I grillini e la “valanga di malagestione di soldi pubblici in aeroporto”

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20 febbraio 2014

FANO – “Per quanto riguarda la questione da noi sollevata sull’ottenimento del credito del canone per l’uso dei beni comunali, riprendiamo, dal verbale del 28 ottobre 2013, le parole del Sindaco a proposito della segnalazione, con nostra interrogazione, del mancato introito del canone in oggetto “E’ indubbio che su tutte queste questioni c’è stata una disattenzione” “Non è mai stata fatta una perizia vera e propria”. Insomma, Il Comune (cioè tutti noi) cosa avrebbe potuto fare e come avrebbe potuto ottenere un credito dal 1995? Avrebbe potuto fare valutare con una perizia giurata il canone di concessione e quindi maturare negli anni un credito verso la società aeroportuale Fanum Fortunae, credito da utilizzare ad esempio nel 2010, evitando di fare un bell’esborso di 300 mila euro per ricapitalizzare la società aeroportuale. Se questo non è scandaloso lo giudicheranno i cittadini e la Corte dei Conti”.

Lo pensano i grillini, che affidano il loro pensiero a una nota che continua così: “I cittadini devono anche sapere che, nonostante la società aeroportuale “Fanum Fortunae” S.r.l. sia stata appositamente costituita per acquisire dall’allora Ministero dei Trasporti la gestione dell’aeroporto di Fano, (come risulta dallo statuto della società) in 19 anni non ha mai ottenuto la concessione per la gestione dell’aeroporto stesso né dal ministero né dall’ENAC, che nel tempo ne ha acquisito le competenze. Inoltre, l’aeroporto di Fano non è certificato per svolgere attività di trasporto pubblico di passeggeri o di merci, ma solo per attività di volo privato. In realtà la società, non avendo mai ottenuto dall’ENAC la gestione dell’aeroporto, e non essendo l’aeroporto di Fano nemmeno aperto al trasporto pubblico, non svolge alcuna attività di “interesse generale”. Per tale ragione, secondo l’art. 3, commi 27, 28 e 29,Legge 244/2007non può essere oggetto di partecipazione da parte di Enti Locali. La società aeroportuale “Fanum Fortunae S.r.l., in effetti, fino ad oggi ha svolto, e tutt’ora svolge, con impiego di denaro pubblico, esclusivamente alcuni servizi di natura commerciale, ovvero la vendita di carburanti, la locazione di immobili di proprietà del Comune di Fano che vengono destinati ad attività private (bar-ristorante, sedi di associazioni ed officina aeronautica), il servizio di ricovero in hangar di aeromobili di privati e di società commerciali, e raduni di aeromobili ultraleggeri”.

Conclusione: “Per tali motivi riteniamo che la Fanum Fortunae sia una delle tante società partecipate inutili, che non fanno altro che spendere soldi dei contribuenti per attività, come il volo privato, che esulano dagli interessi generali dei cittadini che pagano le tasse. Con il massimo rispetto per le attività commerciali e ricreative che si svolgono all’interno dell’aeroporto, si lasci che gli utilizzatori regolino in piena libertà ed autonomia i loro rapporti direttamente con il Comune, per quanto riguarda le condizioni di utilizzo delle strutture di proprietà comunale, e con l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, vero gestore dell’aeroporto, per tutto il resto. Per questo è nostra intenzione realizzare l’uscita da parte del Comune dalla società, attraverso la sua liquidazione o un atto di diritto di recesso, viste le prerogative completamente fuori norma per l’esistenza di una società partecipata”.

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