Pesaro e i suoi obiettivi: cambiare, cambiare in fretta

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14 febbraio 2014

PESARO – I sostenitori di Matteo Renzi e di Matteo Ricci, come me, sono galvanizzati dal discorso tenuto alla direzione del PD dal sindaco di Firenze. Il messaggio è stato forte e chiaro: occorre cambiare e cambiare in fretta. Quello che vale a livello nazionale, tanto più deve valere a livello locale. Dopo le stagioni politiche dei De Sabbata, degli Stefanini e dei Tornati, la nostra amministrazione comunale ha vivacchiato. Con loro sono state costruite le scuole dell’infanzia e gli asili nido che conosciamo. E’ stato attuato il Piano di Edilizia Economica Popolare (PEP) che ha dato la casa ai nuovi cittadini provenienti dai comuni limitrofi. Sono state realizzate grandi opere quali il nuovo acquedotto ed il cavalcaferrovia. E’ stato istituito il Rossini Opera Festival che fa conoscere la nostra città nel mondo. Le amministrazioni successive, volendo accontentare tutti e volendo fare tutto, troppo spesso, hanno fatto poco e, qualche volta, male. La crisi, sociale, politica ma soprattutto economica che stiamo attraversando ci induce a cambiare passo. Abbiamo bisogno di un sindaco che, come un fondista, riesca a mantenere le energie fisiche per raggiungere il traguardo, vincendo. Per questo occorre decidere un piano di marcia prima della partenza. Occorre definire obiettivi alti, importanti, primari e irrinunciabili. Il candidato a sindaco del PD, Matteo Ricci, dovrà avere coraggio; occorre che indichi ai pesaresi le sue scelte irrinunciabili. Occorre coinvolgere i propri concittadini nei progetti da realizzare in una o massimo due tornate amministrative (5 o 10 anni). Progetti ambiziosi, utili a tutti, non di pura vanità, solo per passare alla storia.

Uno di questi sarà sicuramente il nuovo ospedale. L’assessore alla sanità regionale Almerino Mezzolani ha parlato di “strutture centenarie” facendo riferimento all’Ospedale San Salvatore e al Santa Croce. Ha paventato, per queste strutture, anche un problema di sicurezza. Pesaro merita, dopo decenni di parole infruttuose, una struttura ospedaliera moderna. Si parla spesso di “domotica” (abitazioni computerizzate) e troppo poco di ospedali robotizzati. I pesaresi hanno diritto alle migliori prestazioni sanitarie che l’attuale tecnologia può offrire. I pazienti, gli ammalati, negli attuali vecchi ospedali, si possono muovere con difficoltà e sono costretti a subire condizioni oggettive di malessere e fragilità. Possono solo debolmente protestare e, talvolta, sono ostaggi di apparati che non li considera e rispetta pienamente. Anche i pesaresi hanno diritto che venga pienamente rispettato l’art. 32 della nostra Costituzione, quello della tutela la salute. Abbiamo accolto con soddisfazione l’annuncio dell’assessore alla sanità regionale sul trasferimento al San Salvatore dei 6 milioni di € promessi. Però, i sei milioni che stanno per arrivare dalla Regione Marche non bastano! La regione deve cambiare mentalità sull’ospedale di Pesaro altrimenti i sei milioni, in restituzione del troppo maltolto negli anni, non sono nulla. Si faccia funzionare, normalmente, il nostro ospedale e si avviino le procedure per la costruzione del nuovo. Matteo Ricci, se prenderà questa strada, avrà l’appoggio dei LiberixPesaro che combattono, da anni, la battaglia per la realizzazione di un nuovo ospedale.

 

 

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