Dalla Turchia alla Siria: volti e storie di una guerra dimenticata

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13 febbraio 2014

Reportage su SiriaFANO – Sabato 15 febbraio, dalle 18, Matthias Canapini proietta il suo reportage e racconta il suo viaggio. Segue dibattito, scambio disegni, info sulla raccolta aiuti. Il tutto  presso l’INFOSHOP di Fano, in via G. da Serravalle, 16.

Matthias Canapini, reporter che l’Infoshop ha ospitato in passato prima con le sue foto dalla ex Jugoslavia e poi col suo primo viaggio verso i campi profughi siriani, è il referente locale per la campagna di aiuti “Pasqua in Syria”, una campagna autogestita che tesse legami di solidarietà con i profughi siriani.

“Durante le vacanze di Natale e Capodanno, insieme a tre volontari del gruppo Pasqua in Syria, mi sono diretto nuovamente lungo il confine turco siriano per distribuire materiale didattico ai bambini siriani scappati dalla guerra. Abbiamo visitato un piccolo ospedale per ex soldati e le case abitate ora dai profughi siriani. Il viaggio è continuato dentro la Siria per visitare due campi per sfollati, distribuire cibo, vestiti e farmaci  e documentare le condizioni in cui vivono queste persone”.

“Le ambulanze sfrecciano veloci verso la frontiera turca…un via vai costante da Aleppo al confine. Le bombe continuano a piovere dal cielo, senza lasciare tregua ai civili che continuano a vivere in città. 13.000 persone circa, gradualmente, hanno trovato rifugio nel campo di Bab Al-Salam (la Porta della pace).
Non basterebbe un mese per ascoltare tutte le storie che racchiudono queste persone, ma basta passare qualche minuto tra loro per capire il livello di disperazione e le condizioni disumane in cui vivono. Le tende sprofondano nella melma…qualche famiglia mangia solo del pane, o una ciotola di riso al giorno. Molte persone non hanno abiti pesanti per coprirsi ,ne stivali o scarpe per camminare tra il fango. Una nutrita percentuale di bambini accusa forti traumi psicologici, ed è facile vederli giocare alla guerra…a spararsi e far finta di abbattere elicotteri. Alcuni si ammalano a causa del freddo e vengono ricoverati in ospedali vicini. I ratti che infestano il campo sono portatori di malattie e infezioni. I bambini piangono per il freddo e la fame, le madri chiedono aiuto cercando scarpe o abiti per i loro figli. Stipate nelle tende vivono insieme dalle 5 alle 17 persone che, quando la notte cala, si scaldano mani e piedi attorno ad una stufa d’acciaio. Chiediamo cosa pensano i bambini di tutto ciò, e Isham (la nostra “guida”) dice: “chiedono quando tornerà tutto come prima…quando verrà il giorno in cui potranno tornare nelle loro vecchie case”.

Dopo l’iniziativa sul tema organizzata dalla Scuola di pace, l’incontro con la giornalista italo siriana Asmae Dachan svoltosi  sabato 8 febbraio, un altro appuntamento fanese sul tema:  le realtà di base che animano l’Infoshop offrono il reportage fotografico e l’incontro con Matteo Canapini per contribuire al diffondersi di una cultura cittadina che abbia uno sguardo e un impegno oltre le frontiere.

“Abbiamo la certezza che purtroppo l’informazione standard non dia adeguate informazioni su quello che succede in paesi “fuori” dagli interessi  della geopolitica, e che oggi più che mai, in un mondo in cui i governi cambiano secondo le esigenze delle potenze mondiali, causando rovina  e genocidio, occorre  diffondere una cultura antimilitarista e di solidarietà tra le popolazioni, e dare sostegno alla cultura dei diritti umani, che non hanno confini”.

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