Da Fresina un appello all’unità delle forze che vogliono cambiare: “Altrimenti sarà l’ennesimo suicidio politico”

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15 febbraio 2014

PESARO – “Ci si chiede e mi si chiede cosa dover fare per poter vincere e cambiare. Mi si domanda in cosa sarei diverso e  cosa farei per caratterizzare questa alternativa. Sarei sciocco nel rispondere che so tutto e che saprei cosa fare in maniera automatica. Così non è”.

Massimo Fresina

Massimo Fresina

Parole e musica sono di Massimo Fresina, candidato sindaco di Pesaro, in un comunicato in cui affida il proprio pensiero. “Ho l’umiltà – continua – per mia fortuna, di riconoscere che so alcune cose e che altre dovrò impararle. Non ragiono come quelli che hanno governato fino ad oggi. Mi sforzo di ragionare e di pormi in maniera differente. Ma, prima di qualsiasi proposito, va detto che il mio/nostro progetto non avrebbe alcuna logica e possibilità di riuscita e vittoria senza partire da un elemento fondamentale: l’unità di tutte le forze che vogliono cambiare. Vorrei fosse chiaro che non vi è logica nel presentarsi da soli sapendo che, nella migliore delle ipotesi, si potrà conquistare un seggio da consigliere comunale. Non c’è nessuna speranza, senza l’unità di tutte le forze che vogliono il cambiamento. Ora, mi pare che la tendenza della opposizione pesarese, parcellizzata e riduttiva, sia di andare verso la sconfitta. In altre parole, si vuole veramente cambiare o ci si accontenta di diventare gli utili idioti dei Ricci o altri?”.

“Mai come questa volta cambiare e’ possibile – Fresina è speranzoso – Lo dimostrano  la confusione, il contrasto rancoroso, la debolezza palese e la superbia futile dei progetti e della nomenclatura del Pd. Uno schieramento Pd unito solo dalla illusione che i garantiti da loro organizzati possano bastare. Ancora meglio, che tutti quelli che in questi anni hanno vissuto all’ombra del sistema di potere del Pd rimangano fedeli. Sappiamo che non è più così. Sappiamo che tanti segnali di voglia di cambiamento stanno arrivando e noi dobbiamo riuscire a raccoglierli ed organizzarli. La follia della separazione, della divisione e persino dell’antagonismo nello schieramento per il cambiamento porteranno alla sconfitta”.

In conclusione un appello: “Per questo lancio un appello a tutti quelli che vogliono veramente cambiare: uniamoci ed andiamo uniti allo scontro elettorale. Una unica lista civica di cambiamento che, rispettando le differenze e con il contributo dell’opposizione tradizionale, sia saldata e fortemente alimentata dal basso nell’idea di mandare a casa questa nomenclatura e finalmente di cambiare. Altrimenti sarà l’ennesimo suicidio ma io non voglio morire… e non voglio che la città muoia”.

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