La Bicipolitana guarda indietro per andare avanti: pedalare è ormai nel dna pesarese. E dalla regione arrivano 70 mila euro

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20 febbraio 2014

PESARO – Pedala, l’assessore Biancani. E in vista del traguardo finale (fine mandato) si mette in piedi sui pedali guardando sia avanti che dietro. Avanti, perché, è notizia di oggi, il Comune di Pesaro grazie alla sua lungimiranza (e al buon lavoro dell’ufficio tecnico competente) ha ottenuto 70 mila euro da un finanziamento regionale presentato prima di Natale. Il bando metteva a disposizione 300 mila euro per tutta la regione: il Comune di Pesaro si è assicurato una buona fetta presentando due progetti, due studi preliminari, finanziati così entrambi per il 25%. Ci saranno due anni di tempo per realizzarli, se ne occuperà quindi la nuova amministrazione: stiamo parlando della ciclabile che dal Campus, dal sottopasso, porterà fino alla rotatoria Villa Fastiggi, e la ciclabile di via Trometta, in fondo a via Belgioiso, che collegherà via Sonnino con la pista ciclabile di via Lubiana.

Biancani illustra i dati della Bicipolitana

Biancani illustra i dati della Bicipolitana

Guardando indietro (ma sempre per guardare poi meglio avanti), invece, è stato presentato un monitoraggio della bicipolitana finanziato da fondi ministeriali: un modo per tratteggiare al meglio i contorni pesaresi, l’impatto che una città diventata a misura di bicicletta ha avuto con la cittadinanza. Ne sono uscite cose molto interessanti. I dati sono stati spiegati dallo stesso assessore Biancani insieme al dirigente Mauro Moretti e all’architetto Paola Stolfa. L’analisi dei flussi di traffico bicipolitano è avvenuto con una radar posizionato in punti strategici e che ha contato in in maniera precisa la quantità di biciclette che passava, per una settimana, a maggio 2013 e luglio 2013, in 9 diversi punti (l’operazione si ripeterà, peraltro, anche nelle prossime settimane). Poi, a un campione di ciclisti, sono stati posti dei questionario per indice gradimento. Così, al di là dei numeri comunque interessanti, sono emersi usi e indicazioni utili in ottica di sviluppo della stessa bicipolitana. La media giornaliera dei 9 punti per mettere in relazione – maggio 2013 e luglio 2013 – è di 9640 bici transitate a maggio 2013 (nonostante la pioggia caduta in quel mese) complessivamente, in tutti i 9 punti (media giornaliera) contro le 16977 bici transitate a luglio 2013, complessivamente, in tutti i 9 punti (media giornaliera). La ciclabile di viale Trieste ha registrato il flusso maggiore (sia in arrivo che in partenza).

PER LEGGERE I NUMERI E I DATI STATISTICI DEL MONITORAGGIO CLICCA SU monitoraggio bicipolitana_sintesi_x CONF STAMPA 20 febbr 2014_DEF

Un’analisi nel dettaglio  è stata effettuata sulla pista ciclabile lungofoglia: qui, infatti, c’erano dati anche inerenti al 2012. Dal confronto a distanza si è evinto che ci sono orari costanti di utilizzo di bici. Dalle 7 alle 9 e dalle 18 alle 20 si sono sempre registrati i picchi massimi di utilizzo. Stessa cosa vale per entrambi in sensi.

Su via Solferino è stato effettuato un questionario a 110 persone (in pratica uno su 8 di quelli che passavano). Le risposte alla domanda da dove vieni? Villa San Martino e Miralfiore, le risposte più gettonate. Dove vai? Verso zona centro-mare. Stessa cosa a Pontevecchio. Risposta per la destinazione? Sempre centro-mare. Da dove vieni? Largo 3 martiri-Tombaccia. Il flusso maggiore si è quindi riscontrato verso la zona centro-mare. Quasi tutti i quartieri sono stati ben rappresentati in entrata.

La risposta inequivocabile: a Pesaro la Bici si usa per fare spostamenti sistematici (commissione, luoghi studio e lavoro). E non per sport e salute. Ma anche perché si risparmia e la strutturazione della rete ciclabile permette di raggiungere diverse zone della città e in sicurezza.

Il +51,3 degli intervistati ha detto che utilizza di più la ciclabile rispetto all’anno prima. Un altro 45% è rimasto invariato. Perchè è aumentato l’utilizzo? Perchè si risparmia (il 46%), perché è più pratico, per il potenziamento pista ciclabile.

La distanza media che percorre un pesarese sulla ciclabile? Chi va in centro percorre, rispetto al punto di partenza, circa 2300 metri. Mediamente sulla ciclabile si fanno 2,5 km dentro la città.

Tutti dati, numeri, risposte che hanno contribuito alla valutazione di un campione di cinque diverse piste ciclabili. L’indice di valutazione si è andato a collocare tra “abbastanza” e “molto” positivo, sulla pista ciclabile via Togliatti, mare, lungofoglia, viale Trieste e via Solferino. Solo via Togliatti non ha preso il massimo della valutazione ma comunque stata data come “abbastanza sicuro”, perché piena di attraversamenti rispetto ad esempio alla ciclabile del mare (60,9 % molto sicuro).

“Questo studio – ha spiegato Biancani – fa fare un passo in avanti alla città per programmazione delle piste ciclabili, uno studio strategico per progettare futuro e per allargare la rete ciclabile. Ci dice come i cittadini nel corso degli anni hanno imparato a usare la bici nelle piste ciclabili. Prima avevamo degli umori, ora abbiamo un riscontro oggettivo. A settembre saranno forniti nuovi dati sulle rilevazioni che faremo in questo periodo invernale”.

Intanto, per quanto riguarda la ciclabile lungo la Statale Adriatica, i tempi di realizzazione sono legati alla burocrazia amministrativa. Se si decide di realizzare solo la pista ciclabile si può partire subito (il progetto era stato pensato nel 2013), se si decide di unire i due interventi (ciclabile più riasfaltatura della Statale) si deve aspettare il tempo tecnico per capire quando verrà approvato il bilancio. A breve, invece, sarà sistemata la ciclabile di via Caboto: per l’estate sarà conclusa e utilizzabile.

 

Un commento to “La Bicipolitana guarda indietro per andare avanti: pedalare è ormai nel dna pesarese. E dalla regione arrivano 70 mila euro”

  1. Fabio Arrigoni scrive:

    Le piste ciclabili potenzialmente potrebbero essere portatrici di innumerevoli benefici, il nord Europa è maestro in questo. Tuttavia da noi sarebbe necessario educare i cittadini all’uso corretto della ciclabile, al senso civico nonchè all’educazione. Purtroppo non si capisce perché con quattro metri di marciapiede a disposizione, la gente si ostina a portare a passeggio il cane nella ciclabile, passeggiare a gruppi all’interno dello spazio riservato ai ciclisti, pattinare, correre, fare North walking e mille altre cose. Insomma non si capisce perché sulla ciclabile si fanno tutti gli usi possibili e immaginabili eliminando del tutto lo scopo per il quale sarebbe nata. Ovviamente poi chi fa notare tutte queste cose, viene insultato e preso a male parole, quindi subentra poi anche il fattore educazione del tutto mancante in tanti individui…. Mi duole constatare che purtroppo se non vi è chi vigila e fa rispettare le regole a forza di sanzioni e controllo, la tendenza è quella di comportarsi da selvaggi incivili che poi ci fanno riconoscere (negativamente) nei paesi al di fuori dell’Italia.

    Fabio

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