come i mastini della nota canzone di Giorgio Gaber e, nella “palude” ci sono ancora troppi rospi e troppi ramarri!

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